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Limite delle emissioni per autoveicoli leggeri a benzina.
Limite delle emissioni per autoveicoli leggeri a gasolio.

Gli standard europei sulle emissioni inquinanti sono una serie di limitazioni imposte sulle emissioni dei veicoli venduti degli Stati membri dell'Unione europea.

Indice

DescrizioneModifica

Si tratta di una serie di standard, identificati con la sigla Euro- seguita da un numero, che vengono introdotti progressivamente dall'Unione europea, dalle caratteristiche sempre più restrittive, che riguardano le emissioni dei veicoli, misurate in g/kWh per i veicoli commerciali pesanti e in g/km per gli altri veicoli.

A livello divulgativo (non normativo) a volte è denominato "Euro 0" tutto ciò che è stato anteriormente a Euro 1 (in pratica le auto omologate sino al dicembre 1991)[1] che è il livello di debutto delle norme UE sulle emissioni dei veicoli.

Si indica con numeri arabi (es. Euro 4) gli standard applicabili alle automobili e ai veicoli commerciali leggeri, e con numeri romani (es. Euro IV) gli standard applicabili ai veicoli industriali (autocarri, escavatori, ecc.)

A un certo standard, come Euro 1 o Euro 2, possono corrispondere più codici diversi riportati sulla carta di circolazione. Vedere in proposito la tabella di corrispondenza.

PM e NOx sono stati progressivamente abbattuti dal 1992 con l'introduzione della normativa. Il CO2 non è propriamente tossica ma viene regolamentata in quanto aumenta l'effetto serra. Una piccola parte di essa è di origine vegetale, circa il 7% del gasolio europeo nel 2017 è, infatti, biodiesel.

Nonostante molti mostrino dubbi sull'effettiva emissione di PM durante la rigenerazione del filtro antiparticolato gli studi mostrano che vi è sì un incremento di emissione di particelle, ma anche sommando il periodo di rigenerazione restano ampiamente ridotte rispetto a un veicolo sprovvisto di filtro di oltre il 95%[2]. Gli autori specificano tra l'altro che si tratta di un aumento di particolato di dimensioni nanometriche che si disperde nell'aria essendo molto volatile. Comunque anche questo resta di gran lunga minore rispetto a un veicolo sprovvisto di FAP.

Nell'aprile 2018 Bosch ha annunciato di avere praticamente annullato le emissioni di ossidi di azoto del motore Diesel. Si parla di 13 mg/km di NOx contro i 168 mg/km di limite attuale e 1.000 mg/km o più di un euro 0[3].

Elenco degli standardModifica

Indicazione dell'anno di obbligo di omologazione (non immatricolazione) per ciascun livello Euro.

I modelli omologati prima dell'introduzione degli standard qui sopraindicati (omologazione non oltre il 31/12/1991) sono comunemente classificati come Euro 0.

Tale standard di emissioni esiste anche per i motoveicoli, introdotto con tempistiche e limiti differenti, stesso dicasi per i mezzi pesanti.

Attualmente non sono previste nuove categorie Euro; d'altra parte lo standard in vigore (Euro VI) è suddiviso in classi (identificate da revisioni tipo a, b, ecc.).

Effetti sulla produzione e provvedimentiModifica

 
Esempio di test WLTC nella sua versione completa.

Dal momento dell'entrata in vigore di uno di questi standard, le case automobilistiche devono terminare la vendita di nuovi veicoli con gli standard precedenti. I veicoli che rispettano un certo standard vengono gradualmente introdotti prima dell'entrata in vigore dello stesso.

Alcune città possono impedire la circolazione (sempre, o in determinati periodi dell'anno, o nei giorni di blocco della circolazione anti-inquinamento) ai veicoli al di sotto di un certo standard. Nel caso di blocco della circolazione, almeno in Italia, talvolta il fermo riguarda tutte le autovetture alimentate a gasolio e benzina (indipendentemente dallo standard Euro-), con eccezione solo per i mezzi di servizio e le auto a combustibile alternativo (come metano, GPL e auto elettriche). In altri casi le eccezioni ai blocchi permettono effettivamente la circolazione ai veicoli più recenti (benzina e Diesel Euro 4 o superiore, ma questi ultimi a volte solo a patto che siano dotati anche del filtro attivo antiparticolato).

Corrispondenza tra classificazione Euro e direttive comunitarieModifica

La tabella seguente è relativa agli autoveicoli.

Categoria Euro Direttiva di riferimento (indicata sulla carta di circolazione) Data di entrata in vigore
Euro 1 91/441/CEE - 91/542/CEE punto 6.2.1.A - 93/59/CEE 1.1.1993
Euro 2 91/542/CEE punto 6.2.1.B - 94/12/CE - 96/1/CE - 96/44/CE - 96/69/CE - 98/77/CE 1.1.1997
Euro 3 98/69/CE - 98/77/CE rif 98/69/CE A - 1999/96/CE A - 1999/102/CE rif. 98/69/CE - 2001/1/CE rif 98/69/CE - 2001/27/CE A - 2001/100/CE A - 2002/80/CE A - 2003/76/CE A 1.1.2001
Euro 4 98/69/CE B - 98/77/CE rif. 98/69/CE B - 1999/96/CE B - 1999/102/CE rif. 98/69/CE B - 2001/1/CE rif. 98/69 CE B - 2001/27/CE B - 2001/100/CE B - 2002/80/CE B - 2003/76/CE B -

2005/55/CE B1 - 2006/51/CE rif. 2005/55/CE B1

1.1.2006
Euro 5 2005/55/CE B2 - 2006/51/CE rif. 2005/55/CE B2 - 2006/51/CErif. 2005/55/CE B2 (ecol. migliorato) oppure Riga C -1999/96/CE fase III oppure Riga B2 o C - 2001/27/CE Rif. 1999/96 Riga B2 oppure Riga C - 2005/78/CE Rif 2005/55 CE Riga B2 oppure riga C
  • 2006/81 CE rif. 2005/55 CE riga B2

· 2006/81 CE rif. 2005/55 CE riga C (ecol. migliorato)

  • 715/2007*692/2008 ( Euro 5 A )

· 715/2007*692/2008 ( Euro 5 B )

  • 2008/74/CE rif. 2005/55/CE riga B2

· 2008/74/CE rif. 2005/55/CE riga B2 (ecol. migliorato)

  • 2008/74/CE rif. 2005/55/CE riga B2 (con disp. anti-part)
1.9.2009 per omologazione

1.1.2011 per immatricolazione

Euro 6 715/2007*692/2008 ( Euro 6 A )

715/2007*692/2008 ( Euro 6 B )

Obbligatoria per le immatricolazioni dal 1º settembre 2015

Test di verifica e omologazioneModifica

Per accertare il rispetto delle omologazioni vengono eseguite delle prove, che possono variare a seconda dello standard e di conseguenza dei paesi che attuano i relativi standard, il test usato in origine si chiama NEDC (new european driving cicle), test che venne sostituito il 1º settembre 2017 dal WTLP (Procedura di prova per veicoli leggeri armonizzata a livello mondiale) e affiancato dal test RDE (real driving emissions)[4].

In seguito allo scandalo emissioni del 2015 della Volkswagen, che ha visto l'impiego di sistemi software atti a superare il test e falsare la validità della prova, è stata accelerata l'adozione del nuovo ciclo di omologazione[5].

NoteModifica

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica