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= LIBERE =
Libere è un film del 2017 scritto e diretto da Rossella Schillaci.
 
{{Film
| titolo italiano = Libere
| immagine = [[File:Libere immagine.jpg|miniatura|220x220px]]
| paese = Italia
| anno uscita = 2017
| durata = 76 min
| tipo colore = misto
| genere = documentario
| regista = Rossella Schillaci
| sceneggiatore = Paola Olivetti, Rossella Schillaci
| produttore = ANCR Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza
| casa distribuzione italiana = Lab 80 Film
| fotografo = Davide Marcone. Stefania Bona
| montatore = FluvioFulvio Montano
| musica = Giorgio Canali, Milva
}}
 
== Trama ==
Nel 1965 [[Ada Gobetti|Ada Gobetti,]] intervenendo ad un convegno del Comitato di Liberazione Nazionale, ha chiesto che si facesse luce su tutto quanto era stato fatto dalle donne in questo periodo. La regista Rossella Schillaci ha deciso di raccogliere l’invito, realizzando un documentario che parla dell’azione femminile. <ref> http://www.cameralook.it/web/libere-di-rossella-schillaci-il-femminismo-nato-dalla-resistenza/</ref>
 
Il film racconta il ruolo ricoperto dalle donne durante la [[Resistenza italiana|Resistenza]] partigiana italiana attraverso la voce delle protagoniste: Lia Corinaldi,[[Giuliana Gadola Beltrami]], [[Bianca Guidetti Serra]], Alda Frascarolo Bianco, Lucia Boetto Testori, [[Anna Cherchi Ferrari|Anna Cherchi]], [[Joyce Lussu]], Marisa Sacco,Maria Airaudo, Carmen Nanotti, Marisa Rodano <ref>/www.imdb.com/title/tt6837882/</ref>
 
Esse erano mosse da un desiderio di libertà e cambiamento. Molte lo ricordano come il periodo più bello della loro vita, nonostante la giovane età, i rischi e la paura di un futuro incerto. Non vi erano disuguaglianze, uomini e donne formavano famiglie unite da un senso di fratellanza e condivisione di valori.
 
Furono molteplici i ruoli di cui si occuparono le donne: combattenti, comandanti e ruoli subalterni. Il principale era quello di ufficiale di collocamento, non erano solo semplici staffette <ref>Www.lab80.it/pagine/libere-filmdoc</ref> Il loro compito era quello di trasferire da una base a un'altra documenti, armi e viveri.
 
Nel dopoguerra tutte le speranze furono infrante, le donne e i partigiani non ottennero nessun riconoscimento e persero tutti i diritti conquistati durante la resistenza. Le donne partigiane speravano in un mondo nuovo e giusto ma non fu così. Molte dovettero tornare a fare le casalinghe e lasciare il lavoro. La svolta avvenne nel 1946 quando ottennero il diritto al voto, ma questo determinò solamente un piccolo cambiamento nella loro vita politica e sociale.<ref>Www.sentieriselvaggi.it/libere-di-rossella-schillaci/</ref>
 
La delusione è forte, soprattutto perché rimane inatteso il "''Programma de''i ''Gruppi di difesa della donna e per l’assistenza ai combattenti della Libertà”,'' il documento programmatico che aveva guidato le partigiane.
 
Nell’ultimo punto del documento, riportato integralmente nel film, si legge: “le donne di ogni fede re ligiosa, tendenza politica, donne senza partito chiedono la possibilità di accedere a qualsiasi impiego. Unico criterio: il merito” <ref>http://espresso.repubblica.it/visioni/cultura/2017/04/18/news/la-resistenza-delle-donne-dalla-nascita-del-femminismo-ad-un-dopoguerra-che-non-mantiene-le-promesse-1.299705</ref>
 
== Produzione ==
Il film è realizzato con materiale d’epoca (immagini, foto, video ed interviste) recuperato dall’Archivio Nazionale del Cinema della Resistenza. Il racconto storico si alterna con scene ambientate ai giorni nostri in cui viene mostrato l’archivio dell’ANCR <ref> http://www.artspecialday.com/9art/2017/04/17/libere-docufilm-resistenza-donne/</ref>
 
La storia del film viene raccontata dalle voci di donne partigiane estrapolate da diverse interviste realizzate nel corso degli anni.  La scelta della regista è stata quella di non inserire il volto delle donne intervistate per rendere al meglio l’idea di lotta combattuta da giovani. In questo modo, lo spettatore ha più facilità ad identificarsi con i protagonisti della vicenda.
 
A causa dell’impossibilità di recupero di diverso materiale audiovisivo, nel film sono presenti alcuni estratti di scene di guerra decontestualizzati dal materiale d’origine (cinegiornali ecc.) ed adattati ad un altro contesto. Questo al fine di dare un’immagine visiva degli eventi allo spettatore. Per esempio, in un’intervista si parla dei carri armati tedeschi in arrivo a Torino. Non essendoci materiale relativo a questo avvenimento, sono stati utilizzati, in sostituzione, cinegiornali propagandistici nazi-fascisti dedicati ai carri armati. In questo modo si è potuta offrire un’immagine all’evento narrato.
 
Nel finale è inserita l’unica canzone di tutto il film: “Oltre il ponte”, canzone scritta da Italo Calvino ed interpretata da Milva <ref>www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=771&lang=it.</ref>
 
La regista ha scelto di dare al documentario un taglio più antropologico ed intimista e meno storico. Per questo motivo all’interno del film non sono presenti date o scritte in sovraimpressione che avrebbero potuto appesantire e distrarre lo spettatore.
 
== Note ==
18

contributi