Differenze tra le versioni di "Calotipia"

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Il nome calotipia è composto dalle parole [[lingua greca|greche]] kalos, ''bello'', e typos, ''stampa''; era conosciuto anche come talbotipia o ''disegno fotogenico'', specialmente nei suoi sviluppi iniziali.
 
A differenza del [[Dagherrotipia|metodo di Daguerre]], la calotipia permette di produrre copie di un'immagine utilizzando il negativo, la qualità della stampa risulta però inferiore rispetto al dagherrotipo, specialmente nei dettagli. Inoltre, la possibilità di ottenere immagini riproducibili, non rendeva il prodotto calotopico ''prezioso'' come l'opera unica del [[Dagherrotipia|dagherrotipo]], delineandone però l'utilità nella varietà di impieghi che necessitavano di immagini riprodotte, come Talbot stesso dimostrò nel suo libro illustrato ''[[The Pencil of Nature]]'' (1844-1846).
 
== Storia ==
La necessità di utilizzare una [[camera oscura]] per fotografare l'ambiente, richiese la messa a punto del procedimento che si trasformò nella calotipia.
 
Nel [[1851]] il fotografo [[Gustave Le Gray]] scoprì che cerando il foglio si otteneva una qualità maggiore, a scapito della sensibilità alla luce che richiedeva un tempo maggiore per essere impressionata sul negativo.
 
== Realizzazione ==
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