Stadio Franco Fanuzzi

impianto calcistico di Brindisi
Stadio “Franco Fanuzzi”
Stadio Franco Fanuzzi Brindisi.jpg
Informazioni
StatoItalia Italia
UbicazioneVia Benedetto Brin, 30
72100 Brindisi (BR)
Inizio lavori1929
Inaugurazione1929[1]
CoperturaTribuna Centrale
Pista d’atleticaAssente
Costo143.996,45 ₤
Ristrutturazione1972[1], 2006
Costi di ricostr.400 milioni di Lire
Mat. del terrenoErba
Dim. del terreno105 x 65 m[2]
ProprietarioComune di Brindisi
Progetto 
Intitolato aFranco Fanuzzi
Uso e beneficiari
CalcioBrindisi (1929-)
Virtus Francavilla (2017-2019)
Capienza
Posti a sedere6 200[3]
Mappa di localizzazione

Coordinate: 40°38′56.51″N 17°56′17.27″E / 40.64903°N 17.93813°E40.64903; 17.93813

Lo stadio Franco Fanuzzi è lo stadio comunale di Brindisi.

È intitolato a uno storico presidente del Brindisi, nonché imprenditore edile della stessa città, che presa la squadra in Serie D nel 1966 la portò in Serie B nel 1972 (campionato in cui la squadra ha militato sino al 1976).

Morì l'8 maggio 1974, restando nei cuori dei suoi concittadini tanto da spingere l'amministrazione comunale ad intitolare alla sua memoria l'impianto sportivo.

Dalla stagione 2017-2018, oltre il Brindisi, l'impianto ospita la Virtus Francavilla (militante in Serie C e unica rappresentante del calcio brindisino nei professionisti) che usufruisce del Fanuzzi per l'inagibilità del Giovanni Paolo II di Francavilla Fontana.

StoriaModifica

Il 27 agosto 1928 il Prefetto Perez diramò la seguente circolare a tutti i podestà della provincia: “La Provincia di Brindisi non ha ancora un solo Campo sportivo, il che le crea una condizione di inferiorità rispetto alle altre consorelle d’Italia che deve essere subito eliminata. Io mi lusingo che una nobile gara si stabilirà fra i vari Podestà per la più pronta attuazione del Campo Sportivo, in modo che esso possa essere presto un fatto compiuto a dimostrazione che la nostra provincia è sempre in prima linea nell’obbedire alla volontà lungimirante del Duce”. L'accenno alla volontà in tal senso di Benito Mussolini, essendo risaputo quanto il Duce ritenesse importante l’esercizio fisico per la formazione del giovane italiano, non poteva che far sorgere una immediata gara di solidarietà ed in men che non si dica furono raccolti i fondi necessari per la realizzazione dell’opera[1].

Il Comune di Brindisi, dal canto suo, mise subito a disposizione un terreno acquistato da Pio Guadalupi nella zona del Casale. Il progetto fu predisposto dall’Ufficio Tecnico Comunale nella persona dell’ing. Ugo D’Alonzo ed i lavori, appaltati all’impresa Cosimo Piccinni di Brindisi, iniziati il 26 giugno del 1929 terminarono in appena 4 mesi; il costo dell’opera finita fu di 143.996,45 lire contro le 120.000 preventivate, ma si realizzò anche la recinzione e l’ingresso monumentale (quello retrostante la Curva Sud) sul cui prospetto interno giganteggiava un fascio littorio[1].

L’impianto fu inaugurato il 27 ottobre 1929 alla presenza di tutte le autorità e di migliaia di cittadini: oltre al campo di calcio misurante 100 metri per 50, vi era la pista di atletica della lunghezza regolamentare di 400 metri.

Il campo sportivo era stato realizzato ma le tribune che accoglievano il pubblico erano ancora provvisorie; l’anno successivo il Comune di Brindisi “per dare maggiore efficienza al campo sportivo e per fornire al pubblico, che affluisce con entusiasmo per assistere ad ogni competizione sportiva, quelle indispensabili comodità” decise di realizzare in un’unica struttura in cemento armato di 14 gradoni due gradinate ai lati con la tribuna coperta al centro.

Raccolte rapidamente altre 178.000 lire, furono realizzate, sempre su progetto dell’ing. D’Alonzo ma con lavori appaltati alla impresa Piero Giuliani di Roma, anche tali opere che furono inaugurate il 27 ottobre 1931. I posti disponibili per gli spettatori, dai 1.500 originari, vennero via via ampliati fino a 4.000 quando, nel dopoguerra, il Brindisi fu ripescato in serie B; tali strutture resistettero per circa 40 anni fino a quando il Brindisi riconquistò sul campo la serie B e, nell’estate del 1972, la capienza dell’impianto, salvata la sola struttura in cemento della Tribuna, fu portata a 18.000 posti con una spesa di circa 400 milioni di lire[1].

