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Star Rats

Star Rats
fumetto
StarRats.jpg
La copertina della prima edizione di Star Rats
Lingua orig.italiano
PaeseItalia
AutoreLeo Ortolani
EditorePanini Comics - Cult Comics
Collana 1ª ed.Marvel Mega n. 17
1ª edizioneottobre 1999
Albiunico
Genereparodia, avventura, fantascienza
Preceduto daStar Rats - Episodio III

Star Rats (sottotitolo Un'esile speranza) è una storia a fumetti realizzato da Leo Ortolani. L'opera è una parodia della saga fantascientifica di Star Wars, reinterpretata con riferimento alla serie di storie di Rat-Man, creata dallo stesso Ortolani. Il nome è anche un gioco di parole perché le parole "star" e "rats" sono palindrome.

L'albo fu pubblicato a ottobre 1999 da Panini Comics e ristampato sempre dall'editore modenese in diverse edizioni successive, l'ultima delle quali venne messa in commercio a novembre 2015.

In occasione dell'uscita di Star Rats - Episodio II, Ortolani ha poi dato un titolo più completo a questa storia, ovvero Star Rats - Episodio IV: Un'esile speranza[1].

Indice

TramaModifica

Sul pianeta Desertia vive un giovane di nome Granello, allevato da Aldo Uan Kebaldo in seguito alla scomparsa dei genitori. Il piccolo vorrebbe seguire le orme del tutore e diventare un cavaliere dell'oroscopo, ma il vecchio lo incita a diventare un Rat-Man, consegnandogli la maschera con le orecchie da topo appartenuta alla sua famiglia per generazioni.

Nel frattempo i soldati imperiali rapiscono la principessa Theila, giovane segretamente innamorata di Granello e, per liberarla, Aldo Uan viene ucciso da Lord Walker, il braccio destro dell'imperatore oscuro. Il cavaliere però appare poco dopo in una visione a Granello e gli suggerisce di recarsi sul pianeta Paludia dal saggio Jodel, l'ultimo cavaliere dell'oroscopo. Qui ha inizio il suo allenamento, che però si rivela un fiasco. Intanto Lord Walker sfrutta l'attrazione di Granello per la principessa per tendergli una trappola e condurlo al suo cospetto. I due si scontrano e Lord Walker ha la meglio, ferendo il giovane alla mano. Egli gli rivela quindi di essere il padre, ma Granello si rifiuta di unirsi a lui e si mette in salvo.

Mentre Lord Walker si reca su Oscuria, il pianeta sede dell'impero, Granello torna a Desertia dove ottiene una mano bionica. Parte quindi subito dopo per Oscuria, dove viene risucchiato da Lord Walker che lo tenta per passare al lato oscuro dell'oroscopo. Proprio sul momento di cedere, però, sente la voce ancora pura del padre, che gli rivela di essere un vero Rat-Man e che solo lui può sconfiggere il lato oscuro. Riesce quindi a uscire da Lord Walker e a sconfiggere l'imperatore, poi un Lord Walker redento aiuta Granello e Theila nella fuga, ma resta coinvolto nell'autodistruzione di Oscuria.

Quattro anni dopo la pace è tornata nell'universo. Granello e Theila hanno messo su famiglia, proseguendo la stirpe dei Rat-Men.

Creazione e sviluppoModifica

Genesi dell'operaModifica

 
Copertina di Guerre spannari, primissima parodia giovanile di Star Wars da parte di Ortolani

Quando nel 1977 uscì il primo film di Guerre stellari, Ortolani — pur non andando al cinema a vederlo — rimase molto incuriosito dal lungometraggio e, basandosi su una parodia con Braccobaldo apparsa sul Corriere dei Piccoli, realizzò una versione di Star Wars a fumetti. Successivamente, il secondo capitolo della saga L'Impero colpisce ancora, fu il primo film che vide al cinema e ne rimase affascinato[2].

