Differenze tra le versioni di "Papa Giulio II"

Nel [[1503]] Giulio II nominò [[Bramante]] sovrintendente generale delle fabbriche papali, affidandogli innanzitutto il collegamento tra il [[palazzo Apostolico]] e la residenza estiva del [[Belvedere (Roma)|Belvedere]], che l'architetto interpretò con due ali laterali che creavano un vasto [[cortile del Belvedere|cortile]] a terrazze, con scalinate scenografiche e una grande esedra al culmine, di chiara ispirazione antica (il [[santuario di Palestrina]])<ref name=DVC197>De Vecchi-Cerchiari, cit., pag. 197.</ref>. Inoltre, sotto la sua supervisione, venne stabilito un nuovo assetto viario in città, con l'apertura di [[via Giulia]] e con la sistemazione della [[via della Lungara]], che dai Borghi portava alla [[porta Settimiana]] e che nei progetti avrebbe dovuto innestarsi sulla [[via Portuense]]<ref>Paolo Franzese, Raffaello, Mondadori Arte, Milano 2008, pag. 22. ISBN 978-88-370-6437-2</ref>.
 
Nei primi mesi del [[1506]] il pontefice prese l'audace decisione di abbattere e ricostruire interamente la [[basilica vaticana]], risalente all'epoca di [[Costantino]]. Bramante elaborò un progetto a [[croce greca]], con un'enorme cupola emisferica centrale e quattro cupole minori alle estremità dei bracci, alternate a quattro torri angolari. Dal [[1506]] al [[1514]] Bramante seguì i lavori alla basilica e sebbene il suo progetto sia stato poi abbandonato dai suoi successori in favore di una basilica a [[croce latina]], immutati sono rimasti il diametro della cupola (40 metri, quasi quanto quella del [[Pantheon (Roma)|Pantheon]]) e le dimensioni dellada crociera<ref name=DVC197/>.
 
Giulio II affidò al Bramante anche alcuni lavori di urbanistica. Il pontefice volle rettificare la ''via Magistralis'' per farne una direttrice di espansione edilizia e di riqualificazione della città, parallela alla [[Via della Lungara]] voluta da [[Alessandro VI]].
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