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Il dottor [[Stuart Stein]] dell<nowiki>'</nowiki>''University of the West of England'' scrive:
 
{{Citazione|L'uso coerente del termine «eutanasia» in questo contesto è piuttosto fuorviante. Il ''Chambers Dictionary'' comprende tra le sue definizioni «l'atto o la pratica di condurre senza dolore alla morte, in special modo nel caso di sofferenze incurabili». Lo ''Shorter Oxford Dictionary'' si riferisce a «una tranquilla e facile morte» e all'«azione che induce» alla stessa. Tuttavia la «sofferenza incurabile» alla quale si riferiva l'ideologia basilare [ndt: nazionalsocialista] che razionalizzava le uccisioni non era quella dei pazienti/vittime ma quella dei legislatori, dei loro solerti assistenti burocratici e di coloro che trattavano direttamente le vittime [...]. La loro scomparsa non era né indolore, né tranquilla, né facile. [...] I rituali di morte e le procedure applicate sotto gli auspici di questo «programma» furono invariabilmente identici a quelli che si verificarono nei campi di sterminio. L'obiettivo fondamentale era lo stesso - lo sradicamento di segmenti indesiderati della popolazione. In entrambi i casi nessun altro termine diverso da omicidio è congruo con le circostanze.<ref>{{en}}Cita Stuartweb Stein. ''[|url=http://www.ess.uwe.ac.uk/genocide/mord.htm|lingua=en|autore=Stuart Stein|titolo="Life Unworthy of Life" and other Medical Killing Programmes] {{webarchive|urlurlarchivio=https://web.archive.org/web/20130310151949/http://www.ess.uwe.ac.uk/genocide/mord.htm |datadataarchivio=10 marzo 2013 }}''|accesso=30 dalgennaio sito web «2007|pubblicazione=Web Genocide Documentation Centre». Riportato il 30 gennaio 2007.}}</ref>}}
 
== Origini della politica di "igiene razziale" ==
All'inizio del [[XX secolo]] in molte nazioni - tra le quali spiccavano [[Stati Uniti d'America|Stati Uniti]], [[Germania]] e [[Regno Unito]] - si discuteva di [[eugenetica]], una disciplina strettamente correlata al [[darwinismo sociale]], volta a migliorare la specie umana attraverso la selezione dei caratteri [[gene]]tici ritenuti positivi (eugenetica positiva) e l'eliminazione di quelli negativi (eugenetica negativa). In Germania la discussione si appoggiava su concetti di «razzismo scientifico» e «igiene razziale» secondo i quali il ''Volk'' (traducibile in «comunità popolare» e inteso come insieme degli individui legati da caratteristiche razziali e culturali) avrebbe dovuto sopravvivere e migliorarsi come collettività anche a discapito, se il caso, dei diritti dell'individuo.<ref name="lifton70"/>
 
Nel [[1895]] [[Adolf Jost]], uno dei precursori dell'idea eugenetica tedesca, scrisse ''Das Recht auf den Tod'' («Il diritto alla morte») ove sostenne il diritto dello Stato di imporre la morte all'individuo per salvaguardare la purezza e la vitalità del ''Volk''.<ref name="lifton70"/> Ma fu agli inizi degli [[anni 1920|anni venti]] che il movimento eugenetico tedesco sviluppò un'ala radicale guidata da [[Alfred Hoche]] e [[Karl Binding]]. Hoche e Binding nel loro ''Die Freigabe der Vernichtung lebensunwerten Lebens'' («Il permesso di annientare vite indegne di vita») pubblicato nel [[1920]] sostenevano l'esigenza e il diritto all'uccisione di «persone mentalmente morte», «gusci vuoti di esseri umani»: termini che vennero sintetizzati nell'espressione ''lebensunwertes Leben'' («vita indegna di vita» oppure «vita indegna di essere vissuta»).<ref>{{cita|Lifton, 2003|ppp. 71-7271–72}}.</ref>
 
Lo stato di estrema prostrazione nel quale si trovava la Germania al termine della [[prima guerra mondiale]] la rese particolarmente ricettiva a idee di questo tipo. Come riporta [[Robert Jay Lifton]], uno dei massimi studiosi del fenomeno medico nazista:
 