Alla fine del 1983 erano usciti tutti e tre i film della trilogia originale e Ortolani decise di intraprendere la realizzazione di una parodia di Guerre stellari basata sui suoi compagni di classe di allora. Il fumetto fu intitolato Guerre spannari, per richiamare il termine "spannare" molto usato nella sua classe con il significato di "subire una batosta durante un'interrogazione". Dal successo della prima parodia derivarono due seguiti: L'Impero colpisce ancora nel 1984 e L'Ultimo Jedi nel 1985[2].

L'idea di realizzare la parodia della trilogia originale di Star Wars riprendendo i personaggi del mondo di Rat-Man nacque poi dalla scoperta di avere un palindromo:

«Quella scoperta, quasi casuale, che la parola "star", letta al contrario, dava "rats", ratti, diede l'impulso creativo a tutta la storia. Non poteva essere un palindromo casuale! Era come se una parodia del Rat-Man ambientata nel mondo di Star Wars aspettasse, nel buio della mia mente, dal 1977, anno in cui uscì Star Wars, il primo film. Ventidue anni dopo, nel 1999, solo per avere scoperto quel titolo, mi misi a pensare alla storia che Star Rats avrebbe potuto raccontare[2]

RealizzazioneModifica

«Nell'organizzare il lavoro, mi rendevo conto che stavo maneggiando nitroglicerina, cioè una religione cinematografica, e i suoi adepti avrebbero potuto giudicare la mia parodia un'insopportabile mancanza di fede. Ma io avevo un asso nella manica. Ero anch'io un adepto[2]

La prima idea di Ortolani fu di rendere la trama una favola amorosa. Nella prima stesura la vicenda ruotava attorno ad un Uomo Nero, oscuro scienziato che vaga per le galassie rapendo giovani ragazze per studiare il segreto dell'amore. Accade così che l'Uomo Nero rapisce anche la Principessa Theila e a quel punto Rat-Man si mobilita per salvarla dalle grinfie del sequestratore. Egli si allena per diventare un cavaliere dell'oroscopo e affrontare in duello l'Uomo Nero, ma una volta giunto allo scontro finale, si rivela un incapace e solo l'arrivo di una Donna Nera che fa innamorare lo scienziato permette alla principessa di essere liberata, mentre l'Uomo e la Donna si allontanano nello spazio a formare con le loro astronavi un enorme cuore spaziale[2].

Tuttavia considerò subito la storia come eccessivamente dolce e lavorò per modificarla. Già alla seconda stesura decise di tenersi più fedele alla trama dei film e delineò la storia dei Rat-Men che devono sostituirsi ai cavalieri dell'oroscopo per riportare la pace nella galassia[2].

 
Bozzetti di alcuni personaggi: da sinistra a destra, Granello, Theila e Aldo Uan Kebaldo

Una volta delineata la trama generale, Ortolani scrisse la storia e le battute in poco tempo e in appena dieci giorni realizzò le 48 tavole che compongono l'albo, rendendo Star Rats l'opera più veloce che abbia mai realizzato. Questo ritmo di lavoro fu possibile per il ricorso ad una serie di espedienti tecnici. Quando una scena veniva ripetuta per diverse vignette — ad esempio quando Granello apre e chiude gli occhi di fronte a Aldo Uan che gli mostra la maschera dei Rat-Men o nella scena finale in cui la famiglia di Granello e Theila è riunita a guardare l'orizzonte — Ortolani realizzava una sola vignetta, la fotocopiava e cambiava solo qualche dettaglio nelle copie successive. Questo procedimento gli permetteva inoltre di focalizzare l'attenzione del lettore sull'elemento cambiato, che era spesso il motivo della gag. Un'altra tecnica a cui l'autore fece molto ricorso fu realizzare il bozzetto di una vignetta e poi ricalcarlo in scene successive tenendo l'impostazione generale e modificando solo le parti che lo richiedevano. In questo modo fu in grado di realizzare sequenze di scene simili, ma più movimentate[2].

