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Star Wars: The Clone Wars (serie animata)

Star Wars: The Clone Wars
serie TV d'animazione
Star Wars The Clone Wars.png
Logo originale della serie (st. 1-6)
Lingua orig.inglese
PaeseStati Uniti
AutoreGeorge Lucas
RegiaDave Filoni (supervisore dell'animazione)
ProduttoreGeorge Lucas, Catherine Winder, Cary Silver
SoggettoGeorge Lucas (storia e personaggi)
SceneggiaturaDave Filoni, Steven Melching, Katie Lucas, Christian Taylor, Drew Z. Greenberg, Henry Gilroy, Cameron Litvack, Matt Michnovetz, Paul Dini
Char. designKilian Plunkett
MusicheKevin Kiner, John Williams (tema musicale)
StudioLucasfilm Animation, Lucasfilm Animation Singapore (divisione di Lucasfilm Animation), Lucasfilm, CGCG Inc.
ReteCartoon Network (st. 1-5), Netflix (st. 6), Disney+ (st. 7)
1ª TV3 ottobre 2008 – 8 marzo 2014
Episodi121 (completa) in 6 stagioni
Rapporto16:9
Durata ep.22 min
Rete it.Cartoon Network (st. 1-5)
1ª TV it.13 febbraio 2009 – 21 novembre 2015
1º streaming it.TIMvision (st. 6)
Episodi it.121 (completa) (in 6 stagioni)
Durata ep. it.22 min
Dialoghi it.Giorgio Tausani
Studio dopp. it.Studio Emme
Dir. dopp. it.Fabrizio Temperini
Genereazione, fantascienza, fantastico, avventura
Preceduto daStar Wars: Clone Wars
Seguito daStar Wars Rebels

Star Wars: The Clone Wars è una serie animata statunitense realizzata in grafica computerizzata, creata da George Lucas e prodotta dalla Lucasfilm Animation con la sua divisione Lucasfilm Animation Singapore e da Lucasfilm Ltd., in collaborazione con la casa di produzione CGCG Inc. La serie è stata trasmessa per la prima volta il 3 ottobre 2008 su Cartoon Network e su Turner Network Television.[1] In Italia è andata in onda sul canale a pagamento Cartoon Network a partire dal 13 febbraio 2009.[2] Ambientata nell'universo fantascientifico di Guerre stellari durante le guerre dei cloni, la serie si colloca cronologicamente tra i film prequel L'attacco dei cloni e La vendetta dei Sith, ricoprendo un periodo di tre anni, ed è stata preceduta da un film omonimo (che costituisce di fatto l'episodio pilota della serie), uscito nei cinema americani il 15 agosto 2008,[1] e in Italia il 19 settembre dello stesso anno.[3]

La serie ha a che fare con i vari conflitti intercorsi tra la Repubblica Galattica e i Separatisti nel bel mezzo delle guerre dei cloni. I protagonisti sono i Jedi della Repubblica, in particolare Anakin Skywalker, Obi-Wan Kenobi, la giovane Padawan di Anakin Ahsoka Tano (già comparsa nel film The Clone Wars), Yoda, Mace Windu e i numerosi cloni a servizio dei Jedi, tra cui il Capitano Rex, impegnati ad affrontare la minaccia dei Separatisti per difendere la galassia. Gli antagonisti principali sono Darth Sidious, il Conte Dooku, la sua sicaria Asajj Ventress, il Generale Grievous e il redivivo Darth Maul accompagnato dal fratello Savage Opress.

George Lucas annunciò la realizzazione della serie nell'aprile del 2005 durante i festeggiamenti per la Star Wars Celebration III. Il direttore-supervisore del progetto è Dave Filoni,[4] mentre i produttori sono il creatore della serie George Lucas, Catherine Winder e Cary Silver. Alla colonna sonora è stato confermato Kevin Kiner, il quale aveva lavorato al film prequel. Genndy Tartakovsky, co-creatore e direttore artistico della serie del 2003 Clone Wars, non è stato coinvolto nella realizzazione dello show,[5] anche se il character designer Kilian Plunkett ha preso lo stile di Tartakovsky come punto di riferimento per i modelli dei personaggi in 3D.[6]