== La sterilizzazione coatta (1933 - 1939) ==
In sintonia con questa visione di Stato il regime nazista implementò subito dopo l'ascesa al potere le prime politiche di igiene razziale. Il 14 luglio [[1933]] venne discussa dal parlamento tedesco la ''Gesetz zur Verhütung erbkranken Nachwuchses'' («Legge sulla prevenzione della nascita di persone affette da malattie ereditarie»). Poiché il 20 luglio era prevista la firma del [[Reichskonkordat|Concordato]] con la [[Chiesa cattolica]] si ritenne più opportuno posticipare la promulgazione della legge al 25 luglio.<ref>''[{{Cita web |url=http://www.olokaustos.org/argomenti/eutanasia/eutanasia3.htm |titolo=Verso l'eutanasia: sterilizzazione forzata e propaganda] {{webarchive|urlurlarchivio=https://web.archive.org/web/20061212013535/http://www.olokaustos.org/argomenti/eutanasia/eutanasia3.htm |datadataarchivio=12 dicembre 2006 }}'' dal sito web «Olokaustos». Riportato il |accesso=12 gennaio 2007.|pubblicazione=Olokaustos}}</ref>
 
Questa legge stabiliva la [[sterilizzazione (medicina)|sterilizzazione]] forzata di persone affette da una serie di malattie ereditarie - o supposte tali - tra le quali [[schizofrenia]], [[epilessia]], [[cecità]], [[sordità]], [[malattia di Huntington|corea di Huntington]] e [[ritardo mentale]]. Inoltre la legge prevedeva la sterilizzazione degli [[alcolismo|alcolisti]] cronici. Una prima stima, effettuata dal Ministero dell'Interno sulla base dei dati forniti dagli istituti medici calcolava in circa 410.000 il numero dei malati da sterilizzare; lo stesso Ministero, però, prevedeva un congruo aumento del numero rispetto alla stima iniziale nel prosieguo del «programma».<ref name="lifton43-44">{{cita|Lifton, 2003|pp. 43-44}}.</ref>
Nel periodo [[1933]] - [[1939]] il regime preparò l'opinione pubblica attraverso un oculato e mirato programma [[propaganda|propagandistico]]. Le organizzazioni naziste prepararono opuscoli, [[poster]] e film dove si mostrava il costo di mantenimento degli istituti medici preposti alla cura dei malati inguaribili e si affermava che il denaro risparmiato poteva essere speso con più profitto per il «progresso» del popolo tedesco «sano».
 
Tra i numerosi [[cortometraggio|cortometraggi]] prodotti in merito alla cosiddetta "eutanasia", vale la pena ricordarne tre:<ref>{{cita|Lifton, 2003|pp. 72-74}}.</ref><ref>{{en}}Cita Jay LaMonica.web ''[|url=http://www.uffl.org/vol%207/jlamonica7.pdf|lingua=en|autore=Jay LaMonica|titolo=Compulsory Sterilization, Euthanasia, and Propaganda: the Nazi Experience]''. Riportato il |accesso=13 gennaio 2007.}}</ref>
* ''[[Das Erbe]]'' («L'eredità», [[1935]]) - Un film didattico e dichiaratamente «scientifico» che rappresentava le implicazioni mediche e sociali delle tare ereditarie e che rappresentava l'idea nazista di darwinismo e di «sopravvivenza del più forte».
* ''[[Opfer der Vergangenheit]]'' («Vittima del passato», [[1937]]) - Il film metteva a confronto il popolo «sano» con scene tratte dalle corsie degli istituti psichiatrici popolate di esseri «deformi» e «degenerati» e arrivando a concludere che tutto ciò era dovuto a una violazione delle regole della selezione naturale alle quali si sarebbe dovuto porre rimedio ripristinandole con «metodi umani». La prima del film ebbe luogo a [[Berlino]], introdotta dal leader dei medici del Reich, Wagner, e successivamente proiettato a lungo in 5.300 cinematografi in tutta la Germania.
Verso la fine del [[1938]] la Cancelleria del Führer ricevette, da parte della famiglia di un bambino di nome Knauer affetto da gravi malformazioni fisiche e definito «idiota», una richiesta affinché Hitler desse il suo assenso per un'«uccisione pietosa». Hitler inviò il suo medico personale Viktor Brack presso la clinica dell'[[Università di Lipsia]] per verificare con i medici che avevano in cura il bambino se realmente egli fosse un caso disperato e, in tal caso, autorizzarne l'uccisione che alla fine avvenne.
 
In seguito al «caso Knauer» Hitler autorizzò la creazione della ''Reichsausschuß zur wissenschaftlichen Erfassung erb- und anlagebedingter schwerer Leiden'' («Comitato del Reich per il rilevamento scientifico di malattie ereditarie e congenite gravi») e ne pose a capo Brandt. La Commissione era diretta da [[Hans Hefelmann]] e dipendeva direttamente da [[Viktor Brack]]; entrambi facevano parte della Cancelleria privata del Führer che diresse il programma in collaborazione con il Dipartimento di Sanità del Ministero dell'Interno. Hitler autorizzò nel contempo Brandt e Bouhler (capo della Cancelleria privata del Führer) a procedere con l'eutanasia in casi simili a quello che si era presentato.<ref>{{cita|Lifton, 2003|ppp. 76-7776–77}}.</ref>
 
L'elemento volontario presente nel «caso Knauer» scomparve rapidamente; entro l'agosto [[1939]] il Ministero dell'Interno ordinò che i dottori e le [[ostetricia|ostetriche]] che lavoravano negli ospedali tedeschi riferissero tutti i casi di bambini nati con gravi malformazioni, ufficialmente per creare un «archivio scientifico», ma con il chiaro intento di operare le necessarie «uccisioni pietose». Dovevano essere segnalati «tutti i bambini di età inferiore ai tre anni nei quali sia sospetta una delle seguenti gravi malattie ereditarie: idiozia e [[sindrome di Down]] (specialmente se associato a cecità o sordità); [[macrocefalia]]; [[Idrocefalo|idrocefalia]]; malformazioni di ogni genere specialmente agli arti, la testa e la colonna vertebrale; inoltre le paralisi, incluse le condizioni spastiche».<ref>Circolare del Ministero degli Interni ''IV b 3088/39 - 1079 Mi'' del 18 agosto 1939. Disponibile in: {{en}}Cita web ''[|url=http://www.holocaust-education.de/resmedia/document/document/B018T07E.PDF |titolo=Excerpt from a circular issued by the Ministry of the Interior, August 18, 1939]'' dal sito web «|pubblicazione=Learning from History». Riportato il |accesso=16 gennaio 2006.|lingua=en}}</ref> Le segnalazioni venivano valutate da una speciale commissione composta da tre membri che dovevano raggiungere il consenso unanime prima di procedere all'uccisione.
 
Nello svolgimento del programma ''Aktion T4'' si utilizzarono numerosi metodi di dissimulazione; molti genitori, soprattutto dell'area cattolica, erano, per ovvi motivi, contrari. I genitori venivano informati che i loro figli sarebbero stati portati in «sezioni speciali» di centri pediatrici dove avrebbero potuto ricevere migliori e innovative cure.<ref>{{cita|Sereny, 1974|p. 55}}.</ref> I bambini inviati presso questi centri venivano tenuti «in osservazione» per alcune settimane e poi uccisi con iniezioni letali; i certificati di morte riportavano come causa del decesso «polmonite». Normalmente venivano effettuate [[autopsia|autopsie]] ed erano asportate alcune parti del [[cervello]] a scopo di ricerca scientifica. Questa operazione sembrava tacitare le coscienze di molti dei medici coinvolti nel programma perché dava loro l'impressione che i bambini non fossero morti invano e che il programma avesse reali scopi medici.<ref>{{cita|Lifton, 2003|pp. 84-85}}.</ref>
All'inizio dell'ottobre [[1939]] tutti gli ospedali, case d'infanzia, case di riposo per anziani e sanatori ebbero l'obbligo di riportare su un apposito modulo tutti i pazienti istituzionalizzati da cinque o più anni, i «pazzi criminali», i «non-ariani» e coloro ai quali era stata diagnosticata una qualsiasi malattia riportata in un'apposita lista. Questa lista comprendeva [[schizofrenia]], [[epilessia]], [[corea di Huntington]], gravi forme di [[sifilide]], [[demenza|demenza senile]], [[paralisi]], [[encefalite]] e, in generale, «condizioni neurologiche terminali». Alcuni medici e amministratori interpretarono la richiesta credendo che lo scopo fosse identificare i pazienti abili al servizio di lavoro e sovrastimarono appositamente, con fatali conseguenze, le malattie dei loro pazienti cercando così di proteggerli.<ref>{{cita|Lifton, 2003|p. 95}}.</ref> Nel caso in cui gli ospedali si rifiutassero di collaborare, appositi team di medici (o più spesso studenti di medicina) più compiacenti verso il nazionalsocialismo visitavano tali strutture e compilavano loro stessi i moduli, cercando di rendere la condizione dei pazienti il più sfavorevole possibile.<ref>{{cita|Lifton, 2003|p. 99}}.</ref> Allo stesso modo tutti i pazienti di origine ebraica, anche coloro che non rientravano nei «casi» previsti per la soppressione, vennero cacciati dalle case di cura e uccisi nel corso del [[1940]].<ref>{{cita|Lifton, 2003|p. 109}}.</ref>
 