Adattamento dei personaggiModifica

Nella scelta dei personaggi da far comparire in Star Rats, Ortolani si accorse subito di non poter utilizzare tutti quelli presenti nei film per motivi di spazio. Decise allora di selezionarne pochi per dare più spazio alle vicende e svilupparli in maniera più articolata e sfaccettata[2]. Nell'approfondimento comparso nella seconda edizione dell'albo, in cui vengono raccontati numerosi retroscena sulla creazione della parodia, l'autore rivelò quale personaggio del mondo di Rat-Man corrisponde a chi nella versione cinematografica di Guerre stellari[2]:

Personaggio di Star Rats Personaggio di Rat-Man Personaggio di Star Wars Note
Granello Rat-Man Luke Skywalker
  • Per il personaggio di Granello erano in ballottaggio altri due nomi. Il primo era "Fortunato", con evidente intento ironico; il secondo "Orfano", nome che sarebbe stato usato come gag per sottolineare lo status del protagonista e la "poca fantasia" di Aldo Uan Kebaldo che gliel'aveva dato.
Aldo Uan Kebaldo Arcibaldo Obi-Wan Kenobi
  • La parodia di Obi-Wan Kenobi che alleva il giovane protagonista fu assegnata ad Arcibaldo dopo che era stato preso in considerazione anche il capitano Samuel Krik, che si sarebbe potuto chiamare Obi-Krik. Il primo nome di lavoro per questo personaggio fu Obi-Ciù, poi cambiato in Aldo Uan Kebaldo.
Lord Valker Janus Valker Dart Fener
  • Per il ruolo di cattivo Ortolani si orientò subito sulla "nemesi" di Rat-Man, dal momento che il ratto era il protagonista della parodia. Ortolani dichiarò che «trovare un casco che richiamasse quello di Fener [Vader] e contemporaneamente crearne uno diverso, è stata una delle cose più difficili di tutta la parte grafica!».
Brankio Karnissian Tadeus Brakko Lando Calrissian
  • Ortolani dichiarò che il personaggio di Brankio, nonostante nella parodia faccia coppia con Chewbecca e guidi il Millennium Falcon, non si basa su Ian Solo ma su Lando Calrissian, da cui riprende il nome e condivide il colore della pelle.
Principessa Theila Thea Principessa Leila
  • Per rappresentare Leila Organa venne scelta Thea, "l'eterno amore" di Rat-Man.
Woki Svarzeneggher Chewbecca
  • Per il ruolo di Chewbecca vennero presi in considerazione anche una versione gigante di Cioppy, il cane meteorico che compare nelle storie di Venerdì 12, di cui sono visibili alcuni schizzi preparatori nell'approfondimento curato da Leo Ortolani, e una Cinzia Otherside con la permanente.
Piro Piro R2-D2
  • Inizialmente il suo aspetto era quello di una lavatrice con oblò, ma poi fu modificato diventando un bidone aspiratutto con le rotelle.
Saggio Jodel Yoda
  • Per il ruolo di Yoda Ortolani decise di disegnare un pupazzo animato, proprio come il personaggio della trilogia originale di Star Wars. Nella scena in cui il Saggio Jodel muore si vede che il burattinaio è proprio Jim Henson, che ha manovrato Yoda nei film.
Imperatore Nero Imperatore Galattico
  • L'Imperatore, fisicamente molto simile alla versione originale, è «un vecchietto, incattivito dalla minima e dalle code in Posta».
Jarba Jabba the Hutt
  • Ha l'aspetto di Barbapapà. Anche per questa parte fu preso in considerazione il cane Cioppy.

Un personaggio che doveva essere presente nella parodia, ma che poi non trovò spazio nella versione definitiva è C-3PO, il robot amico di R2-D2. Ortolani aveva pensato di renderlo simile all'Uomo di latta de Il meraviglioso mago di Oz, ma si accorse che con Granello, interpretato dal goffo Rat-Man, aveva già «un caratterista comico da affiancare al piccolo e serio R2-D2»[2].

