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Il paese è ricordato in un documento del 1140 e successivamente nel 1203 appare citato come "Isola di sant'Egidio" poiché nello stesso anno venne innalzato un oratorio in onore del Santo; appare citato come ''cavaedicium'' solo nel 1322 e faceva parte della Corte di [[Roncaglia]]. Il [[Secchia (fiume)|Secchia]] all'inizio scorreva in mezzo al paese, poi vennero fatti diversi canali che passano (ancora tutto'oggi) sotto il paese che collegano Cavezzo a [[Venezia]] e a [[Ravenna]].
LachiesaLa chiesa di sant'Egidio, nata come oratorio nel 1203, venne eretta in parrocchia nel 1352 e in pieve nel 1641.
Altro importante edificio sacro è la chiesa nella frazione di Motta del XVI secolo sebbene la parrocchia fosse già esistente nel 1492 e il campanile risalga probabilmente al XIV secolo.
 
Durante l'epoca della [[peste nera]] a causa delle molteplici morti, vennero create diverse [[catacombe]] nelle zone di campagna nei dintorni del paese, citate in alcuni documenti risalenti al [[1349]].
 
Fino al 1796 l'insediamento era classificato semplicemente come "villa" del distretto inferiore del comune di [[Modena]]. Durante l'epoca napoleonica divenne una municipalità, includendo Motta, [[Disvetro]] e [[Medolla]]. Nel 1815 Cavezzo fu aggregata come "sezione" al comune di [[Mirandola]]. In seguito all'[[unità d'Italia]], nel 1860 divenne comune autonomo.<ref>{{cita libro|titolo=Archivi storici in Emilia-Romagna: Guida generale degli Archivi storici Comunali|curatore=Giuseppe Rabotti|altri=presentazione di Renato Grispo|editore=Edizioni Analisi|città=Bologna|anno=1991|p=270|url=http://online.ibc.regione.emilia-romagna.it/I/libri/pdf/archivi_storici_er.pdf}}</ref>
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