Differenze tra le versioni di "Cacciacarri"

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Nel corso della [[seconda guerra mondiale]] furono sviluppati veicoli speciali, destinati specificamente al contrasto dei [[Carro armato|carri armati]] avversari, denominati per questo '''cacciacarri''' o '''carri caccia''', o ''Jagdpanzer'' nella generica denominazione tedesca, e non ''Panzerjäger'' che era invece il nome di solamente alcuni dei primi modelli<ref>{{Cita web|url=http://www.tanks-encyclopedia.com/ww2/nazi_germany/Panzerjager_I.php|titolo=Panzerjäger I|sito=www.tanks-encyclopedia.com|lingua=en-US|accesso=2017-08-21}}</ref> e soprattutto la denominazione del soldato della corrispondente specialità di fanteria nell'Armata.
 
Questi mezzi si differenziavano generalmente dai [[Semovente d'artiglieria|semoventi d'artiglieria]] in quanto montavano bocche da fuoco a tiro teso e diretto (quindi [[Cannone|cannoni]] a puntamento diretto e non [[Obice|obici]] come la maggior parte dei semoventi) ad alta [[Velocità alla volata|velocità iniziale]] ed erano protetti da pesanti corazze, inizialmente parziali e in seguito integrali, come i carri armati, dovendo operare direttamente a contatto con le forze corazzate nemiche. Dai carri armati si distinguevano invece per l'assenza, nella maggior parte dei casi, di una torretta mobile, e ciò, se da un lato richiedeva di controruotare i cingoli nel puntamento in direzione (quello cioè sul piano orizzontale), dall'altro consentiva un basso profilo e quindi offriva un minor bersaglio al tiro dei carri nemici.
 
Dopo la seconda guerra mondiale il ruolo dei cacciacarri si è notevolmente ridotto, dato che i compiti che venivano svolti da questi veicoli sono stati attribuiti direttamente ai [[carro armato da combattimento]] (MBT).
Fino dal 1941 fu iniziata lo modifica dello [[Sturmgeschütz III]] (cannone d'assalto), che, nato nel 1940 armato con un obice da 75&nbsp;mm in posizione fissa, era basato sullo scafo del [[Panzer III]] ed era completamente protetto. A partire dal modello F fu sviluppato un modello armato con il cannone 7,5&nbsp;cm StuK L/43, successivamente sostituito con il cannone 7,5&nbsp;cm StuK L/48 (modelli F/8 e G). Questi mezzi, che operarono dall'inizio del 1942 fino alla fine della guerra, si dimostrarono estremamente utili nel contrasto ai carri nemici, data la potenza del loro armamento e la loro bassa sagoma (erano alti 2,150 m).
 
La necessità di usare un'arma più potente del 7,5&nbsp;cm StuK L/48 costrinse i progettisti a usare uno scafo più ampio di quello del Panzer III (già nello StuG III l'equipaggio, con i portelli chiusi, era in condizioni estremamente disagiate), quindi fu progettato un mezzo su scafo Panzer IV, che utilizzava il Kwk 42-7.5&nbsp;cm (che, con una lunghezza di 70 calibri, aveva una velocità iniziale nettamente superiore a quella del modello usato sullo StuG III, lungo solo 48 calibri). Il mezzo entrò in servizio nell'ottobre 1943, ma ben presto, dato che tutta la produzione dei KwK 42 7.5&nbsp;cm era assorbita dai [[Panzer V Panther]], dopo i primi esemplari si dovette tornare al 7,5&nbsp;cm StuK L/48. Questo mezzo si dimostrò più che idoneo all'uso, anche se, nel corso del 1944 alcuni esemplari furono forniti del nuovo StuK 42 7.5&nbsp;cm (lungo 70 calibri), ma, dato che la produzione in serie iniziò alla fine del 1944 non si possono avere valutazioni precise né sulla quantità prodotta né sull'utilizzo del mezzo.
 
Certamente lo ''Jagdpanzer'' più riuscito fu quello basato sullo scafo del Panther, detto [[Jagdpanzer V Jagdpanther]] che, armato con il cannone PaK 43 8,8&nbsp;cm L/71, aveva una sovrastruttura a piastre inclinate realizzata in modo tale da deflettere i colpi nemici, ed era praticamente privo di ''shot traps'' (letteralmente, trappole per i colpi), per cui i proiettili che lo colpivano tendevano a scivolare sulla blindatura invece di penetrarne la blindatura. Fu messo in linea nel febbraio 1944 ma le vicende belliche ne limitarono la produzione a soli 382 veicoli, dato che per lo scafo ed il sistema di propulsione del mezzo erano richieste notevoli quantità di materiali pregiati, che, in quei mesi, limitarono tutta la produzione bellica tedesca. Data la limitata produzione di questi mezzi, in genere venivano assegnati solo ai comandanti ed agli equipaggi più esperti.
=== Italia ===
[[File:Savoia Cavalleria Centauro.png|thumb|Un centauro del [[Reggimento "Savoia Cavalleria" (3º)|reggimento Savoia]]]]
Il cacciacarri italiano più conosciuto della seconda guerra mondiale non era un cacciacarri, ma un semovente d'assalto. Infatti il [[75/18 (semovente)|semovente M40/M41]] su scafo [[M13/40]] era nato per supportare le fanterie operando in prima linea, e su questa base era stato fissato il suo armamento, cioè un obice da 75&nbsp;mm in casamatta. Tuttavia la sua sagoma bassa (185&nbsp;cm) ed il calibro del suo pezzo gli permisero di ottenere buoni risultati anche contro i carri alleati più potenti con cui si scontrò (notare, comunque, che non fu mai utilizzato contro i carri sovietici), grazie anche alla granata EP (Effetto Pronto, copertura per carica cava). Questo mezzo partecipò alle operazioni militari in Africa a partire dalla [[Battaglia di al Gazala]], poi successivamente sul fronte italiano. Con l'armistizio (8 settembre [[1943]]) i mezzi disponibili furono requisiti dai tedeschi ed utilizzati come ''Sturmgeschütz M42 mit 75/18 (850) (i)'' fino alla fine della guerra. Nel dopoguerra i mezzi superstiti furono presi in carico dall'[[Esercito Italiano]].
 
Sullo stesso scafo furono costruiti i semoventi [[Ansaldo 105/25 M.43]], ma, dato che i primi furono completati solo a circa metà del [[1943]], questi mezzi (circa 80 esemplari) furono utilizzati solo dai tedeschi (''Sturmgeschütz M43 mit 105/25 (853) (i)'') sul fronte italiano, non risulta che nessuno sia sopravvissuto alla guerra.
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