La ristrutturazione comportò la demolizione settore per settore: il primo ad essere smantellato fu il settore distinti, cioè l’attuale gradinata opposta alla tribuna coperta, che fu ricostruito in calcestruzzo, poi fu demolita la tribuna centrale, che conteneva anche gli spogliatoi da cui si accedeva tramite un sottopasso, e le curve poste in direzione sud, per esser sostituite dall’attuale blocco costituente Tribuna centrale, tribune laterali e Curva Sud. Contemporaneamente a questi lavori gli spogliatoi sono stati edificati in una apposita e separata palazzina posta a nordovest; per ultime sono state demolite le due curve poste a nord ma non furono immediatamente sostituite con l’attuale curva nord anche perché il declino del calcio brindisino degli anni novanta convinse gli amministratori dell’epoca ad utilizzare diversamente i denari raccolti e solamente nel 2002, quando il Brindisi ritornò tra i professionisti, si rimise mano al progetto che prevedeva la costruzione della curva nord che sarebbe dovuta essere anche essa destinata al pubblico brindisino. Questa struttura fu realizzata in poco tempo ed era praticamente già pronta nel 2004 ma fu inaugurata solamente due anni più tardi e, stanti le nuove direttive di pubblica sicurezza che hanno cominciato ad imporre in maniera sempre più stringente la necessità di un settore ospiti completamente separato da quello occupato dal pubblico di casa, è attualmente destinata esclusivamente ad ospitare la tifoseria avversaria.

IntitolazioneModifica

La fretta per la realizzazione della struttura comportò una curiosa dimenticanza, quella di dare un nome all’impianto: dovette essere una nota di biasimo del prefetto Perez a sollecitare l’Amministrazione comunale e spingere il podestà di Brindisi a denominarlo, con delibera del 9 novembre 1929, “Campo Sportivo del Littorio”.

Con la caduta del fascismo, furono rimossi l'intitolazione “Littorio” dall'arco dell’ingresso monumentale e il fascio littorio posto sulla parte interna dello stesso arco, ma da allora lo stadio comunale è rimasto senza nome fino alla fine del '900 tanto che i radiocronisti di tutto il calcio minuto per minuto lo hanno chiamato negli anni settanta “Benedetto Brin”, che era la via su cui insisteva la struttura. Finalmente, il 18 gennaio 2000, il consiglio comunale di Brindisi decideva di intitolare l'impianto sportivo al commendatore Franco Fanuzzi, eletto “benemerito della città”, il presidente prematuramente scomparso l’8 maggio del 1974 a 54 anni di età, quando il suo Brindisi militava in Serie B.

Il 3 gennaio 2003 la curva sud è stata intitolata con una lapide a Michele Stasi, un ultrà brindisino deceduto in seguito ad un incidente sul lavoro il 16 ottobre 2001 a soli 36 anni.

Dati tecniciModifica

Il Fanuzzi è composto da una ampia tribuna centrale coperta con tutti posti a sedere, una gradinata opposta alla tribuna, la curva sud Michele Stasi e la curva nord (settore ospiti). Lo stadio conta 7 622 posti a sedere[2].

 
Planimetria dello stadio
Tribuna Coperta Capienza
Tribuna Autorità 68
Tribuna Vip 102
Tribuna numerata Sud 176
Tribuna numerata Nord 143
Tribuna Laterale 1 511
Tot. 2 000
Altri settori Capienza
Gradinata 1 800
Curva Sud 2 500
Curva Nord Ospiti 1 200
Posti Stampa 62
Postazioni per disabili (più accompagnatori) 15 (+15)
Capienza complessiva 18000
Capienza omologata 7622
  • Sicurezza: numerazione di tutti i posti, individuazione cromatica dei settori lato Tribuna, accessi indipendenti, chiara segnaletica, videosorveglianza.
  • Comfort: installazione di sedili per i posti di Tribuna, servizi igienici.
  • Campo di gioco: 105 m × 65 m.
  • Struttura: in acciaio e cemento

Partite di livello internazionaleModifica

XIII Giochi del MediterraneoModifica

Brindisi
20 giugno 1997
Grecia  3 – 0  FranciaStadio Franco Fanuzzi
Arbitro:   Cesari

Brindisi
17 giugno 1997
Bosnia ed Erzegovina  1 – 0  CroaziaStadio Franco Fanuzzi
Arbitro:   Cesari

NoteModifica

  1. ^ a b c d e Breve storia dello stadio Franco Fanuzzi, su Città di Brindisi. URL consultato il 2019-2-20 (archiviato dall'url originale il 26 giugno 2013).
  2. ^ a b Dati società Brindisi Archiviato il 23 settembre 2015 in Internet Archive., calciatori.com, URL consultato il 20 agosto 2015
  3. ^ Dopo 20 anni tornano i concerti al Fanuzzi, ad agosto il primo cantante straniero, su http://www.brindisioggi.it, 25 gennaio 2020. URL consultato il 30 luglio 2020.

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

  • Sito della società, su cittadibrindisicalcio.it. URL consultato il 12 novembre 2012 (archiviato dall'url originale il 15 novembre 2012).