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La [[Nuova Zelanda]] nel [[2005]] propose una carbon tax, stabilendo un prezzo di emissione di NZ$15 per tonnellata equivalente di CO<sub>2</sub>. Essa doveva entrare in vigore dall'aprile [[2007]] e fu applicata ai maggiori settori economici ma concesse un'esenzione per le emissioni di [[metano]] da parte dei contadini e previde esenzioni speciali per i grandi consumatori di [[carbone]] a patto che adottassero gli standards di emissione previsti dal world's-best-practice. Dopo le elezioni politiche del [[2005]], i partiti minori che appoggiavano il Governo si opposero alla tassa che fu abbandonata nel dicembre 2005. Il governo sostenne che la tassa non sarebbe servita a ridurre le emissioni.
Negli [[Stati unitiUniti d'America]], il presidente [[Bill Clinton]] propose una [[BTU tax]] che non fu mai adottata. Il suo [[Vice Presidente degli Stati Uniti|Vice Presidente]], [[Al Gore]], ha fortemente sostenuto l'imposizione di una carbon tax nel suo libro ''Earth in the Balance'', ma questo finì per risultare una debolezza politica per Gore dopo che i suoi avversari [[Partito Repubblicano (Stati Uniti)|repubblicani]] lo citarono descrivendo l'autore come un "pericoloso fanatico".
Nel [[2000]] quando Gore concorse alle [[elezioni presidenziali negli Stati Uniti d'America del 2000|presidenziali]], un commentatore etichettò il proposito di carbon tax di Gore una soluzione statalista richiamando le politiche del [[New Deal]] del [[Al Gore, Sr.|padre]]"<ref name="gop triangulates"/> Nell'aprile 2005, Paul Anderson, [[Amministratore delegato|CEO]], e Chairman della [[Duke Energy]], reclamarono l'introduzione di una carbon tax.[http://makower.typepad.com/joel_makower/2005/04/climate_change_.html]
L'[[India]] nel 2010 ha introdotto un prelievo sulle estrazioni di carbone. Il governo prevede di incassare 535 milioni di dollari dalla tassa, destinati a finanziare programmi di carattere sociale.
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