Lingua cinese: differenze tra le versioni

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(aggiustata periodizzazione storica)
A livello fonetico, il cinese arcaico è oggetto di dibattito tra i linguisti, a differenza del cinese medio, su cui c'è molto più accordo. Tuttavia esiste un nucleo di suoni e caratteristiche su cui c'è consenso pressoché universale. Innanzitutto, non era una lingua tonale. Poteva avere cluster/gruppi vocalici piuttosto complessi come nucleo di sillaba, contrariamente al giapponese arcaico. Aveva la distinzione tra consonante sorda, sonora e sorda aspirata, che si conserva in cinese medio. Aveva inoltre i suoni nasali sordi, come */m̥/-, */n̥/-, */l̥/ e */ŋ̊/-, tali per cui si sente solo uno sbuffo d'aria. A fine sillaba poteva avere tre code nasali *-m *-n e *-ng oppure i tre stop consonantici senza rilascio di suono *-p, *-t e *-k. Infine, poteva anche avere un cluster/gruppo consonantico che terminava in *-s e lo stacco glottale/colpo di glottide sia a fine sillaba che in posizione iniziale. Non aveva consonanti palatali e retroflesse, originate molto probabilmente da cluster a inizio sillaba con /r/ vibrante al secondo membro. Il sistema vocalico, secondo gran parte delle ricostruzioni, aveva sei vocali: */a/, */e/, */i/, */o/, */u/; la sesta, in base alle ricostruzioni, varia da */ɨ/ a una vocale neutra /ə/ fino a */ɯ/. Molte altre caratteristiche sono tema di dibattito, come ad esempio la presenza di altri suoni oltre a quelli base su cui c'è consenso, la presenza di *-r a fine sillaba (come proposto da Baxter e Sagart nella loro ricostruzione del 2014) e la presenza di consonanti faringalizzate, accolte nella ricostruzione appena menzionata. Le consonanti faringalizzate, presenti anche in lingue semitiche come l'arabo e l'ebraico antico, si pronunciano tenendo gli organi fonatori già in posizione di faringalizzazione, che restringe il flusso d'aria rendendo il suono soffocato, cupo e strozzato. Per la precisione, bisogna avvicinare la radice della lingua alla parete della faringe. Si pensi, ad esempio, alla distinzione in arabo tra /d/ e /dˁ/. Peraltro l'arabo viene chiamato "la Lingua della Dˁaad" perché è l'unica lingua al mondo a contenere questo suono, a meno che non si dimostri che la ricostruzione del cinese arcaico di Baxter-Sagart è corretta, siccome avrebbe anche lei questo suono.
 
=== Cinese medio e accenno ai prestiti cinesi in altre lingue ===
{{Vedi anche|Cinese medio}}
Il [[Lingua cinese media|cinese medio]], detto anche “Middle Chinese” (中古汉语 Zhonggu Hanyu), era la lingua usata sotto la [[dinastia Sui]] (隋朝 581-618), la [[dinastia Tang]] (唐朝 618-907) e la [[dinastia Song]] (宋朝 960-1279), poi deposta dalla dinastia mongola degli [[Dinastia Yuan|Yuan]] (元朝), capeggiata dal Khan. È comparso durante il periodo di nascita della dinastia Sui, che ha poi riunificato la Cina sotto un unico potere centrale, perso dopo la caduta della [[dinastia Han]] (汉朝). Il cinese medio è diviso in due fasi: il primo cinese medio e il tardo cinese medio. Il primo cinese medio viene ricostruito attraverso i prestiti cinesi nelle altre lingue, che spesso ricalcano la pronuncia arcaica, e usando i rimari (da cui si ricostruiscono le rime di migliaia di caratteri ordinati in base al nucleo di sillaba) insieme a dialetti conservativi rispetto al cinese medio, come lo shanghainese (famiglia Wu 吴) e il cantonese (dialetto Yue 粤). A sua volta i prestiti cinesi nelle altre lingue vengono analizzati nella loro versione arcaica e ricostruita. Tutta quanta la pronuncia del cinese medio, insieme a quella dell’Old Chinese, è ricostruita e non è attestata perché i rimari dell’epoca e i vocabolari non avevano sistemi precisi per indicare la pronuncia: il pinyin è stato inventato nella metà Novecento, sotto il governo comunista. Quindi, accanto a ogni ricostruzione, si mette un asterisco.
L'utilizzo del [[Lingua cinese media|cinese medio]] ({{Cinese|s=中古汉语|p=zhōng​gǔ​ Hàn​yǔ}}, “''Middle Chinese”'' nell'ambito degli studi di linguistica) si registra a partire dall'avvento della [[dinastia Sui]] (隋朝 581-618) e durante i secoli della [[dinastia Tang]] (唐朝 618-907) e della [[dinastia Song]] (宋朝 960-1279). Il cinese medio è una lingua dalla struttura più complessa rispetto a quella delle primissime opere della letteratura cinese. La sua pronuncia è interamente ricostruita sulla base di studi linguistici operati sulle fonti documentali a disposizione, dal momento che non esisteva all'epoca del suo utilizzo un sistema di trascrizione della pronuncia fonetica simile al moderno [[pinyin]].
 
