Differenze tra le versioni di "Villa Farnesina"

mellucci
(mellucci)
Con la morte del Chigi, nel [[1520]], la villa decadde e venne depauperata degli arredi e delle opere d'arte. Nel [[1580]] fu acquistata dal [[cardinale]] [[Alessandro Farnese il giovane|Alessandro Farnese]] ed ebbe così il nome attuale. A tale periodo risale un progetto, non realizzato, per collegare, con un passaggio coperto, [[Palazzo Farnese (Roma)|Palazzo Farnese]] con la Farnesina. Nel [[1714]] divenne di proprietà dei [[Borbone di Napoli]] e nel [[1864]] vi si insediò l'ambasciatore [[Bermudez de Castro]], che, due anni dopo, promosse una serie di pesanti restauri. Nel [[1884]] l'apertura del [[Lungotevere]] comportò la distruzione di una parte dei giardini e della loggia sul fiume, che forse era stata disegnata da Raffaello<ref name=R593/>.
 
Dal [[1927]] appartiene allo Stato italiano, che l'ha fatta restaurare dall'ingegnere [[Gioacchino Luigi Mellucci]] nel [[1929]]-[[1942]] per destinarla all'[[Accademia d'Italia]] ed a più riprese nel [[1969]]-[[1983]]. Oggi è utilizzata dall'[[Accademia dei Lincei]] come sede di rappresentanza e ospita, al primo piano, il [[Gabinetto nazionale delle stampe]]<ref name=R593/>.
 
==Architettura==
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