Storia dell'arte a Pescara: differenze tra le versioni

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;Torre D'Annunzio
Presumibilmente realizzata dal 1874 al 1906, e sita in via Raiale, un tempo era annessa ad una masseria tardo settecentesca, distrutta nel 1975, della quale oggi resta solo un ambiente con volta a crociera<ref>{{cita web|url=http://cultura.regione.abruzzo.it/index.asp?modello=torrepe&servizio=xList&stileDiv=monoLeft&template=intIndex&b=menuTorr4793&tom=793&css=default|titolo=Torre D'Annunzio sul sito della Regione Abruzzo|accesso=febbraio 2017}}</ref>. La torre a pianta qiadrata, su tre livelli, rappresenta un buon esempio della costruzione tradizionale in laterizio della Val Pescara<ref>{{Cita web|url=https://www.mondimedievali.net/castelli/Abruzzo/pescara/pescara.htm/|titolo=Torre D'Annunzio di Pescara}}</ref>. Al basamento in bugnato segue il piano segnato su tre lati da monofore ad arco acuto; su questo al di sopra di una fascia a riquadri si imposta il secondo livello con bifore ad arco inflesso, alleggerito da trafori sul parapetto. Si conclude con un apparato difensivo sporgente, ispirato alle costruzioni merlate medievali, con mensole che sostengono archetti a sesto acuto.
 
==== Art Nouveau ====
 
;Palazzo Verrocchio (Hotel Esplanade)
[[File:Pescara-2012 8-8 by-RaBoe 178.jpg|thumb|Palazzo Verrocchio]]
Situato nell'area più centrale della città, presenta il caratteristico muro esterno a bugnate. L'edificio è di forma quasi cubica e si sviluppa su quattro piani più un quinto adibito a ristorante aggiunto in epoca recente. Subì varie ristrutturazioni, come quella attuata tra il [[1929]] e il [[1934]] a opera di Vittorio Verrocchio, Antonino Liberi e Nicola Simeone<ref>{{cita web|url=http://www.regione.abruzzo.it/xCultura/index.asp?modello=schedaLibertyPE&servizio=xList&stileDiv=monoLeft&template=intIndex&b=menuLibe41328&tom=1328|titolo=Palazzo Verrocchio sul Sito della Regione Abruzzo|accesso=29-09-2010}}</ref>. Ha pianta quadrangolare, a 5 piani. Le angolature hanno finti contrafforti, a mo' di torrette, con architravi in stile rinascimentale,e così anche le cornici delle finestre possiedono elementi classici. La struttura è in intonaco bianco.
 
;Complesso "Il Molino"
Si trova nella zona Porta Nuova, a sud ovest della stazione ferroviaria, realizzata come opera di riqualificazione di quest'area urbana. Il complesso è formato da un edificio rettangolare principale, per i servizi commerciali, e da una torre a pianta poligonale (fusione di elementi rettangolari e cilindrici).
 
==== Architetture scomparse ====
{{vedi anche|Chiese di Pescara#Chiese antiche e distrutte}}
Pescara nell'arco di un centinaio d'anni, dall'immediato periodo post [[Unità d'Italia]] fino al grande sviluppo urbanistico degli anni '60-'70, ha visto profondamente ed irreversibilmente mutato il proprio aspetto urbano e monumentale. L'antico nucleo ancora racchiuso dentro le mura della piazzaforte, ha conosciuto un piccolo iniziale sviluppo, con l'abbattimento coatto delle mura negli anni '80 dell'Ottocento, dando respiro alla costruzione di nuove strutture lungo il viale Umberto I (oggi viale d'Annunzio). Nell'ex comune a nord-ovest, Castellammare Adriatico, si procedette con l'edificazione di nuove palazzine, seguendo le mode architettoniche del liberty, del neoclassico, del neogotico, e del neorinascimentale. Gran parte della conformazione urbana di questo nucleo oggi è ancora leggibile, malgrado i danni provocati dai bombardamenti del [[1943]] e dalle copiose demolizioni e ricostruzioni che si sono susseguite dagli anni '50 in poi. Tali ricostruzioni ex novo di palazzi e monumenti hanno in gran parte interessato: nella zona centrale i due principali assi del Corso Vittorio Emanuele II e del Corso Umberto I, oltre a Piazza della Rinascita; in zona Porta Nuova, viale Gabriele D'Annunzio, insieme ad alcune porzioni di via Vittoria Colonna, via Conte di Ruvo e viale Guglielmo Marconi.
Prima della [[seconda guerra mondiale]] c'erano palazzine signorili di gusto classicheggiante, ampi spazi verdi con fontane, come l'ex Piazza XX Settembre (oggi dedicata ad Emilio Alessandrini), alle quali facevano fronte le moli dei nuovi palazzi edificati dal [[1927]] al [[1933]] circa del Comune, della Prefettura, della Banca, delle Poste, benché costituissero ancora un elemento di legame con il classicismo architettonico dell'antica città in via di sviluppo. Con le demolizioni del [[boom economico]] l'aspetto sobrio della città è andato irrimediabilmente perduto, creando forti contrasti tra le poche testimonianze antiche ancora sopravvissute e le nuove grandi costruzioni di scarso valore artistico.
 
Si segnalano a seguire alcune strutture particolarmente rilevanti.
 