Dopo aver trasmesso cinque stagioni, la serie è stata interrotta dalla Disney l'11 marzo 2013,[7] Nonostante ciò, Super RTL, una rete televisiva tedesca, ha iniziato la messa in onda della sesta stagione il 15 febbraio 2014,[8] seguita il 7 marzo 2014 da Netflix.[9] Anche negli Stati Uniti la sesta stagione è stata trasmessa dalla piattaforma on-demand.[10] Nel 2015 alla Star Wars Celebration, sono state rilasciate alcune puntate inedite denominate The Clone Wars Legacy e che raggruppano gli archi incompiuti per la sesta stagione.[11] La serie ritornerà per una stagione conclusiva di 12 episodi, che uscirà nel febbraio 2020 sul servizio Disney+.[12]

The Clone Wars è diventata la serie più seguita di sempre su Cartoon Network, ed è stata generalmente ben accolta dalla critica.[13] Il successo riscontrato dalla serie ha portato alla creazione di numerosi fumetti, romanzi e videogiochi ad essa dedicati, quasi tutti inclusi nell'Universo espanso: gli unici prodotti inseriti nel nuovo canone sono il fumetto Darth Maul - Figlio di Dathomir e il romanzo L'apprendista del Lato Oscuro. La serie ha avuto un grande impatto nell'universo di Guerre stellari, tanto che diversi personaggi sono comparsi in altri media canonici. Ha vinto numerosi premi e nomination, tra cui diversi Annie Awards e Daytime Emmy Awards.[14]

TramaModifica

Prima stagioneModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Episodi di Star Wars: The Clone Wars (prima stagione).

La prima stagione è ambientata subito dopo il film omonimo, e vede Obi-Wan Kenobi, Anakin Skywalker e la sua giovane Padawan Ahsoka Tano impegnati nella battaglia contro i Separatisti, guidati dal Conte Dooku e dal malvagio Generale Grievous. Vengono riproposti personaggi che sono presenti nel film, come la sicaria Asajj Ventress e Ziro the Hutt ma ne vengono introdotti anche di nuovi come il pirata Hondo Ohnaka, e i cacciatori di taglie Cad Bane e Aurra Sing. I Separatisti, in questa stagione, tentano di ampliare i loro domini invadendo diversi pianeti come Naboo, Rugosa, Maridun e Ryloth. Inoltre sperimentano nuove armi micidiali come un cannone ionico (usato per rendere inermi le navi, prima di distruggerle, senza lasciare quindi nessun sopravvissuto) e il virus Blue Shadow, che può contaminare l'intera Galassia. Nelle prime puntate, la Repubblica Galattica ottiene un'importante vittoria con la distruzione della nave di Grievous, la Malevolence, fatta schiantare su una luna grazie al contributo di Anakin Skywalker e Obi-Wan Kenobi. Nell'ultima puntata, lo spietato cacciatore di taglie Cad Bane riesce a liberare Ziro the Hutt dopo aver tenuto in ostaggio diversi senatori a nel palazzo della Repubblica a Coruscant.

Seconda stagioneModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Episodi di Star Wars: The Clone Wars (seconda stagione).

La seconda stagione vede le guerre dei cloni proseguire senza sosta, con le battaglie che si spostano su nuovi pianeti come Geonosis, Mustafar e Mandalore. Vengono introdotti altri personaggi secondari come l'amica di Ahsoka Barriss Offee, apprendista di Luminara Unduli, il vecchio amico della senatrice Padmé Amidala Rush Clovis, la duchessa Satine di Mandalore e nelle ultime puntate Boba Fett, figlio del cacciatore di taglie Jango Fett. Nelle prime tre puntate Anakin, Obi-Wan e Ahsoka, devono recuperare un holocron che è stato rubato da Cad Bane per conto di Darth Sidious. Bane ruberà in seguito il cristallo Kyber, contenente la lista di tutti i bambini sensibili alla Forza, ma sarà fermato sul pianeta vulcanico di Mustafar. Su Geonosis il leader separatista Poggle il Minore al sicuro dietro gli scudi deflettori crea nelle sue fonderie migliaia di nuovi micidiali droidi che escono dalle linee di assemblaggio pronti per muovere contro l'esercito dei cloni. I Jedi, decisi a riportare ordine nella Repubblica, organizzano una massiccia invasione per riprendere Geonosis e distruggere le fabbriche una volta per tutte. Nella puntata Il piano Mandalore, Obi-Wan ritrova la sua vecchia fiamma, la duchessa Satine di Mandalore, minacciata da un'organizzazione terroristica nota come la Ronda della Morte, guidata da Pre Vizsla. Nelle ultime puntate, il giovane Boba Fett, infiltrato tra i cloni, si allea con un gruppo di cacciatori di taglie per avere vendetta contro il Maestro Jedi Mace Windu che ha ucciso suo padre, Jango, nel film L'attacco dei cloni.

