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Il porto di Torre Annunziata dispone di una banchina frangiflutti, dove attraccano navi per il rifornimento o essere riparate.
 
{{cn|Vi è un'altra banchina dove attraccano le navi che svolgono servizio commerciale: i principali prodotti che vengono scaricatiscaricato sono legno e grano. Il porto dispone infatti di numerosi spazi adibiti a deposito, oltre che diad un edificio contenente silos per lo stoccaggio del grano: in passato tali silos erano raggiunti anche dai treni che caricavano direttamente i prodotti. Il porto oggi è servito da una bretella stradale che permette ai mezzi pesanti che partono dallo scalo, di raggiungere direttamente l'autostrada, evitando il centro cittadino.}}. Il porto infatti era servito da una stazione, [[Stazione di Torre Annunziata Marittima|Torre Annunziata Marittima]], ormai chiusa, che era [[Raccordo ferroviario di Torre Annunziata|raccordata direttamente alla rete statale]].
 
== Storia ==
=== Dalle origini all'epoca romana ===
Originariamente il luogo dove è situato porto era abitato da cacciatori, pescatori e artigiani. Il villaggio dove essi abitavano era circondato da una fitta vegetazione.
Sulle coste arrivavano i [[fenici]], i talassocrati, e qui vi costruirono industrie e diedero vita al commercio. Importavano spezie ed altre merci.
I pompeiani sfruttavano il sale del mare per le industrie del porto per questo motivo una parte litorale costiera molto particolare altresì La Selva Mala del Tyrrenium mediterraneo nostrum et vostrum di Oplontiis, poi L'amministrazione incapace contemporanea fanno di Torre Annunziata quel luogo che durante i fasti brillava per l'estrazione del sale in questa aspra e forte zona rocciosa e dal duo reef, pianeggiante e fatto di bacini conclavi di naturali adempimenti per i granelli di diamante del sapore delle sue scogliere attualmente continuano da circa oltre 70 anni sotto cumuli di ingenti e minanti scarichi industriali ed infatti chiamata ancora oggi "A salera".
Il mare a quei tempi arrivava fino alla Chiesa del Carmine e ai molini Bottaro. Le città di Nola, Pompei, Acerra e Nocera inviavano i loro prodotti al porto affinché fossero esportati al di là del Mediterraneo.
Occorrerebbero grandi e forti macine, scali magazzini, ponti e banchine. Ma anche una forte diga per rendere le acque del mare calme".
 
Salvatore Russo affermadice che già nel 1907 bisognava rimodernare il porto per soddisfare le esigenze di un commercio moderno. Tali problemi permangono ancora oggi.
 
=== Il porto dal dopoguerra agli anni 2000 ===
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