Apri il menu principale
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando l'episodio della Prima guerra mondiale sul Fronte italiano, vedi Battaglia degli Altipiani.
Il bombardamento di Algeri compiuto dalla flotta anglo-olandese nel 1816 a sostegno dell'ultimatum per imporre la liberazione degli schiavi europei.

Una spedizione punitiva è una sortita militare intrapresa per punire uno stato o un gruppo di persone fuori dai confini nazionali dello stato che punisce. Generalmente è motivata da un comportamento che viene percepito come disobbediente o moralmente sbagliato, come vendetta o per esercitare una forte pressione diplomatica senza una formale dichiarazione di guerra. Nel XIX secolo le spedizioni punitive erano usate più spesso come pretesto per avventure coloniali culminanti in annessioni, cambi di regime o cambi di orientamento politico dello stato "punito" in favore di una o più potenze coloniali.

Stowell (1921) propone la seguente definizione:

«Quando il sovrano territoriale è troppo debole o indeciso per imporre il rispetto del diritto internazionale, uno stato che subisce il torto può trovare necessario invadere il territorio e castigare gli individui che violano i suoi diritti e minacciano la sua sicurezza.[1]»

Esempi storiciModifica

  • Nel V secolo a.C. l'impero achemenide lanciò una serie di campagne contro la Grecia per punire certe città-stato greche implicate nella rivolta ionica.
  • Nel I secolo d.C. Germanico Giulio Cesare avviò spedizioni punitive contro le tribù germaniche in conseguenza al massacro delle legioni romane avvenuto nella Battaglia di Teutoburgo.
  • Nel XIII secolo Gengis Khan lanciava spesso spedizioni punitive, sia come pretesto sia per sopprimere ribellioni al suo dominio. Ne sono esempi l'Invasione mongola della Corasmia e le sue varie campagne contro la Dinastia Xia occidentale.
  • Sempre nel XIII secolo Kublai Khan inviò emissari per chiedere tributi al regno singhasari di Giava. Il re singhasari Kertanegara rifiutò e fece tracciare un tatuaggio sul volto di un messaggero cinese, Meng Qi. Kublai Khan mandò una spedizione punitiva che arrivò sulla costa di Giava nel 1293. Jayakatwang, un ribelle di Kediri, per quella data aveva già ucciso Kertanegara. I mongoli si allearono con Raden Wijaya del Majapahit contro Jayakatwang e, una volta distrutto il regno Singhasari, Wijaya si volse contro i mongoli e li costrinse ad una confusa ritirata.
  • Nel 1599 il conquistador spagnolo Juan de Oñate ordinò a suo nipote Vicente de Zaldívar di compiere una spedizione punitiva contro gli indigeni keres di Acoma Pueblo. Quando arrivarono gli spagnoli, combatterono per tre giorni con i keres, uccidendone circa 800, tra cui anche donne e bambini.
  • Nella Prima guerra anglo-powhatan (1610-14), il gentiluomo inglese Thomas West, III barone De La Warr (1577-1618) fu nominato primo governatore reale della Virginia ed ebbe l'ordine di difendere la sua colonia dai powhatan. Lord de la Warr condusse una campagna punitiva per soggiogare i powhatan, che in precedenza avevano ucciso John Ratcliffe, presidente del consiglio coloniale. La sua tattica contro gli "indiani" si dimostrò efficace e comprendeva attacchi ai villaggi, incendi di abitazioni, devastazioni di campi e raccolti, e saccheggio di provviste.
  • Nell'estate del 1614 gli ottomani guidati da Damat Halil Pasha compirono una vittoriosa spedizione punitiva contro Sefer Dā'yl, che aveva suscitato una rivolta a Tripoli.[2]
  • Dal 1838 al 1842 navi della United States Exploring Expedition avviarono tre spedizioni punitive contro isolani del Pacifico.
 
Grecia, 1943. Un membro degli Ellinika Tagmata Asphaleias posa a fianco di un civile impiccato.