Terza stagioneModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Episodi di Star Wars: The Clone Wars (terza stagione).

Nella terza stagione, verranno rivelati dei segreti riguardanti la Forza e la profezia del prescelto. In questa terza stagione vengono introdotte le Sorelle della Notte di Dathomir, con a capo Madre Talzin, cui si unisce Asajj Ventress. Quest'ultima era stata lasciata dal suo padrone, il Conte Dooku, costretto da Darth Sidious che temeva la crescente abilità di Ventress. Tornata su Dathomir, l'ex sicaria sceglie come nuovo allievo Savage Opress, un guerriero della razza di Darth Maul. Ventress sceglie come allievo Savage Opress ma questi, coinvolto in un letale gioco di vendette tra Asajj e Dooku, fugge via per andare alla ricerca di suo fratello Maul. Nell'arco narrativo di Mortis, Obi-Wan, Anakin e Ahsoka vengono attirati con la loro astronave su un pianeta che rappresenta la forza, Mortis. Il pianeta è abitato dal padre, che vuole assicurarsi che Anakin sia veramente il prescelto, secondo la profezia, destinato a riportare equilibrio nella forza. Skywalker deve affrontare le tentazioni del figlio (che rappresenta il Lato Oscuro), che gli farà vedere il suo futuro e ciò che diventerà per far sì che il Jedi si unisca a lui, fino a quando il padre non fa dimenticare tutto ad Anakin sacrificandosi per fermare i piani del figlio. Nell'episodio La Cittadella, Obi Wan, Anakin e Ahsoka si recano in missione sull'Orlo Esterno dove liberano dalla Cittadella, una prigione separatista, il Maestro Jedi Even Piell e il capitano Wilhuff Tarkin (in seguito divenuto Gran Moff Tarkin). Nell'ultima puntata della stagione, fa la sua prima e unica comparsa nella serie lo Wookiee Chewbecca.

Quarta stagioneModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Episodi di Star Wars: The Clone Wars (quarta stagione).

Nella quarta stagione, la Repubblica è impegnata nel risolvere numerose questioni come la guerra nel mondo oceanico tra i Mon Calamari e i Quarren, la liberazione di popoli oppressi dalla schiavitù, e l'attentato che i Separatisti tentano di compiere ai danni del cancelliere Palpatine. Ventress, dopo il tradimento di Savage Opress, torna su Dathomir da Madre Talzin dove si unisce alle Sorelle della Notte per compiere finalmente il suo destino. Dooku, desideroso di vendetta contro la sua ex allieva Ventress, invia Grievious su Dathomir per eliminare le streghe ma sia Talzin che Ventress riescono a sopravvivere. Dopo la distruzione delle Sorelle della Notte, Ventress si unisce ai cacciatori di taglie sotto le direttive di Boba Fett, prendendo in breve tempo il suo posto. Nella penultima puntata della quarta stagione, fa la sua prima apparizione lo spietato Darth Maul (dopo l'apparente morte nel film La minaccia fantasma) che viene trovato da suo fratello Savage su Lotho Minor. Questi, rimasto senza gambe, è impazzito ed è ossessionato dalla vendetta nei confronti di Obi-Wan Kenobi che lo ha ridotto in questo stato. Grazie all'aiuto di Madre Talzin, Maul recupera i ricordi e gli vengono ricostruite le gambe. Il rinato Darth Maul, insieme a Savage, affronta così Obi-Wan che viene imprigionato e torturato. Infine però il Maestro Jedi viene incredibilmente tratto in salvo da Ventress e i due riescono a fuggire.

Quinta stagioneModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Episodi di Star Wars: The Clone Wars (quinta stagione).

