Differenze tra le versioni di "Libere (film)"

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}}
 
'''''Libere''''' è un [[film-documentario]] del 2017 scritto e diretto da [[Rossella Schillaci]] sul ruolo delle donna durante la [[Resistenza italiana]], realizzato attraversointrecciando il recupero delle testimonianze d'archivio di donne partigiane. <ref>{{Cita web
|url = http://www.lab80.it/img/uploads/Libere_PRESSBOOK_Lab80film_2017.pdf
|titolo = Libere
|lingua = italiano inglese
}}</ref>
con immagini e filmati d'epoche.
 
== Trama ==
Il film si apre con la registrazione<ref> la registrazione di questo intervento si trova negli archivi dell'ANCR</ref> del breve discorso tenuto da [[Ada Gobetti]], unica donna partigiana ad intervenire al convegno del [[Comitato di Liberazione Nazionale]], chiedendo che si facesse luce su quello che era stato il movimento femminile durante la Resistenza. Il convegno si tenne nell'ottobre del 1965 a Torino.<ref>{{Cita web
Nell'ottobre del 1965 <ref>{{Cita web
|url = http://www.metarchivi.it/dett_FASCICOLI.asp?id=400&tipo=FASCICOLI
|titolo = "Convegno nazionale dei Cln. Torino, 9 - 10 ottobre 1965" in Archivio Istoreto, fondo Istituto storico della Resistenza in Piemonte [IT C00 FA400]
|data = 15 febbraio 2001
}}</ref>
{{Citazione
[[Ada Gobetti]], intervenendo ad un convegno del [[Comitato di Liberazione Nazionale]] ha chiesto che si facesse luce su tutto quanto era stato fatto dalle donne in questo periodo. La regista Rossella Schillaci ha deciso di raccogliere l’invito, realizzando un documentario che parla dell’azione femminile.
| Non abbiate paura, non vi faccio ritardare il pranzo, parlerò tre minuti. Avrei
voluto che in questo studio storico del CLN si parlasse un momentino dei Gruppi di
Difesa della Donna. E debbo confessare che quando sono venuta qui a parlare, ero
seccata, perché dico: ma, proprio io devo venire a parlare delle donne? Tutti gli
uomini che hanno parlato prima, forse pensano che parlare delle donne non sia
virile? Allora, vorrei, io vorrei, che qualche giovane studente, senza distinzione di
sesso, non facciamo discriminazioni, volesse fare oggetto di studio quello che è stato
il movimento femminile durante la Resistenza, dall'8 settembre al 25 aprile, per
arrivare poi a vedere quella che è stata l'azione delle donne uscite dai Gruppi di
Difesa e dai CLN, nelle varie Amministrazioni o nelle posizioni di Governo o di
Amministrazione che hanno avuto poi allora.
| Ada Gobetti, Convegno di Liberazione Nazionale, 1965, Torino
<ref>Il governo dei CLN: atti del convegno dei Comitati di liberazione nazionale : Torino, 9-10 ottobre 1965 / Guido Quazza, Leo Valiani, Edoardo Volterra ; prefazione di Giuseppe Grosso ; introduzione di Franco Antonicelli </ref>}}
 
La regista Rossella Schillaci ha deciso di raccogliere l’invito, realizzando un documentario che approfondisce il ruolo delle donne partigiane e mette in evidenza come nell'ambito della Resistenza la consapevolezza dei propri diritti da parte delle donne si rafforzò.
Il film racconta il ruolo ricoperto dalle donne durante la [[Resistenza italiana]] partigiana italiana attraverso la voce delle protagoniste: Lia Corinaldi,[[Giuliana Gadola Beltrami]], [[Bianca Guidetti Serra]], Alda Frascarolo Bianco, Lucia Boetto Testori, [[Anna Cherchi Ferrari]], [[Joyce Lussu]], [[Marisa Sacco]], [[Maria Airaudo]], [[Carmen Nanotti]], [[Marisa Rodano]].<ref>/www.imdb.com/title/tt6837882/</ref>
 
Esse erano mosseMosse da un desiderio di libertà e cambiamento., Moltemolte lodi ricordanoqueste comedonne ricordano il periodo come il più bello della loro vita, nonostante la giovane età, i rischi e la paura di un futuro incerto. Non vi erano disuguaglianze, uomini e donne formavano famiglie unite da un senso di fratellanza e condivisione di valori.
 
{{Citazione
Furono molteplici i ruoli di cui si occuparono le donne: combattenti, comandanti e ruoli subalterni. Il principale era quello di ufficiale di collocamento, non erano solo semplici staffette <ref>www.lab80.it/pagine/libere-filmdoc</ref> Il loro compito era quello di trasferire da una base a un'altra documenti, armi e viveri.
|1 = Per me il femminismo è nato nella resistenza, perchè hanno cambiato ruolo le donne, nettamente! Tanto è vero che quando io le interrogavo, la mia prima domanda era sempre: "perchè l'hai fatto?", venivano fuori le risposte più disparate, ma tutte in un certo senso univoche, cioè: l'ho fatto perchè non mi piaceva la vita che facevo, l'ho fatto perchè volevo essere libera. Ciascuna di loro voleva emanciparsi, voleva tirarsi fuori. Voleva precisamente superare il ruolo
Furono molteplici i ruoli di cui si occuparono le donne: combattenti, comandanti e ruoli subalterni. Il principale era quello di ufficiale di collocamento, non erano solo semplici staffette <ref>www.lab80.it/pagine/libere-filmdoc</ref> Il loro compito era quello di trasferire da una base a un'altra documenti, armi e viveri.
|2 = Giuliana Gadola Beltrami {{Cita web
|url = http://www.lab80.it/libere
|titolo = Scheda film
|accesso = 19 maggio 2018
|sito = Lab80Film
|data = aprile 2017
}}</ref>}}
 