Si può notare infine un cameo di Jordan, personaggio ricorrente delle storie di Rat-Man, a pagina 17, nelle vesti di un soldato dell'Impero che cerca di usare il distributore di merendine.

Storia editoriale e accoglienzaModifica

 
Copertina della nuova edizione di Star Rats

La prima versione di Star Rats, di 48 pagine, fu pubblicata nell'ottobre del 1999[3], riscuotendo subito un buon successo di pubblico; le copie furono infatti esaurite in appena due anni[4].

L'albo venne ristampato nell'agosto del 2003 (Special Events n. 40) con una copertina differente colorata da Lorenzo Ortolani, il titolo Star Rats Nuova Edizione e una ventina di pagine in più di rubriche, portando il computo totale a 64 pagine[5].

Nel 2007 fu messa in commercio una maglietta a maniche lunghe con stampata sul petto l'immagine di copertina della ristampa[6], seguita nell'aprile 2009 da un poster con l'illustrazione di copertina della nuova edizione[7].

Nell'ottobre del 2011 uscì Star Rats Terza Edizione (Panini Comics Presenta n. 21), un'ulteriore ristampa con la copertina uguale alla seconda edizione ma con il logo stampato in argento a caldo[8], che risultò essere il secondo albo più venduto della Panini Comics di quel mese, dopo un numero di Rat-Man Color Special[9].

Nel settembre 2014 è uscita un'ulteriore ristampa dell'albo, sulle pagine della collana Masters of Comics n. 6 della Panini Comics[10].

Nel novembre 2015, in occasione del Lucca Comics, è uscita un'ulteriore ristampa in formato deluxe (cartonata, 18x26 cm, con copertina con effetti in rilievo argentati) con le pagine colorate da Francesca Piscitelli[11].

L'albo è stato stampato anche all'estero dalle sezioni internazionali della Panini Comics, prima a ottobre 2015 in Germania con copertina cartonata (Star Rats 01: Eine neue Hoffnung, ISBN 978-3833231742) e poi a novembre 2015 in Spagna con copertina brossurata (Star Rats. Episodio IV, ISBN 9788490944554).

Secondo BadComics.it l'albo è "privo di quel guizzo che contraddistingue molte parodie dell'autore", ma ciononostante la giudica divertente e in grado di "stuzzicare il lettore affidando le parti principali ai personaggi della serie di Rat-Man".[12]

Citazioni e riferimentiModifica

  • Nella scena in cui Granello entra nella locanda di Jarba, sono visibili alcuni alieni basati su famosi film e serie televisive di fantascienza: i "grigi" di Roswell, un alieno di Metaluna, tratto dal film Cittadino dello spazio e un andoriano di Star Trek con le tipiche antenne[2]. Nella stessa scena Ortolani ha inserito un'apparizione di Pier Giuseppe Fenzi, autore di un saggio sulla saga di Guerre stellari[2].
  • Le truppe imperiali di Star Rats sono basate sui robot della storia Topolino e le meraviglie del domani, disegnata da Floyd Gottfredson alla fine degli anni quaranta[2].
  • Nella storia Sette giorni! (Rat-Man Collection n. 39), nella vignetta 9 della pagina 9 si nota il titolo Star Rats su una videocassetta della videoteca.

SeguitiModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Star Rats - Episodio I, Star Rats - Episodio II e Star Rats - Episodio III.

In occasione della pubblicazione di Star Rats, Ortolani realizzò anche una storia breve di otto pagine a colori dal titolo Il prescelto apparsa sul numero speciale Impact 2000[13]. Essa era basata su Dark Mouse, versione rat-maniana dell personaggio di Darth Maul, Sith apparso in Star Wars: Episodio I - La minaccia fantasma, primo film della nuova trilogia realizzata da George Lucas.

