Giardini Vaticani: differenze tra le versioni

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Nel 1921 divampò un furioso incendio all'interno del [[sacello]] del [[santuario della Santa Casa]] di [[Loreto]] che incenerì la famosa statua della [[Madonna Nera]]. Venne subito rifatta per volere di [[papa Pio XI]] utilizzando il legno di un cedro del [[Libano]] proveniente dai Giardini Vaticani. La scultura, modellata da Enrico Quattrini ed eseguita e dipinta da Leopoldo Celani, è quella ancor oggi venerata nella basilica di [[Loreto]], nelle [[Marche]].
 
Dalla fine del 2014 è in corso un piano di restauro delle circa 570 opere conservate attualmente all’interno dei giardini: l’intento del progetto non è solo quello di restaurare ma soprattutto, attraverso una metodologia idonea ed innovativa, ‘conservare’ nel tempo queste numerose opere che vivono da secoli in simbiosi con la natura dei giardini.
 
I fattori ambientali come l’esposizione all’inquinamento, agli agenti atmosferici, la presenza di animali ed insetti, sono tutte premesse per un ambiente piuttosto ostile in cui collocare opere d’arte, ed il processo di bio deterioramento è inevitabile.
 
Alcune opere sono collocate spesso in aree di sottobosco, dove la crescita di microrganismi sulla superficie delle opere si manifesta attraverso sia cambiamenti di colore, sia attraverso veri e propri danni strutturali, con la trasformazione del materiale inorganico dai metaboliti di loro produzione. La necessità quindi di intervenire con trattamenti biocidi, capaci di ridurre, eliminare e soprattutto controllare  la formazione di biodeteriogeni risulta dunque lo scopo di questo nuovo restauro, per il quale si è costituito di recente un gruppo di esperti in materia per coadiuvare il lavoro dei restauratori.
 
La ricerca è volta a sostituire i vecchi trattamenti di tipo chimico/meccanico, che presentano normalmente molecole altamente tossiche e molto difficilmente biodegradabili, a favore di nuovi metodi meno invasivi e più compatibili con i materiali costitutivi delle opere, in particolare durante la fase di pulitura, stuccatura e protezione finale.
 
Dopo un attento studio, la scelta è stata direzionata verso l’utilizzo di prodotti a basso impatto ambientale, non tossici ed ecocompatibili non sono con l’ambiente ma anche con la salute degli operatori: i prodotti testati sono dunque prodotti naturali a base di olii essenziali, antibatterici, che presentano inoltre anche  altri vantaggi quali la rapida volatilizzazione e una  residualità piuttosto trascurabile. Gli estratti naturali di piante scelte sono le essenze di origano ([[Origanum vulgare]]), timo ([[Thymus vulgaris]]), insieme ad altri prodotti fitosanitari adoperati singolarmente o in sinergia tra di loro.
 
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