Giampietro Campana: differenze tra le versioni

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[[File:Capitoline Venus Louvre Ma336.jpg|thumb|upright|left|200px|La versione della collezione Campana del II secolo d.C. della [[Venere Capitolina]], scoperta ad [[Anzio]]; fa parte della collezione Campana al Louvre]]
Nel 1846 [[papa Pio IX]] fece una visita solenne a ispezionare la raccolta a Villa Campana, da cui Campana aveva rimosso le sue sculture romane. La villa di suo nonno era sulle pendici superiori del [[Celio]], in precedenza ritiro di [[Paolo della Croce]], e vi si accedeva attraverso cancelli in ferro battuto da via di [[Santo Stefano Rotondo]] subito fuori [[piazza San Giovanni in Laterano]]; era stata abbellita<ref>Una guida del 1854 ancora la considerava "la petite ''villa Campani'' ornée de quelques sculptures d'un médiocre intérêt", "la piccola villa Campani, decorata con sculture di mediocre interesse" (Giuseppe Robello, ''Les curiosités de Rome et de ses environs'' 1854:264); agli occhi del francese Edmond Lafond apparve come "chef-d'oeuvre de mauvais goût", a "capolavoro di cattivo gusto" (Lettres d'un pélèrin'' 1856).;</ref> e arredata in maniera classicheggiante che sembrava, aad ununa lady inglese in visita "a temple of old ''Rome'', with well-proportioned columns and pediment" ("un tempio dell'antica Roma con ben proporzionate colonne e frontone").<ref>Una descrizione della villa come si presentava poco dopo la morte di Campana si trova in Mary Eliza Joy Haweis, ''Beautiful Houses: Being a Description of Certain Well-known Artistic Houses..'' 1882, ch. vii "At Villa Campana"..</ref> Il suo viale godeva dell'ombra del primo [[Eucalyptus]] di Roma, e nel giardino, accanto a piante esotiche, fontane e grotte, Giampietro Campana ricostruì una tomba etrusca.<ref>Citata in Blewitt 1856.</ref>
Il sito aveva alcuni autentici precedenti antichi, rovine della ''[[domus]]'' di [[Plauzio Laterano]]<ref>Confiscata sotto [[Nerone]], divenne il nucleo del [[Palazzo Laterano]].</ref> ed era attraversato da resti dell'[[Acquedotto Claudio]]; un ''[[triclinium]]'' affrescato scavato nel sito al tempo del padre di Campana fu immortalato in alcune incisioni. Annessa alla villa c'era la cappella di Santa Maria Imperatrice.<ref>La struttura fu largamente ricostruita da Campana. Fu demolita negli [[anni 1880]], secondo [[Mariano Armellini]], ''Le chiese di Roma dal secolo IV al XIX'' (Roma: Tipografia Vaticana)
1891 ([http://penelope.uchicago.edu/Thayer/I/Gazetteer/Places/Europe/Italy/Lazio/Roma/Rome/churches/_Texts/Armellini/ARMCHI*/2/Monti/1.html testo on-line sul sito LacusCurtius.com]); l'icona della Vergine che vi era custodita fu trasferita nel 1926 alla cappella dell'[[Azienda Ospedaliera San Giovanni Addolorata|ospedale di San Giovanni in Laterano]]. (''Roma per noi: il Celio'' p. 26</ref> Le due sezioni della proprietà erano collegate da un tunnel privato che passava sotto [[via Santi Quattro Coronati]].
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