Differenze tra le versioni di "Antonino Pio"

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{{Vedi anche|Età traianea e adrianea}}
 
Nacque il 19 settembre dell'86 d.C a [[Lanuvio]] (''Lanuvium'') nel Lazio, la sua famiglia aveva in parte origini [[galli]]che, essendo infatti originaria di [[Nîmes]] (''Nemausus''). La sua famiglia era illustre: un nonno ([[Tito Aurelio Fulvo]]) fu ''[[praefectus urbis]]'' e [[Console (storia romana)|console]] due volte, l'altro ([[Arrio Antonino]]) fu [[Asia (provincia romana)|proconsole d'Asia]] e anch'egli per due volte [[Console (storia romana)|console]].
 
Inoltre i suoi genitori erano anche benestanti: possedevano fabbriche di mattoni nella regione romana e vaste proprietà in [[Italia]]; per questo Antonino fu uno dei più facoltosi [[senato]]ri della metà del secolo, una ricchezza rafforzata ancor di più dal matrimonio con Annia Galeria Faustina ([[Faustina Maggiore]]), figlia di Marco Antonio Vero.
Serviano aveva più di novant'anni, ma aveva sposato la sorella di Adriano, e il loro nipote, Gneo Pedanio Fusco Salinatore, allora diciottenne, era l'unico parente di sangue di Adriano. Ma non c'è nessuna prova che Adriano abbia considerato di farlo suo erede, e Serviano era chiaramente troppo vecchio. Oltretutto, forse per mano di una congiura, sia Serviano che Fusco vennero uccisi in circostanze che a molti senatori ricordarono l'affare dei quattro ex consolari all'inizio del regno.
 
Alla fine del [[136]] Adriano rischiò di morire per emorragia. Convalescente nella [[villa Adriana|sua villa]] di [[Tivoli]], scelse inizialmente Lucio Ceionio Commodo (conosciuto poi come [[Lucio Elio Vero]]) come suo successore, adottandolo come suo figlio contro la volontà delle persone a lui vicine. Dopo una breve permanenza lungo la [[limes danubiano|frontiera del Danubio]], Lucio tornò a Roma per pronunciarvi, il primo giorno del [[138]] d.C, un discorso davanti al Senato riunito. La notte prima del discorso, però, si ammalò e morì di emorragia nel corso della giornata. Il 24 gennaio del 138 Adriano scelse allora Aurelio Antonino come suo nuovo successore.<ref>{{Cita|Birley 1990|pp. 51-52}}.</ref> Si trattava del consolare Tito Aurelio Fulvo Boionio Arrio Antonino.
 
Questi era genero di Marco Annio Vero e, dopo essere stato esaminato per alcuni giorni, fu accettato dal Senato e adottato il 25 febbraio col nome di ''Tito Elio Cesare Antonino''. A suo volta, come da disposizioni dello stesso ''princeps'', Antonino adottò il diciassettenne [[Marco Aurelio]] (nipote di Antonino, in quanto figlio del fratello di sua moglie [[Faustina maggiore]]) e il giovane [[Lucio Vero|Lucio Commodo]], figlio dello scomparso Lucio Elio Vero.<ref>{{Cita|Guido Clemente 2008|pp. 629-630}}.</ref> Da questo momento Marco mutò il suo nome in ''Marco Elio Aurelio Vero'' e Lucio in ''Lucio Elio Aurelio Commodo''. Marco rimase sconcertato quando seppe che Adriano lo aveva adottato come nipote: solo con riluttanza passò dalla casa di sua madre sul Celio a una casa privata di Adriano.<ref>{{Cita|Birley 1990|pp. 55 ss.}}.</ref>