Differenze tra le versioni di "Area naturale Baia di Ieranto"

===Flora===
La flora spontanea della Baia di Ieranto appartiene alla macchia mediterranea. Questo tipo di vegetazione, costituita in prevalenza da arbusti sempreverdi, caratterizza tutta la costiera. Lungo il sentiero della Baia s'incontrano le specie tipiche della macchia come il [[myrtus communis|mirto]] (Myrtus communis), il [[Pistacia lentiscus|lentisco]] (Pistacia lentiscus) in grandi cespugli, la [[genisteae|ginestra]] comune (Spartium junceum) e la [[coronilla]] (Coronilla emerus) dai fiori gialli, la [[valeriana]] rossa (Centranthus ruber) e l'[[euphorbia|euforbia]] (Euphorbia dendroides).
 
In alcune zone la macchia è più elevata è costituita da alcune specie arboree quali il [[ceratonia|carrubo]] (Ceratonia siliqua), l'[[Rhamnus alaternus|alaterno]] (Rhamnus alaternus), la [[Quercus pubescens|roverella]] (Quercus pubescens), il [[pinus halepensis|pino d'Aleppo]] (Pinus halepensis), il [[pinus pinaster|pino marittimo]] (Pinus pinaster) e il [[Quercus ilex|leccio]] (Quercus ilex). Nel sottobosco s'insediano il [[cyclamen|ciclamino]] (Cyclamen hederifolium), la [[rubia|robbia]] (Rubia peregrina), l'[[asparagus acutifolius|asparago selvatico]] (Asparagus temifolius), il [[Lonicera|caprifoglio]] (Lonicera caprifolium) e il [[gigaro]] (Arum italicum).
 
Nei luoghi più umidi si trova l'[[acanthus|acanto]] (Acanthus mollis), la cui foglia decora i [[capitello|capitelli]] [[Ordine corinzio|corinzi]] dei templi greci e sulle rocce l'[[Cotyledon|ombelico di Venere]] (Umbilicus rupestris) il cui nome deriva dalle foglie orbicolari e depresse al centro.
Nei luoghi più umidi si trova l'[[acanthus|acanto]] (Acanthus mollis), la cui foglia decora i [[capitello|capitelli]] [[Ordine corinzio|corinzi]] dei templi greci e sulle rocce l'[[Cotyledon|ombelico di Venere]] (Umbilicus rupestris) il cui nome deriva dalle foglie orbicolari e depresse al centro. Spesso la macchia è stata sostituita dagli [[olea europaea|olivi]] (Olea europea). Nelle stazioni più assolate la macchia diviene [[gariga]] per la predominanza di specie [[Xerofita|xerofile]], adatte a microclimi caldi e aridi, che danno luogo a cespugli più bassi. In questi luoghi si trovano: la [[centaura cenerina]] (Centaurea cineraria), il [[cistus|cisto]] (Cistus incanus), la [[Calicotome spinosa|ginestra spinosa]] (Calicotome spinosa), il [[Juniperus phoenicea|ginepro fenicio]] (Juniperus phoenicea), l'[[Helichrysum italicum|elicriso italico]] (Helichrysum italicum), la [[Phillyrea|fillirea]] (Phillyrea angustifolia e P. latifolia), la [[Smilax aspera|smilace]] (Smilax aspera), l'[[asphodelus|asfodelo]] (Asphodelus fistulons), l'[[Ampelodesmos mauritanicus|ampelodesma]] (Ampelodesmos mauritanicusa), una graminacea dalle foglie taglienti. In primavera è possibile ammirare un raro [[convolvulus|convolvolo]] (Convolvulus cneorum), presente in poche dell'Italia meridionale.
Una particolarità è la presenza di esemplari di [[agave (botanica)|agave]] (Agave americana), pianta esotica, originaria dell'America Centrale, ma che sì è naturalizzata alle nostre latitudini.
 
Tra le specie spontanee aromatiche, utilizzate anche in cucina, sono da annoverare il [[rosmarinus officinalis|rosmarino]] (Rosmarinus officinalis), il [[foeniculum vulgare|finocchio]] comune (Foeniculum vulgare) e il [[capparis spinosa|cappero]] (Capparis ovata), abbarbicato alle rocce calcaree.
 
Utente anonimo