Nell'ambito degli studi di linguistica si suddivide comunemente in due fasi: il primo cinese medio e il tardo cinese medio.
Due fonti preziose per ricostruire il primo cinese medio è il Qieyun 切韵, un rimario pubblicato nel 601 insieme alla sua correzione e espansione, il Guangyun 广韵, pubblicato tra 1007 e 1008. Queste due [[Tavola di rima|tavole di rima]] ci forniscono una varietà di cinese usata per declamare le poesie.
 
==== Storia e produzione ====
Mentre il cinese arcaico è problematico, nel cinese medio c’è una maggiore concordanza tra i linguisti, soprattutto nell’assetto consonantico. Il sistema consonantico è molto più complesso rispetto al putonghua: mentre in quest’ultimo non c’è chiara distinzione tra consonante sorda e sonora non aspirata, in cinese medio è presente. Quindi, dalle doppiette del cinese moderno /b/~/p/ e /pʰ/ piuttosto che /d/~/t/ e /tʰ/ si ricavano triplette in cinese medio, come */b/, */p/ e /pʰ/ piuttosto che */d/, */t/, */tʰ/. Distinzioni come queste restano solo nello shanghainese. Questa distinzione tra consonante sorda e sonora appare anche in doppiette come */s/ e */z/ piuttosto che */x/ e */ɣ/. Anche i suoni palatali e retroflessi, nati forse da dei cluster/gruppi consonantici a inizio sillaba, avevano questa suddivisione netta.
La dinastia Sui fu la prima a riunire i territori della Cina continentale sotto un'unico potere centrale a tre secoli dalla caduta della dinastia Han, avvenuta nell'anno 220. A essa seguirono la dinastia Tang e dopo un breve intervallo la dinastia Song, il cui dominio si concluse con l'avvento della dinastia mongola degli Yuan (元朝).
 
Le principali fonti documentali disponibili in cinese medio sono le principali opere letterarie prodotte sotto queste dinastie, in particolare le celebri poesie di epoca Tang ({{Cinese|t=唐诗}}) e Song ({{Cinese|t=宋诗}}). Si tratta di opere composte nello stile letterario colto ({{Cinese|t=文言|p=wén​yán}}) caratterizzato da una grammatica molto snella e parole perlopiù monosillabiche. Dal momento che queste poesie erano composte tenendo conto anche delle modulazioni tonali delle sillabe, la loro diffusione portò alla nascita dei cosiddetti rimari o dizionari di rima, importanti strumenti utilizzati per comporre o imparare correttamente la pronuncia delle sillabe per una corretta declamazione delle poesie più famose. A fianco di queste opere di natura colta comparvero negli stessi secoli anche le prime opere scritte nel registro della cosiddetta lingua vernacolare e dialettale che diverrà nota nei secoli successivi con il termine “baihuà” ({{Cinese|s=白话}}).
Come coda di sillaba, erano presenti gli stop consonantici senza rilascio di suono in zona bilabiale *-p (/p̚/), dentale *-t (/t̚/) e velare *-k (/k̚/). Questi stop restano in cantonese e si possono notare anche nei [[chữ nôm]] [[Lingua vietnamita|vietnamiti]], negli [[hanja]] [[Lingua coreana|coreani]] e adattati in alcuni [[kanji]] in [[Lingua giapponese|giapponese]]. In putonghua invece sono caduti. Sempre a fine sillaba, c’era una distinzione tra *-n e *-m, che oggi in putonghua convergono in -/n/ ma restano distinti in vietnamita e coreano. Infine, il suono -/ŋ/ poteva apparire a inizio sillaba, mentre oggi si conserva in cantonese e nei prestiti in vietnamita e in giapponese si preferisce adattare con una /g/-. Un discorso simile si può fare sulla consonante /ɲ/-, da cui deriva in suono R- /ʐ/ in putonghua e si trova adattata in /n/- in alcuni kanji e chu nom. Se si fa un ragionamento opposto, da queste lingue e dalle loro varietà arcaiche si può ricostruire il cinese medio e/o vedere le corrispondenze, nel momento in cui si prendono in esame i prestiti. Questi ultimi, siccome in queste precise lingue si scriveva con i caratteri importati dall’Impero Cinese, sono rintracciabili proprio dai sinogrammi. Questi ultimi, insieme alla lingua cinese, hanno avuto una enorme influenza su queste lingue. Per esempio, i sillabari [[katakana]] e [[hiragana]] del giapponese nascono da una stilizzazione di alcuni sinogrammi, come anche l'arricchimento dell'inventario fonetico giapponese (ex. il suono nasale a fine sillaba) e del suo vocabolario. Anche il vocabolario vietnamita e coreano sono pieni di prestiti cinesi.
 
