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{{Citazione|Nello stesso periodo il cesare Costanzo Cloro combatté in Gallia con fortuna. Presso i [[Lingoni]] in un solo giorno sperimentò la cattiva e la buona sorte. Poiché i barbari avanzavano velocemente, fu costretto ad entrare in città, e per la necessità di chiudere le porte tanto in fretta, da essere issato sulle mura con delle funi, ma in sole cinque ore arrivando l'esercito fece a pezzi circa sessantamila Alemanni.|[[Eutropio]], ''Breviarium ab urbe condita'', 9, 23.}}
 
;[[302]]: Sembra che fuvenisse combattuta una nuova [[Battaglia di Vindonissa|battaglia presso Vindonissa]], dove, ancora una volta, le armate romane ebbero la meglio su quelle di Alemanni e Burgundi, ma forse potrebbe trattarsi della stessa battaglia combattuta nel 298.<ref name="Southern214" />
 
Vi fu una nuova fase sotto [[Costantino I]], il quale divenuto monarca unico (''[[Restitutor orbis]]''<ref name="CostantinoRestitutorOrbis">{{AE|1974|693}}; {{CIL|11|6648}}.</ref>) ed assoluto dell'[[Impero romano]] (''Dominus et Deus''), non solo riuscì a consolidare l'intero [[limes romano|sistema difensivo]] lungo i tratti [[limes renano|renano]] e [[limes danubiano|danubiano]], ma ottenne importanti successi militari e tornò a "controllare" buona parte di quei territori ex-romani, che erano stati abbandonati da [[Gallieno]] ed [[Aureliano]], tra questi l<nowiki>'</nowiki>''[[Alemanni|Alamannia]]'' (''[[Agri decumates]]'').<ref name="JulDeCaes329c">[[Flavio Claudio Giuliano]], ''De Caesaribus'', 329c.</ref><ref>V.A. Makfield, ''L'Europa continentale'', in ''Il mondo di Roma imperiale'', a cura di J. Wacher, Roma-Bari 1989, pp. 210-213.</ref><ref name="LeBohecII,52">Y. Le Bohec, ''Armi e guerrieri di Roma antica. Da Diocleziano alla caduta dell'impero'', Roma 2008. p. 52.</ref>