Filippo Farsetti: differenze tra le versioni

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Trascorse buona parte della sua esistenza in viaggio (fu a [[Roma]], [[Napoli]], [[Firenze]], [[Parigi]]), stringendo amicizia con molti uomini di cultura. Fu un grande mecenate e, favorendo arti e artisti, contribuì a introdurre il [[neoclassicismo]] a Venezia.
 
Celebre la sua collezione di pezzi d'arte, riuniti nel suo [[Ca' Farsetti|palazzo]] sul [[Canal Grande]] che divenne una sorta di museo, aperto a intellettuali, artisti, cittadini e turisti stranieri (fra cui [[Goethe]]). Si citano 253 calchi in gesso di statue classiche e moderne (in gran parte opere di [[Ventura Furlani]]), varie copie a olio delle opere romane di [[Raffaello Sanzio]] e [[Annibale Carracci]] (eseguite da [[Luigi Pozzi]]), le riproduzionuriproduzioni, in sughero e pomice, dei più celebri monumenti della Roma antica (lavori di [[Antonio Chichi]]), e poi terracotte, bronzi, marmi antichi, dipinti di paesaggisti fiamminghi (come [[Rembrandt]], [[Rubens]], [[Van Dyck]]) e di altri celebri maestri del [[XVI secolo|Cinquecento]] e del [[XVII secolo|Seicento]] ([[Tiziano Vecellio|Tiziano]], [[Correggio (pittore)|Correggio]], [[Salvator Rosa|Rosa]], [[Guercino]], [[Tintoretto]], [[Andrea del Sarto]], [[Alessandro Magnasco|Magnasco]], [[Pietro da Cortona]], [[Padovanino]], [[Giorgione]], [[Luca Giordano|Giordano]], [[Palma il Giovane]]), nonché di alcuni contemporanei ([[Luca Carlevarijs |Carlevarijs]], [[Sebastiano Ricci|Ricci]], [[Francesco Zuccarelli|Zuccarelli]]).
 
Tra i giovani frequentatori del museo vi fu [[Antonio Canova]] il quale realizzò proprio per il Farsetti le sue prime sculture. Fu mecenate anche per [[Francesco Algarotti]], al quale garantì una rendita, e per [[Alberto Fortis (1741-1803)|Alberto Fortis]], cui finanziò il celebre viaggio in [[Dalmazia]].
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