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Staatsoper Unter den Linden
Berlin Opera UdL asv2018-05.jpg
Ubicazione
StatoGermania Germania
LocalitàBerlino
IndirizzoUnter den Linden 7
Realizzazione
ArchitettoGeorg Wenzeslaus von Knobelsdorff
Carl Ferdinand Langhans
Richard Paulick
Sito ufficiale

Coordinate: 52°31′00″N 13°23′42″E / 52.516667°N 13.395°E52.516667; 13.395

La Staatsoper Unter den Linden (in italiano: Opera di Stato "Sotto i tigli") è un teatro di Berlino, sito fra l'Unter den Linden e la Bebelplatz nel quartiere Mitte. L'orchestra del teatro è la Staatskapelle Berlin.

È posta sotto tutela monumentale (Denkmalschutz).[1]

Indice

ArchitetturaModifica

La Staatsoper fu costruita in stile neoclassico tra il 1741 e il 1743 da Georg Wenzeslaus von Knobelsdorff, come primo edificio del Forum Fridericianum. Il 7 dicembre 1742 la Hofoper viene inaugurata con Cesare e Cleopatra di Carl Heinrich Graun. Nel 1843-44 l'edificio venne sottoposto a restauro a seguito di un incendio e i lavori vennero diretti da Carl Ferdinand Langhans, tali lavori modificarono però solo l'interno dell'edificio che diventa Königliches Opernhaus (Opera della Corte Reale).

Nel 1849 avvenne la prima assoluta di Le allegre comari di Windsor.

L'attuale nome le è stato dato nel 1918.

Nel 1925 avviene la prima assoluta di Wozzeck. Nel 1928 dopo una ristrutturazione viene riaperto con Die Zauberflöte con Richard Tauber.

Il teatro fu gravemente danneggiato dai bombardamenti della seconda guerra mondiale e venne quindi ricostruito e riaperto il 7 dicembre 1942, con 1.450 posti, con I maestri cantori di Norimberga diretto da Wilhelm Furtwängler. Tra il 1952 e il 1955 è stato oggetto di una nuova ricostruzione, a cura dell'arch. Richard Paulick, riaprendo il 4 settembre con lo stesso numero di posti e la stessa opera diretta da Franz Konwitschny. Fino al 1990 faceva parte della Repubblica Democratica Tedesca.

Direttori MusicaliModifica

FototecaModifica

NoteModifica

  1. ^ (DE) Deutsche Staatsoper, su stadtentwicklung.berlin.de.

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Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN159484642 · ISNI (EN0000 0001 2195 9024 · LCCN (ENn99003600 · GND (DE5053416-6 · BNF (FRcb135093295 (data) · WorldCat Identities (ENn99-003600