Differenze tra le versioni di "Calendario Atlante De Agostini"

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==Gli inizi==
La prima edizione, una ''brochure'' in cartoncino verde oppure rosso mattone di piccolo formato (cm. 15,7 per 7,5), era un calendario annuale che rispondeva alla moda ed aveva una funzione di promozione commerciale sia pur al prezzo di L. 0,60. Contava 64 pagine: calendario dei mesi con disegni ''liberty'', alcune pagine di notizie astronomiche e geografiche con un atlantino, disegnato da [[Achille Dardano]] (1904-1907) ed inciso da A. Hoppe e G. Cipriani, costituito da 11 doppie tavole cartografiche, alternate ai mesi dell'anno 1904, di Europa, Italia, continenti, con una doppia pagina di bandiere dei 57 principali Stati, e con catalogo editoriale dell'allora Istituto Geografico Italiano del dott. G. De Agostini & C.
 
Già nell'edizione per il [[1908]], a cura di [[Carlo Maranelli]], le pagine erano diventate 90. Nel 1910 venne aggiunto un indice dei nomi geografici contenuti nelle tavole e venne elevato il prezzo a L. 0,80, pur mantenendo il numero complessivo delle pagine. Rinnovate furono le edizioni per il [[1911]], a cura di [[Albino Machetto]], per il [[1912]], in cui Machetto inserì la divisione amministrativa dell'[[Italia]] con le [[colonie italiane]] in concomitanza con la [[guerra di Libia]] intrapresa l'anno prima, e per il [[1914]], a cura di [[Luigi Filippo De Magistris]]<ref>A De Magistris si deve anche un ''Atlantino Geografico Mondiale'' con notiziario statistico-storico-geografico edito per i tipi del De Agostini durante la [[prima guerra mondiale]] come omaggio della ''Società anonima [[F.I.V. Edoardo Bianchi|Bianchi]] Automobili-Velocipedi [[Milano]]'', abbastanza simile al ''Calendario Atlante'' tranne che per la disposizione delle tematiche e la mancanza del calendario e dell'annata</ref>, che ne fu redattore fino all'edizione per il [[1919]], questa edizione era aperta da una ''Nota d' Esultanza'' per la fine della guerra, e citava anche il ''Bollettino di Guerra'' di [[Armando Diaz]] del 4 novembre del '181918.
 
==La direzione di [[Luigi Visintin]]==
Visintin, diventato nel [[1920]] direttore scientifico dell'Istituto Geografico novarese, continuò ad occuparsi personalmente dell'opera che considerava il proprio biglietto da visita e chiamava ''Calendarietto''. Lo descriveva così proprio nel [[1920]]: ''minuscolo libriccino tascabile, che si stampa annualmente a migliaia di copie e che, oltre all'Atlante Geografico di 24 tavole circa, contiene una quantità di notizie interessanti gli uomini d'affari e ogni persona colta, offrendo dati statistici tra i più recenti e attendibili, tratti dalle fonti migliori con rigorosa unità di metodo''<ref>cfr. Prof. Luigi Visintin, ''Nuovo Atlante per Tutti'', IGDA, 1920, parte conclusiva dell'introduzione</ref>.
 
Nell'edizione per il [[1920]] vennero ripensate le carte in seguito ai trattati della [[prima guerra mondiale]], ad esempio quella del ''Nuovo Confine Franco-Belga-Tedesco'', quelle riguardanti l'Europa centrale, quella ancora in parte incerta sulla ''Venezia Giulia''. Fu aggiunta una sezione sull'Africa. Fu introdotta per l'occasione un'ampia parte storica sulla prima guerra mondiale, soprattutto riguardo all'Italia, del prof. dott. T. Celotti, riguardo alla pace con l'Austria e alla questione di Fiume del prof. dott. [[Mario Baratta]]. Fu aggiunta la cronologia della guerra mondiale nei suoi vari scacchieri, dichiarazioni di guerra comprese, redatta dal Visintin, che per l'occasione tolse le carte sull'America, ridimensionò la sezione a carattere generale su universo e terra, eliminò la sezione su geografi ed esploratori contemporanei presente nel '191919, per lasciare spazio a due pagine di Baratta sui geografi morti in guerra, compreso [[Cesare Battisti]], che era stato collaboratore esterno dell'Istituto.
 
A partire dal [[1921]], sotto la direzione del Visintin, fu aggiunto, come negli altri atlanti, l'indice dei nomi, estremamente laborioso, ma indispensabile per l'utilizzo del materiale<ref>cfr. in proposito le osservazioni di Giuseppe Dalla Vedova in ''Scritti geografici''</ref>.
 
