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Nel [[1924]] fu promosso professore ordinario di [[Letteratura greca]] sempre a [[Firenze]], assumendo in seguito la cattedra di [[Letteratura greca]] e [[Letteratura latina|latina]]. Nel [[1925]] fu tra i firmatari del ''[[Manifesto degli intellettuali antifascisti]]'', redatto da [[Benedetto Croce]]. Nel suo epistolario si definì un [[Giovanni Gentile|gentiliano]] non fascista, ma anche non fascista e antifascista. L'avversione verso il regime si attenuò nel corso degli anni trenta e sembrò ridursi del tutto negli anni quaranta quando fu eletto alla [[Accademia d'Italia|Reale Accademia d'Italia]]; per questo motivo nel gennaio 1946 fu radiato dall'Accademia dei Lincei, dove fu riammesso solo negli ultimi anni di vita. Non vi fu mai una piena adesione al fascismo da parte sua, ma allo stesso tempo non parve consapevole della gravità dei fenomeni fascista e nazista.<ref>{{DBI|nome=PASQUALI, Giorgio|nomeurl=giorgio-pasquali|autore=Antonio La Penna|volume=81|anno=2014|accesso=16 ottobre 2017}}</ref>
 
Negli [[Anni 1930|anni trenta]] divenne incaricato di [[Filologia classica]] presso la [[Scuola Normale Superiore]] di [[Pisa]]. Il 3 aprile [[1936]] fu eletto [[Accademia della Crusca|accademico della Crusca]]<ref>Cfr. la {{collegamento interrotto|1=[http://213.225.214.179/fabitaliano2/globale/accademico.asp?_method=trovaaccademico&pcount=1&p0=chiave%20=%20469 scheda su Giorgio Pasquali del sito dell'Accademia della Crusca] |date=maggio 2018 |bot=InternetArchiveBot }} URL consultato il 7 giugno 2009</ref>.
 
Il [[Dipartimento universitario|Dipartimento]] di [[Scienze]] dell'[[Antichità]] dell'[[Università di Firenze]] è intitolato al suo nome.
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