Differenze tra le versioni di "Giovanni Maria Vianney"

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Figlio di poveri contadini, raggiunse la meta del sacerdozio superando molte difficoltà, tra le quali ci furono problemi nello studio, soprattutto nell'apprendimento del latino. Ordinato presbítero, divenne vicario, a [[EcullyÉcully]], dell'abate Charles Balley, che l'aveva molto sostenuto durante i difficili anni di studio; alla morte di Balley fu mandato ad [[Ars-sur-Formans|Ars]] dove spese la propria vita nell'[[evangelizzazione]], nella pratica del [[Penitenza (sacramento)|sacramento della penitenza]], nell'assidua preghiera e nella celebrazione della [[Messa]]. Morì nel [[1859]] quando Ars era ormai divenuta luogo di pellegrinaggio, essendosi sparsa per tutta la Francia la sua fama di confessore e direttore spirituale.
 
Beatificato nel [[1905]] da [[papa Pio X]], è stato proclamato [[santo]] da [[papa Pio XI]] nel [[1925]] e dichiarato patrono dei [[parroco|parroci]]. Additato come modello per i presbíteri da [[papa Giovanni XXIII]] nell'enciclica ''[[Sacerdotii Nostri Primordia]]'', è stato ricordato con uno speciale anno sacerdotale, per il centocinquantenario della sua morte, nel [[2009]] da [[papa Benedetto XVI]]
== Biografia ==
=== Primi anni (1786-1799) ===
Nato l'8 maggio [[1786]]<ref>Margherita Vianney, ''Processo dell'Ordinario diocesano'', p.1011; per risalire alla data di nascita di Vianney si è dovuto ricorrere a documenti ufficiali, in quanto egli, finché fu in vita, diede date contrastanti, affermando ora di essere nato il 3 maggio 1786, ora l'8 maggio 1788, come scrisse sul modulo che dovette compilare quando fu ripristinata la sede episcopale di Belley; vedere per i riferimenti R. Fourrey, ''Vita autentica del curato d'Ars'', Cinisello Balsamo, 2009 (1<sup>a</sup> ed. 1986), p. 13</ref> a [[Dardilly]] da Matteo Vianney e Maria Béluse, sposatisi l'11 febbraio [[1778]] a [[EcullyÉcully]], venne battezzato il giorno stesso dal vicario Blachon, della parrocchia di Dardilly, alla presenza del padrino, l'omonimo zio Giovanni Maria Vianney, fratello minore del padre e della madrina Francesca Martinon, sua moglie. Il fonte battesimale reca tutt'oggi l'iscrizione «Ex hoc fonte in Xto natus J. M. Vianney 8 Maii 1786» («da questo fonte è nato in Cristo G. M. Vianney l'8 maggio 1786», iscrizione incisa prima della canonizzazione di Vianney) mentre i registri parrocchiali citano: « Giovanni Maria Vianney figlio legittimo di Matteo Vianney e Maria Beluse, sua moglie, nato l'8 maggio 1786, il medesimo giorno fu battezzato da me vicario infrascritto: padrino fu Giovanni Maria Vianney, zio paterno, e madrina fu Francesca Martinon, moglie del predetto Giovanni Maria Vianney, analfabeti entrambi. Blachon vicario »<ref>Francois Trochu, ''Il Curato d'Ars'', Marietti, p. 26</ref>.
 
Il nuovo nato sarebbe stato il quarto di sei figli: Caterina, morta poco dopo le nozze; Giovanna Maria, morta ad appena cinque anni; Francesco, detto ''il maggiore''; Giovanni Maria, il futuro ''Curato''; Margherita, morta a 91 anni nel [[1877]] e preziosa per le testimonianze da lei depositate riguardo l'infanzia dell'illustre fratello; un altro Francesco, detto ''il minore'', partito per la guerra e mai più ritornato. Cresciuto in questa numerosa famiglia di contadini il piccolo Giovanni Maria trascorse l'infanzia nei campi, mentre il padre e la madre coltivavano la terra e i fratelli più grandi badavano al gregge o alle mucche.
Il bambino conduceva il gregge accompagnato anche dagli altri fratelli, e insieme andavano nei valloni di Pré-Cusin e di Chante-Merle. In seguito alla sanguinosa repressione della rivolta [[lione]]se, soffocata dai rivoluzionari [[Collot d'Herbois]] e [[Joseph Fouché|Fouché]], le misure anticlericali furono inasprite anche a Dardilly. La chiesa del villaggio venne chiusa nell'inverno tra il 1793 e il 1794 e riaperta nell'estate del 1795, ma il piccolo Vianney non fu toccato nella già solida fede. Durante il lavoro si isolava talora, per raccogliersi in preghiera in mezzo alla natura. Giovanni Maria univa al desiderio di solitudine il piacere di giocare insieme ai propri coetanei. Amava il gioco della piastrella, e, dopo aver vinto, restituiva ai suoi amici « tutta la vincita, aumentata d'un soldo », dispiaciuto di vederli tristi.<ref>R. Fourrey, cit., pp. 18-20</ref>
 
In quanto a istruzione, il piccolo Vianney aveva appreso l'alfabeto e la lettura dalla sorella maggiore Caterina ma cominciò a frequentare dal [[1795]] la scuola del “cittadino Dumas” dove si distinse per applicazione e condotta<ref>Margherita Vianney, ''Processo dell'ordinario'', p.1014-1015</ref>. Nel [[1797]] ebbe la sua prima confessione dal sacerdote don Groboz, fuggito in [[Italia]] e ritornato in Francia, costretto a nascondersi come gli altri confratelli refrattari nonostante la [[caduta di Robespierre]] ([[1794]]) e la conseguente fine del suo [[regime del Terrore]]. Questi consigliò ai genitori del promettente giovane di mandarlo a [[EcullyÉcully]] per ricevere un'istruzione religiosa presso le Dame Catechiste che lo prepararono alla prima comunione, avvenuta nel [[1799]], nel segreto in casa della vedova Pingon<ref>''Annali d'Ars'', p.51 in Francois Trochu, ''Il Curato d'Ars'', Marietti, pag.52</ref>.
 
=== Formazione presso don Balley (1799-1818) ===
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