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=== Fondazione dell'Associazione Calcio Asti ===
[[File:UCA 1921.jpg|thumb|Una formazione dell'U.C. Astigiani del [[1921]].]]
Il 21 agosto [[1932]] l'U.C. Astigiani venne fondata l'AC Asti (''Associazione Calcio Asti''), con divisa completamente rossa; la società avrebbe dovuto partire dall'ultima categoria nella scala gerarchica [[FIGC]], la [[Terza Divisione]], ma il Direttorio Regionale Piemontese la ammise eccezionalmente in [[Seconda Divisione]]. Condotta da Enrico Migliavacca in veste di allenatore-giocatore, nella stagione [[Seconda Divisione 1932-1933#Girone B|1932-33]] la squadra vinse il Gironegirone C delle Finali di Seconda Divisione, ottenendo così la promozione in [[Prima Divisione]], la Serie C dell'epoca. Nel campionato del [[1937]] fu ingaggiato come allenatore - giocatore l'"[[Nazionale di calcio italiana|azzurro]]" [[Renato Cattaneo (1903)|Renato Cattaneo]], che aveva disputato dodici stagioni nell'[[Unione Sportiva Alessandria Calcio 1912|Alessandria]] e due nella [[Associazione Sportiva Roma|Roma]]; l'Asti risultò essere la squadra rivelazione di quel torneo.
 
Seguirono anni di crisi ai vertici della società; nella stagione 1942-431943 prese il comando della squadra l'[[Argentina|argentino]] della [[Nazionale di calcio argentina|Nazionale]] e del [[River Plate]] [[Filippo Pascucci]]. Fu proprio in quell'anno che la squadra batté tutti i record negativi della sua storia, compreso quello della peggior sconfitta in assoluto: 15 a 0 contro la [[Associazione Sportiva Dilettantistica Junior Biellese Libertas|Biellese]]. Pochi giorni dopo la società scelse di ritirarsi dal campionato.
 
Con lo scoppio della [[seconda guerra mondiale]], la società si ritrovò, nel [[1944]], a competere in un torneo che raggruppava la {{Calcio Juventus|N}}, il {{Calcio Torino|N}}, il Genoa, il Casale, l'Alessandria ed altre squadre calcistiche del Nord-Italia, terminando con un onorevole settimo posto.
Nel [[1946]] la società ripartì dalla Serie C arrivando per ben tre stagioni consecutive a disputare gli spareggi per la promozione, senza però mai riuscire a imporsi.
 
Retrocesso in Promozione Interregionale al termine della stagione 1949-501950, nella stagione 1952-531953, con il riassestamento dei campionati nazionali, l'Asti scivolò nel campionato di Promozione regionale. Nel [[1953]] iniziarono i lavori per la costruzione dello Stadio Comunale.
 
Gli [[Anni 1970|anni sessanta]] videro la nascita di una nuova formazione nel panorama calcistico astigiano, l<nowiki>'</nowiki>''Astense Ma.Co.Bi.'', con maglie granata e calzoncini bianchi. Questa nacque per volere dell'industriale tessile Bruno Cavallo, allora vicepresidente del Torino e membro della dirigenza dell'Asti, allontanatosi da quest'ultimo per incomprensioni. In pochi anni, la Ma.Co.Bi. raggiunse nella stessa categoria la squadra astigiana: gli ultimi anni sessanta furono caratterizzati da un sentito dualismo tra le due compagini, anche se il presidente Cavallo cercò più di una volta la [[Fusione societaria|fusione]] delle società.
 
Nella stagione 1967-681968 la [[Football Club Pro Vercelli 1892|Pro Vercelli]], vincitrice del campionato di quarta serie, fu penalizzata di quattro punti per un presunto illecito sportivo; la Ma.Co.Bi., seconda in classifica, fu quindi ripescata in Serie C. Questo diede il via alla fusione delle due società astigiane che nel [[1969]] si presentarono ai blocchi di partenza del campionato di C come ''Asti Ma.Co.Bi.''. La permanenza in terza serie durò una sola stagione, e l'unico merito di quel periodo fu l'aver fatto esordire giocatori di ottimo livello, come Corrado Marmo e negli anni a seguire [[Giancarlo Antognoni]] (ceduto poi alla [[ACF Fiorentina|Fiorentina]] nel [[1972]] per la cifra-record di 435 milioni di [[lira italiana|lire]]), [[Fulvio Bussalino]] e [[Paolo Beruatto]] . Proprio nella stagione 1971-721972 la squadra Juniores dell'Asti Ma.Co.Bi. vinse il [[Campionato nazionale Dante Berretti|Campionato Berretti]] di [[Lega Nazionale Dilettanti|Serie D]], praticamente lo scudetto giovanile per squadre dilettantistiche.
 
