Rogoredo (Milano): differenze tra le versioni

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Il borgo industriale di Rogoredo è rimasto un nucleo staccato dalla città fino alla fine degli [[anni 1980|anni ottanta]], quando l'apertura della [[Rogoredo (metropolitana di Milano)|stazione della metropolitana]] ([[1991]]) ampliò la funzione della stazione ferroviaria quale punto di interscambio per molti [[Pendolarismo|pendolari]], che ogni giorno lavorano in città pur abitando a sud della provincia e oltre ([[Pavia]], [[Piacenza]], [[Lodi]], [[Voghera]]).
 
Fin dalla costruzione del cavalcavia Pontinia che deviò il traffico del vecchio Stradale Piacentino, Rogoredo è rimasto una specie di "villaggio indipendente" in città: l'esistenza di una sola strada per entrare e uscire dall'abitato (ridisegnata nel [[2006]] con una concatenazione di due [[rotatoria|rotatorie]] per gestire il crescente traffico che viene da fuori città, dal centro, dal quartiere e dalla Tangenziale) ha per lungo tempo risparmiato Rogoredo dagli stress logistici di un asse importante come quello della via Emilia<ref>[[https://milano.corriere.it/speciali/casi/casi121103.shtml Vivimilano - Casi Metropolitani: Passaggi a livello tra code e ingorghi]], da corriere.it, 3 novembre 2011 </ref>.
 
Nel [[1988]] iniziarono i lavori per la ristrutturazione della stazione, ampliata per l'arrivo del [[Passante ferroviario di Milano|passante ferroviario]] e della linea ferroviaria ad alta velocità ([[2008]]), e per l'aumento massiccio dell'utenza causato oltre che dai pendolari, dal riuso dell'area industriale ex-Montedison ed ex-Redaelli, sulla quale sorge oggi il nuovo quartiere di [[Santa Giulia (Milano)|Santa Giulia]].
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