Tutte le opere scritte in cinese medio non facevano uso della punteggiatura (che nel cinese compare soltanto in epoca moderna).
 
==== Documenti e altre fonti ====
Come per il cinese antico (''Old Chinese)'' anche la pronuncia del cinese medio è interamente ricostruita e non è attestata perché i rimari dell’epoca e i vocabolari non facevano uso di sistemi univoci per indicare la pronuncia (l'invenzione del [[pinyin]] risale infatti alla seconda metà del Novecento). Nelle tabelle di pronuncia un suono ricostruito si indica anteponendo un asterisco (*) alla pronuncia IPA.
 
Le principali fonti scritte a disposizione degli studiosi di linguistica per la ricostruzione della pronuncia del cinese medio sono i componimenti poetici e dizionari di rima (questi ultimi permettono di ricostruire le rime di migliaia di caratteri, ordinati in base al nucleo di sillaba). Le due fonti considerate più preziose per ricostruire il primo cinese medio sono il [[Qieyun]] ({{Cinese|t=切韵|p=Qiè​yùn}}), un rimario contentente 11'500 caratteri pubblicato nell'anno 601, e il [[Guangyun]] ({{Cinese|p=Guǎng​yùn|t=广韵}}), un secondo rimario redatto tra 1007 e 1008 con oltre 26'000 singole voci, considerato come una versione correttiva ed ampliata del precedente. Queste due [[Tavola di rima|tavole di rima]] forniscono importanti informazioni sulla varietà di cinese orale che veniva utilizzata per declamare le poesie.
 
Ulteriori informazioni sul cinese medio si possono ricavare dallo studio dei dialetti conservativi rispetto al cinese medio, come lo shanghainese (famiglia Wu 吴) e il cantonese (dialetto Yue 粤), e dall'analisi dei prestiti cinesi in altre lingue, termini che spesso sono riconducibili alla loro versione arcaica e ricostruita.
 
==== Ricostruzione della pronuncia ====
MentreNel ilcaso cinese arcaico è problematico, neldel cinese medio c’è una maggioregenerale concordanza tra i linguisti (specie se si confrontano gli studi sul cinese medio con gli studi sul cinese arcaico, soprattuttoche presenta diversi problemi più complessi), in particolare per quanto riguarda nell’assettol’assetto consonantico. Il sistema consonantico è molto più complesso rispetto al [[mandarino standard]] (''putonghua''): mentre in quest’ultimo non c’è chiara distinzione tra consonante sorda e sonora non aspirata, in cinese medio essa è presente. QuindiA causa di ciò, dalle doppiette del cinese moderno ( /b/~/p/ e /pʰ/ piuttosto che /d/~/t/ e /tʰ/ ) si ricavano triplette in cinese medio, (come */b/, */p/ e /pʰ/ piuttosto che */d/, */t/, */tʰ/ ). Distinzioni come queste restanorimangono a tutt'oggi solo nello shanghainese. Questa distinzione tra consonante sorda e sonora appare anche in doppiette come */s/ e */z/ piuttosto che */x/ e */ɣ/. Anche i suoni palatali e retroflessi, nati forse da dei cluster/gruppi consonantici a inizio sillaba, avevanopresentavano questa suddivisione netta.
 
