Differenze tra le versioni di "Televisione in Italia"

(ortografia)
 
=== Gli anni '80 e il duopolio RAI-Fininvest ===
Nel 1980 [[Silvio Berlusconi]], proprietario di [[Telemilano 58]], arricchisce la programmazione della sua rete con programmi condotti da personaggi molto famosi provenienti dalla RAI, ottenendo così un grande successo di ascolti. Per avere maggiori guadagni pubblicitari trasmette gli stessi programmi prima in tutto il nord Italia e poi coprendo l'intero territorio italiano, attraverso il sistema della [[syndication televisiva]], rinominando la sua emittente come [[Canale 5]]. Contemporaneamente, fanno la stessa cosa [[Rusconi Editore|Rusconi]] con [[Italia 1]] e [[Mondadori con [[Rete 4]], reti che saranno rilevate dadalla Berlusconi[[Fininvest]] rispettivamente nel dicembre 1982 e nel luglio 1984.
 
Nell'ottobre [[1984]], poiché le reti televisive private non possono trasmettere a livello nazionale, Berlusconila è costretto a sospendere perFininvest alcunisospende giornitemporaneamente le trasmissioni per ordine dei pretori di [[Roma]], [[Torino]] e [[Pescara]], ma a seguitocon dell'intervento del Governo attraverso i cosiddetti [[decreto Berlusconi|decreti Berlusconi]], siviene data la possibilità ai tre network di trasmettere a livello nazionale.
 
Nello stesso periodo nascono anche altri circuiti, come [[Rete A]] ed [[Euro TV]], e gli italiani assistono al declino delle televisioni estere in lingua italiana ad eccezione di [[Telemontecarlo]], che riesce a mantenere la copertura nazionale e a fronteggiare la sempre più agguerrita concorrenza dapprima come controllata dalla [[RAI]] e successivamente con la gestione dei brasiliani della [[Rede Globo]]. A metà [[anni 1980|anni ottanta]] nasce anche [[Videomusic]], emittenterete nazionale interamente dedicata alla trasmissione di programmi musicali e [[videoclip]], lanciata da [[Marialina Marcucci]] e [[Pier Luigi Stefani]].
 
Dopo alcuni scandali giudiziari, [[Euro TV]] viene suddivisa in due nuovinuove circuiti[[Syndication (mass media)|syndication]], [[Odeon TV]] e [[Italia 7]], quest'ultima controllata dalla [[Fininvest]] di Berlusconi che ne gestiva la raccolta pubblicitaria e la fornitura di programmi televisive; le intenzioni didella BerlusconiFininvest erano di avere quattro reti televisive per ogni tipo di pubblico, cioè [[Rete 4]] per il pubblico femminile, [[Canale 5]] per tutta la famiglia, [[Italia 1]] per un pubblico giovane e [[Italia 7]] per un pubblico maschile. Nel 1988 la Fininvest prende in gestione la rete televisiva jugoslavaanche [[TV Koper-Capodistria]], che le fa aumentare la copertura sulla maggior parte del territorio italiano e arricchisce la sua programmazione con eventi sportivi in diretta. Nel 1990 entra in vigore la [[legge Mammì]], che sancisce di fatto la legittimità del duopolio esistente [[RAI]]-[[Fininvest]], ma stabilisce che lun'azienda di [[Silvio Berlusconi]]privata può possedere solo fino a tre reti televisive e, quindi, [[Italia 7]] deve cambiarecambia gestione.
 
=== Anni '90: nascita della pay-tv ===
Utente anonimo