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Nel dicembre del 1413 Giovanni XXIII incontrò l'imperatore [[Sigismondo di Lussemburgo|Sigismondo I de Luxembourg]] a Lodi e fu deciso di convocare il concilio a Costanza per il 1º novembre del 1414. I lavori conciliari iniziati il 5 novembre, nonostante momenti difficili e congiunture drammatiche, risultarono però decisivi per il futuro della chiesa.
A seguito di violenti dibattiti sorti intorno al problema della sua abdicazione, Giovanni XXIII, pensò di sottrarsi all'imminente deposizione e, nella notte tra il 20 ed il 21 marzo 1415, abbandonò segretamente Costanza per rifugiarsi presso il duca Federico d'Austria, suo protettore, nel castello di Sciaffusa dove convocò cardinali e curiali. Il de Fuschis seguì l'antipapa prima a Sciaffusa e poi, il 29 marzo venerdì santo, nella successiva fuga a Waldshut. Ma non seguì oltre Giovanni XXIII e ritornò a Costanza<ref name="test1" />.
Il 27 aprile [[Federico IV d'Asburgo|Federico d'Austria]] consegnò l'antipapa nelle mani dell'imperatore Sigismondo I. Mentre era imprigionato a Radolzell, il processo a Giovanni XXIII fu rapidamente istruito davanti al concilio. Tra il 13 ed il 25 maggio, davanti ai commissari del concilio, fecero la loro deposizione trentacinque testimoni. Il de Fuschis fu interrogato il 17 maggio ed accusò Giovanni di avidità, lussuria, simonia, sodomia e di vendita dei beni della chiesa<ref name="test1" />.
Intanto maturava anche il ritiro dalla scena del papa legittimo Gregorio XII, che propose ai padri conciliari di considerare il concilio di Costanza convocato a suo nome. Il concilio ritenne opportuno accogliere la richiesta e così il 4 luglio 1415 il cardinale Dominici lesse la bolla di convocazione del concilio, dopodiché Carlo Malatesta signore di Rimini dette l'annuncio ufficiale dell'abdicazione di Gregorio XII<ref name="test1" />.
 
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