La quinta stagione è incentrata principalmente su Ahsoka, intenta nelle prime quattro puntate ad addestrare un piccolo gruppo di ribelli, guidati da Steela Gerrera e da suo fratello Saw, che vogliono riportare il loro pianeta Onderon, sotto la guida della Repubblica. I ribelli, grazie all'aiuto di Ahsoka, riusciranno a liberare il loro vecchio re Dendup (salvandolo dalla condanna a morte) ed in seguito il pianeta occupato da Grievous. A partire dalla puntata La Messe, e per le tre successive, Ahsoka farà da maestro a dei giovani apprendisti promettenti. Con l'aiuto di Yoda, li condurrà sul pianeta Ilum per sottoporli alla ricerca dei cristalli Kabur, i cuori delle spade laser. Questa stagione vede Maul, insieme al suo apprendista Savage, in breve tempo costruirsi un esercito e conquistare Mandalore con l'aiuto di Pre Vizsla, leader della Ronda della Morte. Vizsla riuscirà quindi a spodestare la duchessa Satine, ma verrà ucciso da Maul che riuscirà a prendere il controllo del pianeta. La duchessa verrà uccisa dal Sith davanti ad Obi-Wan, riuscendo ad avere finalmente la sua vendetta. Attirato dal comportamento dei due Sith, Sidious sbarca su Mandalore dove ucciderà Savage ma risparmierà Darth Maul. Le ultime quattro puntate, vedono Ahsoka ricercata per aver commissionato un attentato al tempio dei Jedi. In fuga dalla Repubblica, la Padawan verrà in seguito scagionata da Skywalker che trova la vera responsabile in Barriss. Dopo essersi scusati con Ahsoka, il consiglio Jedi le propone di riprendere il suo posto nell'ordine, ma la Padawan rifiuta e decide di andarsene.

Sesta stagioneModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Episodi di Star Wars: The Clone Wars (sesta stagione).

La sesta stagione vede le guerre dei cloni giungere ormai a conclusione, mentre cominciano a nascere i sospetti di molti complotti all'interno del Senato. Nella prima puntata, il clone Tup è affetto da una misteriosa malattia mentale, provocando la morte scioccante di un Maestro Jedi. Verrà mandato su Kamino per fare ulteriori analisi, ma in seguito morirà dopo aver estratto dal suo cervello una specie di tumore. Il clone Fives scopre l'esistenza di una costruzione organica per scopi sconosciuti nascosta nel cervello di tutti i cloni, ma verrà ucciso senza riuscire a rivelare la sua scoperta. Gli episodi centrali vedono il ritorno di Rush Clovis, il quale collaborerà con la sua ex fiamma Padmé Amidala per scoprire la corruzione all'interno del Clan Bancario. Nelle ultime puntate il saggio maestro Yoda, guidato dalla voce di Qui-Gon Jinn, cerca di comprendere come mantenere il proprio spirito dopo la morte attraverso numerose prove che metteranno alla prova il Maestro Jedi.

EpisodiModifica

Stagione Episodi Prima TV USA Prima TV Italia
Prima stagione 22 2008-2009 2009
Seconda stagione 22 2009-2010 2010
Terza stagione 22 2010-2011 2011-2012
Quarta stagione 22 2011-2012 2012
Quinta stagione 20 2012-2013 2013
Sesta stagione 13 2014 2015

LegacyModifica

Stagione Episodi Prima TV USA Prima TV Italia
Legacy 8 2014-2015 inedita

Ordine cronologicoModifica

L'ordine che segue è quello ufficiale e proveniente dal sito StarWars.com.[15][16] Gli episodi sono numerati per stagione ed episodio.

