Differenze tra le versioni di "Deipnosofisti"

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Questo sontuoso banchetto vede presenti, per più giorni, oltre all'autore, ventinove esperti di varie discipline, tra i quali:
{{citazione | Masurio, giurista, che aveva dedicato non poca attenzione a tutti i tipi di apprendimento, oltre che un poeta di eccellenza, un uomo secondo a nessuno in cultura generale, che aveva perseguito diligentemente il ciclo completo di studi accademici. Qualunque fosse il soggetto in cui mostrasse la sua cultura, sembrava che quello fosse il suo unico tipo di studio, tale era la gamma enciclopedica in cui era stato nutrito dalla fanciullezza. Era, come dice Ateneo, un poeta satirico non inferiore a nessuno dei successori di Archiloco. Presenti, anche, erano Plutarco, Leonida di Elide, Emiliano Mauro e Zoilo, il più spiritoso dei filologi. Di filosofi c'erano Ponziano e Democrito, entrambi di Nicomedia, eccellenti per vasta erudizione; Filadelfio di Tolemaide, un uomo non solo allevato nella contemplazione filosofica, ma anche di provata esperienza nella vita in generale. Dei cinici ce n'era uno che chiamavano Cinulco, che non solo "due segugi seguivano", come Telemaco che andava in assemblea, ma molti di più di quanto lo fossero nella muta di Atteone. Di oratori c'era una compagnia numerosa come quella dei Cinici, contro i quali, così come tutti gli altri oratori, inveiva Ulpiano di Tiro. [...] E tra i medici c'erano Dafno di Efeso, di carattere puro così com'era consacrato alla professione, non dilettante nella sua comprensione delle dottrine dell'Accademia; Galeno di Pergamo, che aveva pubblicato più opere di filosofia e di medicina di tutti i suoi predecessori, e nell'esposizione della sua arte eccellente come qualunque degli antichi e anche Rufino di Nicea. E c'era anche un musicista, Alcide di Alessandria.| I 1c-f, con tagli - trad. A. D'Andria}}
In base agli spunti forniti dal banchetto in sé o, più spesso, dagli argomenti che gli altri convitati vanno toccando, si snodano i dotti interventi dei “sapienti”, ansiosi di sfoggiare la loro enciclopedica cultura sui più disparati argomenti, quali la [[filosofia greca|filosofia]], il [[diritto greco|diritto]], le [[letteratura greca|lettere]], le [[Scienza greco-romana|scienze]], la danza, l'amore, la [[culinaria]] e molto altro ancora. Si passa dai vini e i bagni (libri I-II) a battute, musica di intrattenimento e spettacoli grandiosi dell'antichità (libri III-V); da parassiti, schiavi e adulatori celebri (libro VI) a pesci, vegetali e uccelli (libri VII-IX), per continuare con vari vizi, come gola, lusso, amore, prostituzione e omosessualità (libri X-XIII) e finendo con intrattenimenti e profumi (libri XIV-XV)<ref>Sui problemi inerenti alla struttura dell'opera, cfr. C. Jacob, ''Ateneo, o il dedalo delle parole'', in Ateneo, ''I Deipnosofisti'', a cura di L. Canfora, Roma, Salerno Editrice, 2001, vol. 1, pp. XLI-XLV.</ref>.<br />
Nello specifico<ref>Cfr. C. Jacob, ''Ateneo, o il dedalo delle parole'', in Ateneo, ''I Deipnosofisti'', a cura di L. Canfora, Roma, Salerno Editrice, 2001, vol. 1, pp. XL-XLI.</ref>, i libri I-III costituiscono una sorta di "antipasto": dopo l'introduzione dialogica e di presentazione di cui si è detto, si parla degli autori che scrissero di simposi, per poi toccare la vita degli eroi omerici e descrivere vini e specialità del mondo greco (libro I), con le differenze tra vino e acqua, la descrizione di una sala da pranzo e una rassegna degli antipasti tipici, come frutta e cibi da sgranocchiare (libro II). Chiude la rassegna degli antipasti un elenco completo dei frutti di mare, delle fritture, pane, antipasti di pesce salato e frittate (libro III).<br />
Dal IV libro Ateneo inizia a descrivere il banchetto vero e proprio: infatti si inizia parlando di banchetti e simposi celebri, anche eccessivi, passando poi a discettare di cuochi e strumenti musicali. Dal banchetto privato, l'autore passa a quello pubblico e a quello omerico, per criticare i simposi letterari precedenti, da [[Platone]] a [[Senofonte]] a [[Epicuro]].<br />
I libri VI-VIII trattano di pesci, con puntate sui parassiti e gli adulatori (libro VI), i cuochi celebri e la critica all'edonismo (libro VII) e chiudendo questo trittico con i ''mirabilia'' sui pesci, i celebri mangiatori di pesce e il punto di vista medico e dietetico sulla dieta di pesce.<br />
Il libro IX tratta della carne, passando in rassegna salumi e carni in generale, non escludendo la cacciagione e l'arte dello scalco.<br />
Nel dittico X-XI, Ateneo si occupa dei vini, trattando dell'ubriachezza, dei grandi bevitori e dei giochi legati al simposio, non risparmiando il catalogo delle coppe da vino e, a proposito di simposio, avviando una serrata analisi del ''[[Simposio (dialogo)|Simposio]]'' di Platone.<br />
Il discorso si fa più salace nei libri XII-XIII, quando l'autore descrive eccessi e stranezze legate al lusso e si concentra in un libro monografico (il XIII) sulle donne, parlando di celebri etere del passato e dei loro amanti.<br />
Infine, per chiudere il simposio, Ateneo parla dei ''dessert'' come dolci, frutta, formaggi e dell'arte pasticciera (libro XIV) e terminando con il cottabo, le corone, i profumi, riportando una raccolta di scolii attici. L'opera si conclude bruscamente, sicuramente per un guasto della tradizione.
 
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