Differenze tra le versioni di "Fortificazione alla moderna"

→‎Siano le fortezze poche e buone, situate alle frontiere …: spostata al suo posto (in Toscana) e rivisto il testo
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(→‎Siano le fortezze poche e buone, situate alle frontiere …: spostata al suo posto (in Toscana) e rivisto il testo)
Le cittadelle si fanno (…) ai luoghi di frontiera per raddoppiare la difesa …
Si edificano nella parte più eminente del luogo e superiore del fiume; o si abbraccia con due baloardi di dentro, e con gli altri di fuori della piazza per comandare in un medesimo tempo al fiume, alla campagna e alla piazza …|[[Raimondo Montecuccoli]], ''Aforismi dell'arte bellica''}}
 
[[File:Lucca Comics Games 2008 - 02.jpg|thumb|Vista da una delle cannoniere delle Mura di Lucca]]
A cavallo fra il Quattrocento ed il Cinquecento le difese del nuovo tipo si diffusero in tutta Italia; ognuna delle numerose entità politiche in cui l'Italia era suddivisa sviluppò un sistema di fortificazione e spesso un proprio nucleo di ingegneri militari con conoscenze condivise in cui le due ''scuole'' delle origini non erano più distinguibili.
 
Un classico ed unico esempio ancora da ammirare nella sua completezza, è quello delle [[Mura di Lucca]], costruite a partire dal Cinquecento, e che attualmente circondano l'intero centro storico.
 
A [[Venezia]], in piena espansione nella terraferma e occupatissima a difendere i propri possessi nel Levante dalla marea turca, le novità furono accolte prestissimo, e città del Veneto come [[Padova]], [[Verona]] e altre minori furono presto dotate di potenti fortificazioni, fino al celebre capolavoro di [[Palmanova]]. Anche i possessi nell'[[Mare Egeo|Egeo]] furono presto fortificati con le nuove tecniche e si rivelarono un ostacolo durissimo alle preponderanti forze ottomane (basterà ricordare i dieci anni di resistenza di [[Candia]]). A [[Ferrara]] alla fine del Quattrocento fu costruita la celebre [[Addizione Erculea]] che includeva nel progetto un'espansione e ammodernamento delle mura cittadine con nuovi baluardi e la costruzione di fossati d'acqua.
 
A partire dal [[1543]], dopo avere riscattato le ultime fortezze ancora in mano all'imperatore, [[Cosimo I]] ormai duca, poi Granduca di Toscana, secondo un disegno sistematico commisurato alle particolari condizioni dello Stato Toscano esposto ai frequenti passaggi di truppe e, minacciato "di dentro" dal banditismo e dai "fuoriusciti" fiorentini, avviò una sorprendente attività edilizio-militare: realizzò nuovi presidi costruendo fortezze a [[Siena]], e a [[Pistoia]], rafforza le difese di origine medioevale o le fortezze sangallesche a Pisa, ad Arezzo, a Sansepolcro a [[Volterra]] e a [[Castrocaro]], erige una nuova cinta muraria a [[Fivizzano]] a sbarramento dei passi appenninici della Cisa e del Cerreto, fortifica il poggio di San Martino sopra [[San Piero a Sieve]], [[Empoli]], [[Cortona]] e [[Montecarlo]], quest'ultimo ai confini della [[Repubblica di Lucca]]; infine, avvalendosi del suo miglior ingegnere, [[Bernardo Buontalenti]] costruì ex novo [[Forte Belvedere]] e le città-fortezze di [[Fosso Reale (Livorno)|Livorno]] e [[Portoferraio]] (Cosmopoli) nell'[[Isola d'Elba]] sul Tirreno. Quest'ultima spicca per grandezza e arditezza di soluzioni, che la resero fortezza temuta e le permisero di resistere a lungo anche in epoca tarda<ref>in particolare l'assedio napoleonico durato dal 3 maggio 1801 al 13 giugno 1802.</ref>. Per difendere i confini meno battuti fonda piazze d'armi quali [[Sasso di Simone]] nel [[Montefeltro]] e [[Terra del Sole]] (Eliopoli) nella [[Romagna Toscana]] ai confini con lo [[Stato della Chiesa]].
 
UnSempre classicoin edToscana, unico esempio ancora da ammirare nella sua completezza intorno ad una vera e propria città, è quello delle [[Mura di Lucca]], costruite a partire dal Cinquecento, e che attualmentetuttora circondano l'intero centro storico, anche se la maggior parte dei bastioni risale al rifacimento settecentesco. [[File:Lucca Comics Games 2008 - 02.jpg|thumb|Vista da una delle cannoniere delle Mura di Lucca]]
 
Le rocche e i castelli costruiti ex novo, restaurati o rinnovati, formarono, nei territori «periferici» della Romagna toscana, una fitta rete di postazioni di avvistamento o di controllo delle strade e dei confini. Dalla rocca di [[Montepoggiolo]] si scopriva “la pianura della Romagna papale da Faenza fino a Ravenna, e l'Adriatico, di modo che non è possibile far passare fra queste mura e la Terra del Sole di giorno alcun corpo considerabile senza esserne avvisati”.
[[File:Acta Eruditorum - V fortificazioni, 1689 – BEIC 13398218.jpg|thumb|left|Tipi di fortificazioni in una tavola de gli [[Acta Eruditorum]] del 1689]]
[[File:Acta Eruditorum - VI fortificazioni, 1689 – BEIC 13398218.jpg|thumb|left|Tipi di fortificazioni in una tavola de gli [[Acta Eruditorum]] del 1689]]
 
== La scuola italiana all'estero ==
Mentre il teatro delle guerre fra i grandi stati nazionali si spostava nelle [[Contea delle Fiandre|Fiandre]] e nell'[[Contea d'Artois|Artois]], che diverrà il ''[[Pré carré]]'' di [[Sébastien le Prestre de Vauban]] e dove si svolgeranno innumerevoli assedi e operazioni di soccorso, la costruzione della cittadella di [[Anversa]] ad opera di [[Francesco Paciotto]] e [[Galeazzo Alghisi]] creò un modello di architettura militare che avrebbe influenzato tutta Europa.
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