2x16 - 1x16 - The Clone Wars - 3x01 - 3x03 - 1x01 - 1x02 - 1x03 - 1x04 - 1x05 - 1x06 - 1x07 - 1x08 - 1x09 - 1x10 - 1x11 - 1x12 - 1x13 - 1x14 - 1x15 - 1x17 - 1x18 - 1x19 - 1x20 - 1x21 - 2x01 - 2x02 - 2x03 - 2x17 - 2x18 - 2x19 - 2x04 - 2x05 - 2x06 - 2x07 - 2x08 - 2x09 - 2x10 - 2x11 - 2x12 - 2x13 - 2x14 - 2x20 - 2x21 - 2x22 - 3x05 - 3x06 - 3x07 - 3x02 - 3x04 - 3x08 - 1x22 - 3x09 - 3x10 - 3x11 - 2x15 - 3x12 - 3x13 - 3x14 - 3x15 - 3x16 - 3x17 - 3x18 - 3x19 - 3x20 - 3x21 - 3x22 - 4x01 - 4x02 - 4x03 - 4x04 - 4x05 - 4x06 - 4x07 - 4x08 - 4x09 - 4x10 - 4x11 - 4x12 - 4x13 - 4x14 - 4x15 - 4x16 - 4x17 - 4x18 - 4x19 - 4x20 - 4x21 - 4x22 - 5x01 - 5x02 - 5x03 - 5x04 - 5x05 - 5x06 - 5x07 - 5x08 - 5x09 - 5x10 - 5x11 - 5x12 - 5x13 - 5x14 - 5x15 - 5x16 - 5x17 - 5x18 - 5x19 - 5x20 - 6x01 - 6x02 - 6x03 - 6x04 - 6x05 - 6x06 - 6x07 - 6x08 - 6x09 - 6x10 - 6x11 - 6x12 - 6x13 - Crisi su Utapau (episodi 1, 2, 3, 4) - Bad Batch (episodi 1, 2, 3, 4) - L'apprendista del Lato Oscuro (capitoli 1, 2, 3, 4) - Figlio di Dathomir (capitoli 1, 2, 3, 4) - L'apprendista del Lato Oscuro (capitoli 5, 6, 7, 8).

Personaggi e doppiatoriModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Personaggi di Star Wars: The Clone Wars.

ProduzioneModifica

ConcezioneModifica

(EN)

«This is Star Wars, and I don't make a distinction between the series and the films.»

(IT)

«Questo è Star Wars, e non c'è distinzione tra la serie e i film.»

(George Lucas in un'intervista sulla terza stagione[22])
 
George Lucas, creatore della serie, produttore esecutivo e co-sceneggiatore di alcuni episodi.

George Lucas, da sempre amante delle produzioni televisive,[23] ebbe l'idea di realizzare una serie animata dedicata alle guerre dei cloni nel 2002, che avrebbe avuto luogo tra Episodio II e Episodio III dei suoi prequel, per rimpolpare le avventure dei Cavaliere Jedi Obi-Wan Kenobi e Anakin Skywalker, ed esplorare eroi, cattivi e pianeti che sono stati poco utilizzati nei film della trilogia prequel.[24] Nel 2005 iniziò a pensare ad una nuova serie come ideale sequel al precedente show, che aveva riscosso pareri positivi da parte di critica e pubblico.[24][25] Lucas aveva già tentato diversi esperimenti televisivi, come Droids Adventures e Ewoks, ma erano entrambi falliti.[26] L'autore assunse come supervisore dell'animazione Dave Filoni (ex regista della serie di Nickelodeon Avatar - La leggenda di Aang), con cui collaborò a stretto contatto, per poter migliorare graficamente l'aspetto di The Clone Wars e sviluppare script, spesso utilizzando le idee non utilizzate da Lucas per il primo film Guerre stellari.[24]

L'idea iniziale di Filoni per la serie, ruotava attorno a un gruppo di personaggi che viaggiavano a bordo di una nave spaziale simile al Millennium Falcon.[27] L'equipaggio della nave avrebbe incluso un contrabbandiere, la sua ragazza, una Gungan di nome Lunker, una Padawan Jedi di nome Ashla e il suo Maestro.[27] Questa idea originale di The Clone Wars è stato pensata per non interferire con il canone ufficiale, e come tale avrebbe incluso solo occasionali apparizioni di personaggi del cinema come Obi-Wan Kenobi e Anakin Skywalker.[27] Tuttavia, Lucas decise che la serie si sarebbe dovuta concentrare sui personaggi del film, ma alcune idee di Filoni sono state incluse come Ashla, il cui nome è stato in seguito cambiato in Ahsoka.[27] Anche se i progetti di Filoni per The Clone Wars vennero scartati, le sue idee originali sono servite come fonte d'ispirazione per Star Wars Rebels, altra serie canonica creata da Filoni.[28]