Come coda di sillaba, erano presenti gli stop consonantici senza rilascio di suono in zona bilabiale *-p (/p̚/), dentale *-t (/t̚/) e velare *-k (/k̚/). Questi stop restano inoggi nel cantonese e si possono notare anche nei [[chữ nôm]] [[Lingua vietnamita|vietnamiti]], negli [[hanja]] [[Lingua coreana|coreani]] e adattati in alcuni [[kanji]] in [[Lingua giapponese|giapponese]]. InNella putonghuapronuncia invecedel mandarino standard sono invece caduti. Sempre a fine sillaba, c’era una distinzione tra *-n e *-m, che oggi in putonghuacinese standard convergono in -/n/ ma, mentre restano distinti in vietnamita e coreano. Infine, il suono -/ŋ/ poteva apparire a inizio sillaba, mentre oggi si conserva in cantonese e nei prestiti in vietnamita e in giapponese si preferisce adattare con una /g/-. Un discorso simile si può fare sulla consonante /ɲ/-, da cui deriva in suono R- /ʐ/ in putonghua e si trova adattata in /n/- in alcuni kanji e chu nom. Se si fa un ragionamento opposto, da queste lingue e dalle loro varietà arcaiche si può ricostruire il cinese medio e/o vedererintracciarne le corrispondenze, nel momento in cui si prendono in esame i prestiti. Questi ultimi, siccome in queste precise lingue si scriveva con i caratteri importati dall’Impero Cinese, sono rintracciabili proprio dai sinogrammi. Questi ultimi, insieme alla lingua cinese, hanno avuto una enorme influenza su queste lingue. Per esempio, i sillabari [[katakana]] e [[hiragana]] del giapponese nascono da una stilizzazione di alcuni sinogrammi, come anche l'arricchimento dell'inventario fonetico giapponese (ex. il suono nasale a fine sillaba) e del suo vocabolario. Anche il vocabolario vietnamita e coreano sono pieni di prestiti cinesi.
 
Riguardo al sistema vocalico, erano presenti anche dei nuclei di sillaba molto complessi e alcune differenze (per esempio, la vocale alta centrale /ɨ/ si utilizzava in contesti diversi rispetto agli odierni “ZHI, CHI, SHI, ZI, CI, SI, RI”, mentre /y/ e /ɤ/ non esistevano).
 
==== Sistema tonale ====
Il cinese medio aveva già sviluppato i toni e, per la precisione, aveva un tono piano, uno crescente e uno decrescente. Le sillabe che possiedono uno stop, le cui vocali venivano modulate brevemente, venivano definite come aventi il “tono entrante”. Il tono crescente, che in larga misura corrisponde al tono crescente del putonghua, deriva dalla caduta di uno stacco glottale/colpo di glottide a fine sillaba, mentre il quarto tono, anch’esso molto corrispondente all’attuale quarto tono, deriva da una caduta di *-s nei cluster/gruppi consonantici a fine sillaba. Mutazioni molto simili sono avvenute anche in vietnamita, che nella varietà media aveva già perso questi due suoni a fine sillaba. Tutte le sillabe che in cinese arcaico non avevano -/ʔ/, -s e uno stop senza rilascio di suono hanno sviluppato il tono piano. Chiaramente, andando per esclusione, quelle con gli stop senza rilascio sono andate nella categoria “tono entrante” finché gli stop non sono caduti in putonghua. Quello delineato finora è un quadro generico di come sono nati i toni nel cinese medio.
 
Il putonghua possiede quattro toni e il primo tono corrisponde a quello piano del cinese medio, mentre il quarto tono corrisponde a quello decrescente della varietà media. Entrambi grossomodo si sono conservati, mentre svariate sillabe che avevano il tono crescente in cinese medio si sono suddivise in secondo e terzo tono attuali, senza poi dimenticare che la categoria “tono entrante” è sparita con la caduta degli stop: tutte queste sillabe dovevano assumere un’intonazione.
 
==== Sistemi di trascrizione ====
La trascrizione del cinese medio, scritto con i caratteri tradizionali, si effettua o con l’alfabeto fonetico internazionale IPA o con un sistema di trascrizione creato dal linguisticalinguista William Baxter, ideato da una semplificazione del sistema “Karlgren-Li”. Non utilizza diacritici ma si limita alle lettere dell’alfabeto latino base. La modulazione tonale viene segnalata con una “X” come apice o scritta in stampato accanto alla sillaba per indicare l’intonazione crescente e con una “H” per indicare quella decrescente. Se non è segnato nulla, è sottinteso un tono piano o la categoria “tono entrante” se è presente uno stop senza rilascio.
 
In una larga fetta di lavori, la grammatica usata era quella letteraria, il cosiddetto “wenyan” (文言), che aveva una grammatica molto snella e parole perlopiù monosillabiche. Non aveva nessun segno di punteggiatura, introdotti nell’epoca moderna. In conclusione, le fonti del wenyan del cinese medio, più complesso rispetto alla varietà ancora più esile e snella delle primissime opere della letteratura cinese, sono le grandi opere prodotte sotto queste dinastie. In particolare, primeggiano le poesie Tang e Song (唐诗, 宋诗), che erano costruite tenendo conto anche delle modulazioni tonali delle sillabe, ragion per cui esistevano anche i rimari per comporre o imparare meglio la pronuncia per una corretta declamazione. Infine, durante il periodo del cinese medio si iniziò a scrivere opere in lingua vernacolare e dialettale, che poi verrà indicata come “baihuà” (白话).
 
=== Cinese mandarino ===