;Piazzaforte di Carlo V
[[File:Pescara Centro Storico 06.jpg|thumb|Porzione della fortezza di Carlo V, oggi occupata dal Museo delle Genti d'Abruzzo]]
Consisteva nella cinta muraria della città antica a sud del fiume (Porta Nuova), e del villaggio a nord (Castellammare). La fortezza voluta da [[Carlo V]] nel 1534 fu realizzata a pianta pentagonale, con cinque grandi bastioni lanceolati, visibili anche nelle mappe di Carlo Gmabacorta (1598)<ref>{{Cita web|url=http://www.circoloaternino.it/index.php/pescara-nelliconografia-storica-3/|titolo=Pescara nell'iconografia storica}}</ref>; tre di essi difendevano la città da meridione, altri due a nord erano destinati ad accogliere la Rampina, per i militari di grado. La fortezza fu voluta nel punto del fiume che divideva i due Abruzzi Citra e Ultra, come un perfetto baluardo di controllo e di difesa del mare contro gli attacchi ottomani. Nel [[1707]] ci furono lavori di ampliamento, quando il forte andò sotto il comando degli austriaci, e poi dei Borbone. L'arrivo della ferrovia nel [[1863]] fece la prima breccia nelle mura della fortezza, con l'Unità la funzione militare cadde, e così a fine '800 ci fu l'avvio dei lavori di demolizione delle mura. Nel 1887 la parte a sud delle mura era scomparsa, per permette l'ampliamento lungo via Umberto I (viale D'Annunzio). La fortezza era composta dai bastioni San Vitale (nordovest), Sant'Antonio (sudovest), nella zona di Castellammare, e i bastioni San Giacomo (sud), San Nicola (sudest) e San Cristoforo (est), della zona di Pescara vecchia. Secondo le cronache a quasi tutti i bastioni corrispondevano delle chiese (come gli esempi della chiesa di San Giacomo e quella di San Rocco, citate in documenti vescovili), attualmente tutte distrutte. Nei pressi del ponte Gabriele d'Annunzio, a est si trovava Porta Sala, dove si conduceva il carico del sale marino per essere esportato nei vari porti del Regno di Napoli, all'ingresso della zona nord della fortezza c'era un altro accesso, Porta Cappuccini. Altre porte oggi sparite erano Porta San Cristoforo, Porta Ortona, Porta Nuova (Piazza Garibaldi) e Porta Chieti. Oggi di questa fortezza resta solo la parte lungo via delle Caserme, dove si trova il [[Museo delle Genti d'Abruzzo]], usato come carcere nel [[XIX secolo]], e una porzione in via Caduta del Forte, dove si trova anche la chiesetta del Carmine, usata dai militari.
 
;Teatro Pomponi
Teatro storico della città, sorgeva presso Piazza I Maggio, dove oggi sorge la chiesa di San Pietro. Venne costruito per volere di Teodorico Pomponi nel [[1920]], erigendolo sopra il ''Padiglione Marino per gli spettacoli''. Terminato nel 1923, grazie alle concessioni dell'amministrazione fascista, il teatro Pomponi venne inaugurato con più di mille posti, sorpassando la storica struttura del Teatro Michetti a Pescara vecchia. La prima opera fu "I Compagnacci" di [[Primo Riccitelli]]<ref>{{Cita web|url=http://www.pescaranews.net/focus/storia/5614/la-vera-storia-del-teatro-pomponi-e-del-suo-abbattimento/|titolo=La Vera storia del Teatro Pomponi e del suo abbattimento}}</ref>. Negli anni '30 il teatro fu sede del Circolo Littorio, sede di convegni e spettacoli. Non danneggiato particolarmete dalla guerra, con i fondi per la manutenzione del teatro sempre più ridotti, nel 1958 versava in condizioni di forte degrado e nel 1963 venne definitivamente demolito.
 
;Centrale Civica del Latte
Sorgeva in via del Circuito, costruita nel [[1932]] su progetto di [[Florestano Di Fausto]], architetto del Ministero degli Esteri Fascista. La centrale aveva pianta rettangolare con un blocco rettangolare più snello e slanciato posto al centro, come torre d'ingresso, e il sistema delle aperture e delle murature dava risalto allo stile architettonico tipico del razionalismo fascista. Dopo anni di abbandono, la centrale è stata demolita nel [[2010]] poco prima dell'approvazione del vincolo storico in consiglio comunale; il ministero ha definito l'operato del comune un atto ostacolante progetti di riqualificazione da parte dello stato<ref>{{Cita web|url=http://www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/sito-MiBAC/Contenuti/MibacUnif/Comunicati/visualizza_asset.html_680737821.html/|titolo=Demolizione dell'ex centrale del latte di Pescara}}</ref>.
 
;Villa Sabucchi
Sorgeva dove oggi si trova l'omonimo parco pubblico, sulla statale nei pressi dell'antico municipio di Castellamare. Costruita a metà dell'800, nel [[1863]] ospitò il re [[Vittorio Emanuele II]]. Negli anni '30 fu restaurata e assunse l'aspetto di un elegante castello idealizzato in stile gotico, con quattro torri angolari cilindriche con cuspide conica, e finestre ad arcate ogivali. Danneggiata nel 1943 dalle bombe, fu demolita negli anni '60, lasciando a ricordo solo una delle quattro torri.
 
;Villa Muzii
Sorgeva in via Milite Ignoto, nata come unità rurale, comprendeva la casa principale, le residenza contadine e gli edifici industriali. A Villa Muzzi si teneva il mercato settimanale, successivamente soppiantato da quello quotidiano presso la stazione Centrale. Unico elemento ancora esistente dell'antica costruzione è la cappella privata è la chiesetta di Sant'Anna, in una traversa di viale Giovanni Bovio.
 
;Villa D'Annunzio
L'antica villa era una masseria tardo-settecentesca, demolita nel [[1975]] con l'espansione del quartiere Rancitelli. Della villa oggi, su via Raiale, resta solo la torretta. La masseria appartenne alla famiglia D'Annunzio dal [[1874]] al [[1906]].
 
 
== Note ==
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