Nel dopoguerra tutte le speranze furono infrante, leperché donneci esi iaspettava partigianiche nonvenissero ottennero nessun riconoscimento e persero tuttiriconosciuti i diritti conquistati durante la resistenza. Le donne partigiane speravano in un mondo nuovo e giusto ma non fu così. Molte dovettero tornare a fare le casalinghe e lasciare il lavoro. La svolta avvenne nel 1946 quando ottennero il diritto al voto, ma questo determinò solamente un piccolo cambiamento nella loro vita politica e sociale.<ref>www.sentieriselvaggi.it/libere-di-rossella-schillaci/</ref>
 
La delusione è forte, soprattutto perché rimane inatteso il "''Programma de''idei ''Gruppi di difesa della donna e per l’assistenza ai combattenti della Libertà”,Libertà'', il documento programmatico che aveva guidato le partigiane.
 
Nell’ultimo punto del documento, riportato integralmente nel film, si legge: “le donne di ogni fede religiosa, tendenza politica, donne senza partito chiedono la possibilità di accedere a qualsiasi impiego. Unico criterio: il merito” <ref>http://espresso.repubblica.it/visioni/cultura/2017/04/18/news/la-resistenza-delle-donne-dalla-nascita-del-femminismo-ad-un-dopoguerra-che-non-mantiene-le-promesse-1.299705</ref>
 
Il film raccontaè ilstato ruolocostruito ricopertoattraverso dalleun donnemontaggio duranteche laalterna [[Resistenzale italiana]]registrazioni partigianasonore italianadelle attraversotestimoni, larealizzate vocea partire dalla fine degli anni 80, a fotografie di diverse tipologie di documenti e delle protagonistestesse testimoni, a sequenze di film amatoriali, documentari e cinegiornali. Tra tutte le testimonianze raccolte sono state selezionate quelle di alcune partigiane: [[Lia Corinaldi]], [[Giuliana Gadola Beltrami]], [[Bianca Guidetti Serra]], [[Alda Frascarolo]], [[Bianco, Lucia]], [[Boetto Testori]], [[Anna Cherchi Ferrari]], [[Joyce Lussu]], [[Marisa Sacco]], [[Maria Airaudo]], [[Carmen Nanotti]], [[Carla Dappiano]], [[Marisa Rodano]].<ref>/www.imdb.com/title/tt6837882/</ref>
 
== Produzione ==
La storia del film viene raccontata dalle voci di donne partigiane estrapolate da diverse interviste realizzate nel corso degli anni.  La scelta della regista è stata quella di non inserire il volto delle donne intervistate per rendere al meglio l’idea di lotta combattuta da giovani. In questo modo, lo spettatore ha più facilità ad identificarsi con i protagonisti della vicenda.
 
A causa dell’impossibilità di recupero di diverso materiale audiovisivo, nel film sono presenti alcuni estratti di scene di guerra decontestualizzati dal materiale d’origine (cinegiornali ecc.) ed adattati ad un altro contesto. Questo al fine di dare un’immagine visiva degli eventi allo spettatore. Per esempio, in un’intervista si parla dei [[Veicoli corazzati tedeschi nella seconda guerra mondiale|carri armati]] tedeschi in arrivo a Torino. Non essendoci materiale relativo a questo avvenimento, sono stati utilizzati, in sostituzione, [[Cinegiornale|cinegiornali]] propagandistici nazi-fascisti dedicati ai carri armati. In questo modo si è potuta offrire un’immagine all’evento narrato.
 
Nel finale è inserita l’unica canzone di tutto il film: “Oltre il ponte”, canzone scritta da [[Italo Calvino]] ed interpretata da [[Milva]] <ref>www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=771&lang=it.</ref>
 
La regista ha scelto di dare al documentario un taglio più [[Antropologia|antropologico]] ed intimista e meno storico. Per questo motivo all’interno del film non sono presenti date o scritte in sovraimpressione che avrebbero potuto appesantire e distrarre lo spettatore.
 
===Archivi===
Le fonti visive provengono da vari archivi:
, [[Archivio Giancarlo Bocchi]], [[Archivio Famiglia Beltrami]], [[Archivio Nazionale Cinema d'Impresa]], [[Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza]], [[Istituto Storico della Resistenza in Provincia di Novara]], [[Istituto Luce Cinecittà]], [[Unione Donne Italiane]], [[Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea "Giorgio Agosti"]], [[Istituto storico della Resistenza in Provincia di Biella e Vercelli]], [[Fondazione Istituto Gramsci]], [[Fondazione Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico]].
 
 
 
 
== Note ==
<references />
 
== Voci correlate ==
Alcune fonti
* [[Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico]]
 
 
== Collegamenti esterni ==
18

contributi