Come nel caso del programma di eugenetica per bambini, i moduli degli adulti erano esaminati da una speciale commissione che operava negli uffici della ''Tiergartenstrasse''. Gli esperti dell'ufficio dovevano valutare i casi solo in base alle informazioni riportate sul modulo, tralasciando quindi la storia clinica dei pazienti e senza effettuare ulteriori visite mediche agli stessi. Spesso essi si trovarono «oberati» di migliaia di richieste da esaminare in tempi brevissimi. Su ogni rapporto il medico esaminatore metteva il simbolo «+» (morte) o il simbolo «-» (vita) oppure occasionalmente «?» quando non era in grado di decidere. Dopo che ogni paziente era stato esaminato indipendentemente da tre esperti, nel caso fossero risultati tre simboli ''+'', il paziente veniva ucciso.<ref>{{cita|Lifton, 2003|ppp. 98-9998–99}}.</ref>
 
Inizialmente i pazienti vennero uccisi, come già accadeva nel programma per i bambini, con iniezioni letali. Il metodo era però lento e inefficace e con il prosieguo della guerra, quando i farmaci utilizzati nelle iniezioni divennero sempre più scarsi, divenne chiaro che sarebbe stato necessario trovare un nuovo metodo. Hitler stesso, basandosi sul consiglio del professor Heyde, propose a Brandt l'utilizzo di [[monossido di carbonio]], dopo che una serie di esperimenti effettuati nel gennaio [[1940]] a [[Brandeburgo]] con diversi tipi di iniezioni letali raffrontate con l'impiego del gas avevano dimostrato la superiore efficienza di quest'ultimo.<ref>{{cita|Lifton, 2003|ppp. 101-102101–102}}.</ref> L'uccisione mediante monossido di carbonio puro - veniva cioè prodotto industrialmente a differenza di quello che accadde successivamente in alcuni [[campo di sterminio|campi di sterminio]] dove era invece prodotto dai fumi di scarico di grossi motori - in apposite [[camera a gas|camere a gas]] venne presto estesa a tutti i sei centri dell<nowiki>'</nowiki>''Aktion T4'', quasi tutti ex ospedali o case di cura convertite:
[[File:Alkoven Schloss Hartheim 2005-08-18 3589.jpg|thumb|Il castello di Hartheim.]]
* Il [[castello di Hartheim]] vicino a [[Linz]] in [[Austria]]
* {{Cita libro|lingua=inglese|autore=Christopher R. Browning|titolo=The Origins of the Final Solution. The Evolution of Nazi Jewish Policy, September 1939 - March 1942|editore=Arrow|città=Londra|anno=2005|isbn=0-8032-1327-1|cid=Browning, 2005}}
* {{Cita libro|lingua=inglese|autore=Richard J. Evans|titolo=The Third Reich in Power, 1933-1939|editore=Allen Lane|città=Londra|anno=2005|isbn=0-7139-9649-8|cid=Evans, 2005}}
* {{Cita libro|autore=Adolf Hitler|titolo=La mia battaglia|editore=Bompiani|città=Milano|anno=1940|ed=XII|lingua=inglese|id=ISBN|cid=Hitler, 1940}}
* {{Cita libro|lingua=inglese|autore=Ian Kershaw|titolo=Hitler: 1936-1945: Nemesis (volume II)|editore=W. W. Norton & Company|anno=2000|isbn=0-393-32252-1|cid=Kershaw, 2000}}
* {{Cita libro|autore=Robert J. Lifton|titolo=I medici nazisti. La psicologia del genocidio|editore=BUR|città=Milano|anno=2003|isbn=88-17-10103-6|cid=Lifton, 2003}}
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