Apri il menu principale

Modifiche

Intanto, su incarico della regina [[Anna Maria di Orléans]], riprogettò la secentesca [[Villa della Regina]] che sorgeva sulla collina torinese in faccia alla città tramutandola in un vero luogo di delizie coronato da un parco stupefacente con fontane, dislivelli, architetture e giochi d'acqua.
==== Tra Torino e il Portogallo ====
La febbrile attività architettonica dello Juvarra negli anni successivi riguardò l'ampliamento occidentale della città sabauda, in corrispondenza dei quartieri militari e della contrada di Porta Susina, e la realizzazione della facciata e dello scalone a due rampe di [[Palazzo Madama e Casaforte degli Acaja|palazzo Madama]], ove l'architetto risentì dei modelli romani e francesi; Juvarra, in ogni caso, attinse dal repertorio romano-francesizzante anche nei vari interventi relativi alle dimore di delizie, o residenze sabaude extraurbane. La [[reggia di Venaria]], costruita su progetto di [[Amedeo di Castellamonte]] e lasciata interrotta alla morte di [[Michelangelo Garove]], si caricò di suggestioni juvarriane con il completamento della galleria di Diana e del padiglione di testa e la realizzazione della [[Chiesa di Sant'Uberto (Venaria Reale)|chiesa di Sant'Uberto]]; questo rapporto dialettico coinvolse anche il [[castello di Rivoli]], dove Juvarra partendo dal lavoro del Garove riqualificò parzialmente il corpo centrale della fabbrica (i lavori, iniziati nel 1715, vennero infatti sospesi nel 1720). Lo Juvarra fu artefice anche di due importanti opere di architettura religiosa: la chiesa di Santa Croce, con un impianto ovale ricco di reminiscenze berniniane, e la chiesa di San Giacomo di Campertogno.<ref name=TM/>
[[File:2965VenariaRealeReggiaInside.jpg|La galleria Grande della reggia di Venaria Reale|left|thumb]]
Dopo due viaggi a Roma, rispettivamente compiuti nei mesi invernali del 1715-16 e del 1717-18 (il secondo preceduto da soste a Milano, Piacenza, Parma, Modena, Reggio Emilia e Bologna), Juvarra si recò nel dicembre 1718 a [[Lisbona]], in [[Portogallo]], su invito ufficiale del [[Giovanni V del Portogallo|re Giovanni V]]. L'impresa per la realizzazione della chiesa patriarcale di Lisbona e del nuovo palazzo Reale, da edificare nella zona collinare di Bellas Aires, non ebbe buon esito, ma Juvarra riuscì comunque a guadagnarsi le simpatie del monarca portoghese, che gli offrì un cospicuo vitalizio e lo decorò con la Croce di Cavaliere dell'Ordine di Cristo. Lasciato il Portogallo nel luglio 1719, Juvarra si recò dapprima a [[Londra]], dove frequentò [[Lord Burlington]], uno dei maggiori fautori del classicismo in Inghilterra; successivamente, fece tappa nei [[Repubblica delle Sette Province Unite|Paesi Bassi]] e a [[Parigi]], in [[Francia]], per poi giungere finalmente a Torino nel 1720.<ref name=TM/>
Utente anonimo