Differenze tra le versioni di "Piano di partizione della Palestina"

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=== Reazioni ebraiche ===
La maggioranza degli ebrei di Palestina accettò la partizione. Vi fu una forte opposizione però da parte dei nazionalisti più accesi, in particolare (ma non esclusivamente) della destra. L'[[Irgun]] e il [[Lohamei Herut Israel|Lehi]] criticarono vigorosamente sia la partizione sia il controllo internazionale su Gerusalemme. [[Menachem Begin]], comandante dell'Irgun, futuro fondatore del [[Likud]] e futuro [[Primi ministri di Israele|Primo ministro]] di Israele, dichiarò a proposito del piano di spartizione del territorio:
{{citazione|''La divisione della Palestina è illegale. Non sarà mai riconosciuta. La Grande Israele sarà ristabilita per il popolo di Israele. Tutta. E per sempre.''| Dichiarazioni di Menachem Begin sul piano di spartizione dell'ONU<ref>{{en}}[http://www.cbc.ca/news/viewpoint/vp_reed/20040206.html The Middle East: Roots of Responsibility], articolo di CBC News, del 6 febbraio 2004</ref>|''The partition of Palestine is illegal. It will never be recognized. Eretz Israel will be restored to the people of Israel. All of it. And forever.''|lingua=en}}
 
L'URSS appoggiò la creazione d'Israele pensando di creare un nuovo Stato [[comunismo|comunista]]: lo Stato ebraico si poggiava su una ideologia politico-filosofica [[Sionismo|sionista]] libertaria (in contrasto con l'[[imperialismo]] [[Ottomani|ottomano]], [[Regno Unito|britannico]] e, più tardi, sovietico) prossima alle ideologie socialiste e ai metodi collettivistici sovietici, con la creazione di collettività simili ai [[kolkhoz]] russi (cooperative agricole di produzione che godevano dei frutti della terra che occupavano, con la proprietà collettiva dei mezzi di produzione), ove tutto è messo al servizio della comunità.
 
In Israele si trattava delle collettività chiamate ''Kvoutza'', modernizzate in seguito dall'istituto del [[Kibbutz]] e del [[Moshav]], coesistenti con un settore privato. I terreni sono acquistati poco a poco con strumenti legali, spesso a prezzi assai elevati, dai Fondi Nazionali Ebraici ([[KKLFondo Nazionale Ebraico|Keren Kayemet]]), dall'[[Yishuv]] e dalla ''Palestinian Jewish Colonization Association''. Con donazioni da parte del mondo intero, provenienti soprattutto dagli ambienti operai, e da donatori come la famiglia del [[Barone Rothschild|Barone de Rothschild]] al Regno Unito, la superficie coltivata dagli ebrei sale dai 20.400 ettari del 1897 ai 180.230 ha di mezzo secolo dopo, e il numero delle colonie passa da 27 a 300. Tel Aviv supera i 150.000 abitanti già nel 1936.
 
Rigenerare il popolo ebraico attraverso il lavoro, questo è l'ideale del movimento [[Sionismo|sionista]], in particolare quello di orientamento socialista, assai influente fra gli immigrati provenienti dall'ex-impero zarista.
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