===La svolta del '241924===
Nell<nowiki>'</nowiki>edizione per il [[1924]], ispirata ad un nuovo indirizzo, per il quale si era saggiato l<nowiki>'</nowiki> interesse nelle edizioni precedenti, prende l'aire la vocazione economica del Calendarietto. La prefazione sottolinea che, per il ''favore'' con cui era stato accolto il Calendario-Atlante<ref>Vennero dell'edizione del '241924 pubblicati anche due atlantini speciali, del tutto simili al calendario-atlante per dimensioni ed ideazione, uno per l'Ansaldo ed uno ''promosso dal Commissariato Generale dell'Emigrazione per i membri della Conferenza Internazionale dell[[']]emigrazione'' di Roma, datata maggio '241924</ref>, ''autore ed editore'', sempre più attenti ''alla minuscola ma pur così utile pubblicazione'', hanno introdotto numerosi cambiamenti nel ventunesimo volumetto della serie, che dalle 169 pagine del '231923 è passato a 230 soprattutto sia per l'aggiunta di ''dati e notizie di ordine economico'' (agricoltura, industria, commercio) riguardo ai continenti, agli stati europei ed ai paesi più importanti sia per l<nowiki>'</nowiki> arricchimento della sezione di geografia generale. Fra le aggiunte più importanti si devono annoverare la carta degli Stati Uniti, la carta sull<nowiki>'</nowiki>Argentina del Nord, meta di emigrazione italiana, e il raddoppio della carta d'Italia, di cui il pubblico aveva suggerito di aumentare la scala.
 
A sè stante un atlantino speciale (copertina di color seppia con stemma pontificio) per l'Anno Santo [[1925]], il ''Calendario Atlante delle missioni cattoliche''. Pubblicato in occasione dell'''Esposizione Missionaria Vaticana'', pur mantenendone il nome ed il formato, è molto diverso dalla versione tradizionale perché di essa conserva solo il calendario e le carte, che presentano in questo caso i confini di diocesi, prefetture, vicariati, ed in più una pianta di Roma e dell'Esposizione. Il testo è sostituito da una trattazione su apostolato cattolico e stato delle missioni in quattro lingue (italiano, francese, inglese, tedesco), l'elenco delle missioni ed alcuni dati statistici. Esso anticipa il ''Testo-atlante illustrato delle missioni'' del '321932<ref>probabilmente il Visintin si limitò a disegnare sulle cartine (IGDA) i limiti delle circoscrizioni ecclesiastiche.</ref>.
 
===Il tipo di lavoro===
 
===Una valutazione significativa===
''"Dans un format de poche, richesse incomparable de donnée geéographiques et statistiques. Prix abordable même pour élèves... EditionsÉditions en d'autres langues seraient désirables..."''<ref>''"In un formato tascabile, ricchezza incomparabile di dati geografici e statistici. Prezzo abbordabile anche per alunni. Desiderabili le edizioni in altre lingue"''</ref>: questo il giudizio di I. B. F. Kormoss, geografo del ''Collège d' Europe'' di [[Bruges]] sul ''Calendario'' del 1956, anno 52°, pp. 525 + 30 doppie pagine di carte politiche<ref>I.B.F. Kormoss, ''Atlas Scolaires Européens - Essai de bibliographie critique'' , [[Bruxelles]], ''Commission Belge de bibliographie'', sottocommissione della Commissione nazionale per l'[[Unesco]], 1957, p. 8</ref>
 
===Le varie edizioni italiane e straniere===
Oggi le vecchie edizioni hanno grande interesse storico, anche per ricostruire i mutamenti della carta geografica mondiale, ad esempio durante la [[seconda guerra mondiale]], per la politica coloniale o per l'Est europeo. L'importanza del Calendario divenne tale che fu tradotto in parecchie delle lingue più diffuse nel mondo (tedesco<ref>''Globus Jahrbuch des Deutschen Verlages''</ref>, francese<ref>''EncyclopeédieEncyclopédie géographique de poche''</ref>, spagnolo<ref>''Enciclopedia geograficageográfica manual''</ref>, portoghese<ref>''Atlas universal de bolsillo''</ref>, israeliano, cosa di cui Visintin era fiero). Le singole edizioni straniere erano corredate da più ampie trattazioni riguardanti i rispettivi Stati, poste in bell' evidenza all' inizio e create appositamente, come la particolarmente informata sezione dedicata all' Italia nel calendario italiano.
 
==Dal 1958 ad oggi==
Utente anonimo