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Caligari immaginava il film come la terza parte di una ideale trilogia iniziata con ''[[Accattone]]'' e seguita da ''[[Amore tossico]]'', come se il protagonista di Accattone decidesse a un certo punto di mollare la vita d'espedienti e andare a lavorare. Il 1995 è idealmente l'anno di passaggio, tra l'epoca dell'eroina del primo film e quella delle droghe sintetiche e poi nuovamente l'eroina, ma questa volta da sniffare, non più per endovena<ref name=":1">{{Cita web|url = http://ilmanifesto.info/non-essere-cattivo-se-puoi/|titolo = il manifesto|accesso = 2016-01-04|editore = https://plus.google.com/+IlmanifestoMobi|sito = ilmanifesto.info}}</ref>. Secondo la sceneggiatrice Francesca Serafini, «è anche il fallimento dell'ideologia del lavoro: il lavoro era uno dei punti di partenza del film. In questo suo terzo film Accattone prova a lavorare, ma se fai il manovale in borgata i soldi non bastano per vivere, l'unico modo è essere cattivo. Caligari fa perdere ai suoi personaggi parte del candore raccontato da Pasolini»<ref name=":1" />.
 
Il film ha avuto generalmente un'ottima accoglienza da parte della critica. [[Paolo Mereghetti]] sul ''[[Corriere della seraSera]]'' ha elogiato il film per la sceneggiatura che «riesce a evitare un registro troppo naturalistico, fermandosi sempre un attimo prima di cadere nel compiacimento effettistico», la regia di Caligari che riesce a far «appassionare ai personaggi e alle loro storie ma non per questo impedendoci di giudicare le loro azioni» e infine la «recitazione efficace e però controllatissima» soprattutto dei quattro protagonisti, «tutti eccellenti», in particolar modo [[Luca Marinelli]] ({{giudizio|3.5|4}}).<ref>{{cita web|url=http://www.cinemagay.it/dosart.asp?ID=38629|titolo=VENEZIA 72 - LE STELLE DI MEREGHETTI - SULLE ORME DI PASOLINI|editore=cinemagay.it|data=8 settembre 2015|accesso=2 ottobre 2015|urlmorto=sì|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20151003174734/http://www.cinemagay.it/dosart.asp?ID=38629|dataarchivio=3 ottobre 2015}}</ref> [[Concita De Gregorio]] su [[La Repubblica (quotidiano)|La Repubblica]] dell'8 settembre 2015 scrive: «[...] i corpi e le voci. Non sono quelli di ''Accattone'', è vero. Sono quelle dei figli dei suoi figli. [...] Più di mezzo secolo dopo Claudio Caligari mette in scena l'esito finale del mondo pasoliniano. I nipoti di ''Accattone'' hanno i corpi e le voci di [[Luca Marinelli]] e [[Alessandro Borghi (attore)|Alessandro Borghi]] che più che interpretare, incarnano i ventenni-bambini cresciuti in un posto dove non c'è nient'altro che tutto quel che manca. [...] È il più bel film italiano visto finora a Venezia, e uno dei più riusciti in assoluto. Fuori concorso, però»<ref name=":3">{{Cita web|url = http://www.mymovies.it/film/2015/nonesserecattivo/rassegnastampa/726844/|titolo = Non essere cattivo (2015)|accesso = 2016-01-04|sito = mymovies.it}}</ref>.
 
Anche Mariarosa Mancuso de ''Il Foglio'' ha elogiato l'opera postuma del regista, concentrandosi anch'essa in particolare sulla «naturalezza e la precisione» recitativa dei due protagonisti maschili che hanno «una presenza capace di bucare lo schermo», augurandosi che «non restino appiccicati ai ruoli da piccolo delinquente pasoliniano», sulla regia di Caligari «bravissimo a scatenarli evitando lo scivolamento nella caricatura» e sui «dialoghi in romanesco, così ben scritti da sembrare improvvisati».<ref name="Mancuso"/>
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