Inizialmente la storia era pensata come albo unico, senza altri capitoli;[14] tuttavia l'uscita della trilogia prequel di Star Wars spinse Ortolani in un'altra direzione:

«Non so bene cosa mi abbia spinto, in seguito, a voler realizzare anche le parodie dei nuovi film. Forse è stata quella cosa strana che ho dentro, che mi scatta quando vedo una storia con buone potenzialità, buttata via a causa di una messa in scena terrificante.[14]»

Il progetto era quindi quello di realizzare una nuova parodia basata su ognuno dei film di Star Wars in uscita, ma considerando la mole di lavoro a cui era sottoposto e vista la prematura scomparsa del suo personaggio, che nel lungometraggio muore, Ortolani cambiò idea e pensò allora di realizzare una serie di storie brevi incentrate sui cattivi di Guerre stellari, che avrebbe sostituito Venerdì 12 sulle pagine di Rat-Man Collection[2].

Anche il progetto delle mini-parodie non andò però a buon fine, e solo nel 2005 con l'uscita di Star Rats - Episodio I, l'autore tornò all'idea originale di realizzare una storia per ogni film della nuova trilogia di Star Wars. Il capitolo successivo — Star Rats - Episodio II — è stato provvisoriamente sottotitolato La guerra dei quoti[15], salvo poi cambiare titolo in La rottura dei cloni per la sua pubblicazione il 6 novembre 2014[16]. Infine, nel dicembre 2015 è uscito l'ultimo capitolo della trilogia prequel, Star Rats - Episodio III, sottotitolato La vendetta colpisce ancora[17].

NoteModifica

  1. ^ Leo Ortolani, Star Rats - L'episodio fantasma, in Rat-Man Collection n. 104, Panini Comics, settembre 2014, pp. 55-57
  2. ^ a b c d e f g h i j k l m n Leo Ortolani, Il lato oscuro della parodia, in Star Rats, Panini Comics, ottobre 1999, pp. 1-12.
  3. ^ Star Rats è in edicola, su Rat-man.org, 10 ottobre 1999. URL consultato il 18 gennaio 2013.
  4. ^ Andrea Plazzi, Star Rats - L'introduzione alla nuova edizione..., su Rat-man.com. URL consultato il 18 gennaio 2013.
  5. ^ Tornano le Star Rats, su Rat-man.org, 9 luglio 2003. URL consultato il 18 gennaio 2013.
  6. ^ Panini Gadget sul sito ufficiale di Rat-Man
  7. ^ Poster Pandistribuzione sul sito ufficiale di Rat-Man
  8. ^ È uscito Star Rats Terza Edizione, su Rat-man.org, 7 ottobre 2011. URL consultato il 9 ottobre 2011.
  9. ^ Top 10 ottobre 2011!, Panini Comics, 28 marzo 2012. URL consultato il 16 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
  10. ^ Star Ras Nuova Edizione, Panini Comics. URL consultato il 1º ottobre 2014 (archiviato dall'url originale il 6 ottobre 2014).
  11. ^ Star Rats a colori deluxe, Panini Comics. URL consultato il 14 novembre 2015 (archiviato dall'url originale il 17 novembre 2015).
  12. ^ Carlo A. Montori, Comics Reloaded: Star Rats, BadComics.it', 30 settembre 2014
  13. ^ Ed. Panini Comics, ottobre 1999; ristampata in bianco e nero su Rat-Man Collection n. 47, ed. Panini Comics, marzo 2005
  14. ^ a b Leo Ortolani, Chi vive sperando, da Star Rats - Episodio III, ed. Panini Comics, dicembre 2015, pp. 53-54
  15. ^ Marco Cecini, Intervista a Leo Ortolani, su Paninicomics.it, 13 febbraio 2010. URL consultato il 28 febbraio 2011.
  16. ^ Star Rats - Episodio II La rottura dei cloni, Panini Comics. URL consultato il 19 ottobre 2014 (archiviato dall'url originale il 24 settembre 2015).
  17. ^ Star Rats - Episodio III La vendetta colpisce ancora, Panini Comics. URL consultato il 24 dicembre 2015 (archiviato dall'url originale il 24 dicembre 2015).

BibliografiaModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica