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Stabilimenti Farina

carrozzeria automobilistica italiana
Stabilimenti Farina
Logo
StatoItalia Italia
Forma societariaSocietà anonima
Fondazione1906 a Torino
Fondata daGiovanni Farina
Chiusura1953 (fallimento)
Sede principaleTorino
Persone chiaveBattista Farina
Pietro Frua
SettoreAutomobilistico

Gli Stabilimenti Farina sono stati una carrozzeria automobilistica italiana, fondata da Giovanni Farina nel 1906 e rimasta attiva fino al 1953.

Tra gli Anni Dieci ed i Trenta, è stata una delle imprese che ha dato lustro all'industria automobilistica italiana sviluppando sistemi produttivi e tecnologie all'avanguardia. Nell'azienda fecero le prime esperienze persone, poi diventate grandi nomi del settore, quali Battista Farina, fratello minore del fondatore, Pietro Frua, Mario Revelli di Beaumont, Giovanni Michelotti, Alfredo Vignale e Franco Martinengo.

Indice

StoriaModifica

 
Gli Stabilimenti Farina nel 1916.

Nel 1906 Giovanni Farina fondò la Società Anonima Stabilimenti Industriali Giovanni Farina dove realizzava la carrozzerie per le vetture di altri costruttori. Vennero sviluppati nuovi metodi produttivi, non più puramente artigianali, che Farina imparò negli Stati Uniti. Nel periodo della Prima Guerra Mondiale la fabbrica venne convertita alla produzione di aerei per la azienda tedesca Aviatik. Dopo il conflitto, gli stabilimenti vennero ingranditi e dotati di attrezzature moderne in grado di produrre a livello industriale. Con queste nuove tecnologie venne realizzata l'innovativa carrozzeria per la Temperino 8/10 HP. Nell'officina lavorò anche Battista Farina detto Pinin, fratello più giovane del titolare, particolarmente apprezzato da Giovanni Agnelli, fondatore della FIAT, per cui la Stabilimenti Farina realizzava i prototipi. Quando il fratello minore abbandonò l'azienda per fondare la sua Pininfarina, venne assunto come giovane designer il torinese Pietro Frua. Gli anni successivi furono molto proficui per la Stabilimenti Farina che allargò il suo mercato anche fuori dai confini dell'Italia costruendo carrozzerie anche Mercedes-Benz e Rolls-Royce oltre che per le italiane Isotta-Fraschini, Alfa Romeo e Lancia.[1]

Negli Anni Trenta diedero un grande impulso allo sviluppo dell'azienda il direttore tecnico Pietro Frua, che rimase in azienda fino al 1937 ed ebbe il merito di seguire in modo egregio le pubbliche relazioni, e il progettista Mario Revelli di Beaumont, ex campione di motociclismo. In questo decennio vennero costruiti carrozzerie per aeroplani e automobili, anche in pezzi unici, motori, dispositivi componenti meccanici. Durante la seconda guerra mondiale, gli Stabilimenti Farina furono destinata alla produzione di propulsori per aeroplani. Dopo il conflitto Giovanni Farina abbandonò il comando dell'azienda cedendo l'attività ai figli che, però, non si dimostrarono all'altezza. Il primogenito Nino, nato nell'anno di fondazione della società, era all'apice della sua carriera di pilota automobilistico, che lo vedrà diventare Campione mondiale di Formula 1, e non si dedicò intensamente all'attività paterna; si impegnò maggiormente il figlio minore Attilio, che non volle dare fiducia alle idee innovative di Giovanni Michelotti, sostituto di Pietro Frua, che lasciò l'azienda come fecero anche Alfredo Vignale e successivamente Franco Martinengo. Persi gli ottimi tecnici, la proprietà non risultò capace di adeguare la fabbrica alle nuove richieste del mercato avviandola alla chiusura, avvenuta per fallimento nel 1953.[2]

ModelliModifica

NoteModifica

  1. ^ Articolo su Stabilimenti Farina (prima parte), su vitadistile.com, 23 dicembre 2015. URL consultato il 6 giugno 2017.
  2. ^ Articolo su Stabilimenti Farina (seconda parte), su vitadistile.com, 24 gennaio 2016. URL consultato il 6 giugno 2017.

Voci correlateModifica

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