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Le ''equazioni di Maxwell'' dimostrano che l'[[elettricità]], il [[magnetismo]] e la [[luce]] sono tutte manifestazioni del medesimo fenomeno: il [[campo elettromagnetico]]. Da questo momento in poi tutte le altre leggi ed equazioni classiche di queste discipline verranno ricondotte a casi semplificati delle quattro equazioni fondamentali. Il lavoro di Maxwell è stato definito la ''«seconda grande unificazione della fisica»'',<ref>Nahin, P.J., Spectrum, IEEE, Volume 29, Issue 3, March 1992 Page(s): 45 -</ref> dopo quella operata da [[Isaac Newton]].
 
Maxwell dimostrò che il campo [[campo elettrico|elettrico]] e [[campo magnetico|magnetico]] si propagano attraverso lo spazio sotto forma di [[onda elettromagnetica|onde]] alla velocità costante della [[luce]]. Nel [[1864]] scrisse ''"A Dynamical Theory of the Electromagnetic Field"'' dove per la prima volta propose che la natura ondulatoria della luce fosse la causa dei fenomeni elettrici e magnetici. Il suo lavoro nella redazione di un modello unificato per l'[[elettromagnetismo]] è considerato uno dei più grandi risultati della fisica del [[XIX secolo]]. Tuttavia, egli rimase ancora legato alla teoria classica – ora abbandonata – della propagazione della luce attraverso l'[[Etere (fisica)|etere luminifero]], un mezzo ineffabile e sfuggente ad ogni misurazione sperimentale che avrebbe permeato lo spazio vuoto.
 
Le principali linee guida del pensiero di Maxwell sono identificabili in:
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