NoteModifica

  1. ^ Stowell, op. cit., pp. 41-42.
  2. ^ Stephen C. Spiteri, In Defence of the Coast (I) - The Bastioned Towers, in Arx - International Journal of Military Architecture and Fortification, nº 3, 2013, p. 43. URL consultato il 21 dicembre 2015.
  3. ^ A Victory for the Chinese; Japanese Driven with Heavy Loss from Ping-yang, in The New York Times, 22 agosto 1894, p. 5.
  4. ^ To Punish the Murderers; Great Britain Will Send Another Expedition to Benin City, in The New York Times, 13 gennaio 1897. URL consultato il 24 agosto 2008.
    «The Daily News will to-morrow say that the Government has ordered that an expedition be formed to punish the murderers of the Benin City expedition. The punitive expedition, which will be prepared at Old Calaber, will be made up of men from the forces of the Niger Coast Protectorate and a contingent of sailors from the British West African squadron.».
  5. ^ Frank B. Elser, Assure Pershing of Co-operation; Gen. Herrera and Staff Greet Villa's Pursuers After 100-Mile Ride in Desert, in The New York Times, 14 aprile 1916. URL consultato il 25 agosto 2008.
    «The first Carranza General to exchange formal courtesies with General John J. Pershing, leader of the punitive expedition after Pancho Villa, came riding into camp this afternoon on a pacing gray horse and, seated on an empty hardtack tin, paid his respects, and inquired after the health of the American forces».
  6. ^ Niall Ferguson, Cowboys and Indians, in The New York Times, 24 maggio 2005. URL consultato il 25 agosto 2008.
    «The United States also faces two other problems that the United Kingdom did not 85 years ago. The British were able to be ruthless: they used air raids and punitive expeditions to inflict harsh collective punishments on villages that supported the insurgents».
  7. ^ Bibliografia in punto:
    • Hilary Earl, The Nuremberg SS-Einsatzgruppen Trial, 1945–1958: Atrocity, Law, and History, Cambridge; New York, Cambridge University Press, 2009, ISBN 978-0-521-45608-1.
    • Jürgen Förster, Complicity or Entanglement? The Wehrmacht, the War and the Holocaust, in Michael Berenbaum e Abraham Peck (a cura di), The Holocaust and History: The Known, the Unknown, the Disputed and the Reexamined, Bloomington, Indian University Press, 1998, pp. 266–283, ISBN 978-0-253-33374-2.
    • (DE) Helmut Krausnick e Hans-Heinrich Wilhelm, Die Truppe des Weltanschauungskrieges. Die Einsatzgruppen der Sicherheitspolizei und des SD 1938–1942, Stuttgart, Deutsche Verlags-Anstalt, 1981, ISBN 3-421-01987-8.
    • Timothy Snyder, Bloodlands: Europe Between Hitler and Stalin, New York, Basic Books, 2010, ISBN 978-0-465-00239-9.
    • (DE) Knut Stang, Kollaboration und Massenmord. Die litauische Hilfspolizei, das Rollkommando Hamann und die Ermordung der litauischen Juden, Frankfurt am Main, Peter Lang, 1996, ISBN 3-631-30895-7.
  8. ^ Praveen Swami, China is treading on dangerous ground, in The Daily Telegraph, 24 novembre 2010. URL consultato il 16 dicembre 2010.
    «Children who don't listen have to be spanked.».
  9. ^ Love, Robert William. History of the U.S. Navy. Harrisburg: Stackpole Books, 1992. ISBN 0-8117-1863-8 p. 787
  10. ^ India’s surgical strikes across LoC: Full statement by DGMO Lt Gen Ranbir Singh, in Hindustan Times, 29 settembre 2016. URL consultato il 2 ottobre 2016 (archiviato il 2 ottobre 2016).
  11. ^ Soldiers killed in army base attack in Indian territory of Kashmir, in CNN, 19 settembre 2016. URL consultato il 21 settembre 2016.
    «After a few years of relative calm in Indian-administered Kashmir -- largely considered one of the world's most tumultuous geopolitical flashpoints since the India-Pakistan partition -- the region has been gripped by unrest for more than two months.».
  12. ^ India blames Pakistan militants for Kashmir attack which killed 17, in Yahoo, 19 settembre 2016. URL consultato il 21 settembre 2016 (archiviato dall'url originale il 19 settembre 2016).

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

Controllo di autoritàGND (DE4479205-0