Differenze tra le versioni di "Charles-Maurice de Talleyrand-Périgord"

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=== L'[[Primo Impero francese|Impero]] ===
Dopo il [[colpo di Stato del 18 brumaio]] e dopo avere recuperato, per inciso, tre milioni di franchi destinati a "facilitare" le dimissioni di Barras, Talleyrand ritrova il suo posto di ministro:. Napoleone è affascinato dal nome del casato dei Talleyrand e ha molta stima delle qualità diplomatiche del suo nuovo ministro, anche se ne detesta la licenziosità di costumi: (Gligli impone infatti di lasciare la bella indiana, madame Grand, o di sposarla:, cosa che Talleyrand farà prontamente) (nel [[1801]]). Dalla Worlee Talleyrand ha già avuto nel [[1799]] una figlia, inizialmente dichiarata di padre ignoto e che Talleyrand adotterà nel [[1803]], sposandola poi, nel [[1815]], al barone Alexandre-Daniel de Talleyrand suo cugino. Il matrimonio viene celebrato solo con rito civile in quanto il [[papa Pio VII]] concede sì la riduzione dell'ex vescovo allo Stato laicale, ma non il permesso di contrarre matrimonio. Napoleone accetta quindi di averlo non solo come ministro ma anche come consigliere.
 
Nella sua posizione di ministro degli affari esteri Talleyrand comincia a tessere una rete di relazioni che gli verranno molto utili in futuro. Partecipa attivamente alla formulazione dei trattati internazionali che seguono i numerosi conflitti scatenati dal Primo Console (poi Imperatore) ma non è un compito facile: Bonaparte non lascia infatti molto spazio ad altri nella gestione degli affari esteri. I trattati di [[Trattato di Mortefontaine|Mortefontaine]] (che chiuse il contenzioso con gli Stati Uniti) e di [[Trattato di Lunéville|Lunéville]] sono conclusi praticamente senza l'intervento di Talleyrand, ma da Napoleone suo fratello [[Giuseppe Bonaparte|Giuseppe]], senza però che il ministro si faccia problemi: sa tenersi da parte quando è il caso e comunque approva la pace generale: sa che la Francia ne ha bisogno e ne ha bisogno soprattutto l'economia, nella quale lui stesso ha personali interessi (non ha perso infatti la sua passione per gli affari che conduce con grande abilità e che lo arricchiscono notevolmente). Inoltre si tratta di trattative senza grande importanza che non lo interessano e che lascia volentieri alla volontà accentratrice del Primo Console, anche se svolge un ruolo importante quando viene inviato in missione a [[Milano]], dove con la sua consumata abilità convince gli italiani a eleggere Bonaparte Presidente della [[Repubblica Cisalpina]]. Napoleone dunque sa di aver bisogno del principe di Périgord, per la sua maestria diplomatica e soprattutto nel momento in cui decide un riavvicinamento alla nobiltà francese in vista della sua nomina a Imperatore. Il [[trattato di Amiens (1802)|trattato di Amiens]] (del 25 marzo [[1802]], ben più consistente dei precedenti sul piano internazionale), che sanciva la pace con l'Inghilterra e fu il più importante successo di politica estera del Consolato, viene invece concluso con il fondamentale contributo di Talleyrand, forte anche dei suoi buoni rapporti con la diplomazia d'Oltremanica. L'annessione del [[Piemonte]] alla Francia (11 settembre [[1802]]) è invece un'operazione cui Talleyrand si dimostra subito ostile. Questo provvedimento infatti contrasta con i suggerimenti di Talleyrand che propendeva per una restituzione dei territori conquistati nelle campagne di guerra in Europa, secondo un principio che ispirerà (promosso anche dallo stesso Talleyrand) il [[Congresso di Vienna]] del [[1814]].
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