=== Nasce l'Asti T.S.C. ===
Nei primi [[Anni 1970|anni settanta]] emerse dal panorama dilettantistico astigiano la società di calcio ''U.S. Torretta'', con presidente l'imprenditore Giuseppe Nosenzo. La società bruciò le tappe nelle serie minori raggiungendo la [[Serie D]] al termine del campionato 1977-781978; dopo un paio di anni che videro militare nello stesso campionato di serieSerie D l'Asti e il Torretta, quest'ultima, nella stagione 1979-801980, raggiunse la [[serieSerie C2]].
 
[[File:Asti TSC.jpg|thumb|L'Asti T.S.C. nella stagione 1983-84. Da sinistra, in piedi: Allegrini, Grossi, Cassano, Spollon, Bocchino, Franchini. Accosciati: Spigoni, Cappelletti, Pillon, Venturini, Prevedini.]]
Il 15 giugno [[1980]], a "furor di popolo" avvenne la fusione delle due società: nacque l'''Asti-Torretta Santa-Caterina'' (Asti T.S.C.), con presidente Nosenzo e colori sociali bianco-rosso-blu, stemma cittadino con il galletto e due torri, la [[torre Rossa]] e la [[torre Troyana]]. In panchina, dopo tre giornate sedette l'ex azzurro [[Angelo Domenghini]], che fu però esonerato nell'ultima parte del disastroso campionato. La squadra, al termine della stagione, retrocesse nuovamente in Serie D. L'anno successivo la squadra ottenne una nuova promozione.
 
{{vedi anche|Associazione Calcio Asti TSC 1983-1984}}
Nella stagione 1983-841984 Nosenzo ingaggiò l'allenatore [[Ezio Volpi]], fu acquistato in blocco il reparto offensivo del [[Associazione Calcio Prato|Prato]], che bene aveva fatto nella stagione precedente, a potenziare una già competitiva rosa comprendente il portiere [[Roberto Bocchino]], che vestirà poi la maglia della {{Calcio Sampdoria|N}}, e il difensore Spollon (successivamente al [[Associazione Calcio Monza Brianza|Monza]]). La stagione si concluse con la promozione in [[Serie C1]], il momento di maggior successo della gestione Nosenzo. Da quel momento in poi si assistette al declino della squadra astigiana che, dopo qualche anno di permanenza in Serie C, retrocesse nelle serie minori.
 
=== Rinasce l'Associazione Calcio Asti ===
Nel 1994-95, con in panchina l'allenatore Gerardo Bocchicchio, avvenne l'ultimo salto di categoria della squadra, che ottenne la promozione nel [[Serie D|Campionato Nazionale Dilettanti]] e la conquista della coppa Italia regionale. La nuova retrocessione nella stagione successiva e la crisi societaria dell'ultimo decennio portò l'Asti, nel [[2006]], alla fusione con l<nowiki>'</nowiki>''Unione Sportiva Nova Colligiana'' di [[San Damiano d'Asti]], ed assume la nuova denominazione di ''Associazione Calcio Asti Colligiana''. Dopo un solo anno in occasione dei festeggiamenti per il 75º anno di attività la squadra torna alla denominazione originaria.
 
Nella stagione [[Eccellenza Piemonte-Valle d'Aosta 2009-2010#Girone B 3|2009-102010]] con Marco Fornello in panchina, il 2 maggio [[2010]] dopo lo 0-0 contro la squadra di [[Cherasco]], i galletti riconquistano la [[Serie D]] dopo 13 anni d'assenza e a 15 dall'ultima promozione conquistata.
 
Nel 2010-2011 entrano a far parte del sodalizio nuovi dirigenti, tra cui il vicepresidente Massimo Colla e il direttore generale Alessandro Baistrocchi, che assieme al mister [[Stefano Civeriati|Civeriati]] portano la squadra al secondo posto nel girone A della Serie D, a pari merito con il [[Saint-Christophe Vallée d'Aoste|Saint Christophe]]. Nel luglio del 2012, dopo ventiquattro anni, la proprietà del club passa di mano: il nuovo presidente è Pierpaolo Gherlone, affiancato dal direttore sportivo Nicola Ascoli, dal vicepresidente Elio Testa, e dal tecnico Enrico Pasquali.
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