La serie entrò in pre-produzione nel luglio del 2005,[29] come annunciato, ai festeggiamenti per la Star Wars Celebration III al Comic-Con 2005, da Steve Sansweet, che ha presentato la serie come "la prossima generazione della saga di Star Wars, una serie pionieristica animata di 30 minuti in 3D realizzata al computer, e basata sulle guerre dei cloni che si svolgono tra Episodio II e Episodio III."[30] Inoltre descrisse il look dello show come "Un amalgama tra anime e animazione 3D" che si ispira alla serie tv Thunderbirds."[30] Lo stesso Lucas alla Celebration disse che: "Stiamo lavorando su una continuazione in 3D della serie pilota che era su Cartoon Network, e probabilmente non inizieremo il progetto per un altro anno".[25] Genndy Tartakovsky (regista dell'originale Clone Wars) e la Nelvana (studio di produzione delle serie d'animazione Droids Adventures e Ewoks, nonché del segmento presente in The Star Wars Holiday Special) non vennero coinvolti nella produzione.[5]

Contemporaneamente, Lucas fondò appositamente gli studi Lucasfilm Animation a Singapore, stimolato anche dai progressi tecnici compiuti dall'animazione digitale.[31] Alla realizzazione della serie, collaborò anche la casa di produzione CGCG Inc.[32][33]The Clone Wars ha la particolarità di essere stata prodotta in formato 2.35:1 (CinemaScope) che non viene normalmente utilizzato per il cinema e non per le produzioni televisive, ma per la trasmissione è stato portato a 16:9 (1,77:1).[34] Al progetto presero parte circa 300 artisti, che impiegarono i software Autodesk e Maya.[35]

SviluppoModifica

 
Lo Skywalker Ranch, luogo in cui avviene il montaggio finale degli episodi.

Il 15 febbraio 2006 la Lucas Animation iniziò i test d'animazione.[36][37] In termini di tecniche di realizzazione, la serie, il cui budget per episodio varia tra i 750.000 e il milione e mezzo di dollari,[38] è progettata secondo i canoni dei film tradizionali, con una particolare cura per la fotografia e le inquadrature.[37] Invece di utilizzare gli storyboard convenzionali in 2D, Filoni e il suo team utilizzano un computer per l'anteprima, inizialmente lanciato da George Lucas durante la produzione della trilogia originale, una tecnica che permette ai registi di visionare le scene prima che diventino scene animate tridimensionali.[39] Alla convention Imagina 2007, in un'intervista, Rob Coleman rivelò rivela che quindici episodi erano in produzione e uno era già terminato.[40] Sceneggiature, design dei personaggi e art direction vengono create alla sede della Industrial Light & Magic, mentre l'animazione e il processo di rendering sono fatte a Singapore.[40] La Industrial Light & Magic, in ogni caso, ha provveduto a supportare l'animazione con l'uso della motion capture, effettuata negli studi americani.[40] L'assemblaggio finale di ogni episodio viene fatto allo Skywalker Ranch.[40]

Lucas, direttamente coinvolto in ogni aspetto della produzione, ha insistito nello riscrivere molti dei copioni, per focalizzarsi maggiormente sui personaggi e sulle storie, in modo da ambientarle in più pianeti diversi, per renderle più coinvolgenti ed interessanti.[41] Il 3 marzo 2007, al Paley Center, George Lucas rivela che la serie è episodica, e come tale non sarà concentrata esclusivamente sulla storia di Anakin Skywalker, ma anche con puntate dedicate ai clone trooper.[42] Inoltre Lucas ha affermato di voler produrre almeno cento episodi, per un totale di cinque stagioni, a prescindere dal gradimento del pubblico, con una possibile apparizione del cacciatore di taglie Boba Fett.[43][44] La serie utilizza idea scartate dallo stesso Lucas da precedenti progetti legati a Guerre stellari.[24] Il logo della serie è un misto di quelli de L'attacco dei cloni e L'Impero colpisce ancora, per mantenere inalterato lo spirito dei film e tornare ad un logo più tradizionale.[45] L'introduzione di ogni episodio, alla maniera di un cinegiornale riprende quello dei serial anni trenta.[42]

La serie è stata introdotta dall'omonimo prequel cinematografico, uscito nei cinema americani il 15 agosto 2008,[1] e in Italia il 19 settembre dello stesso anno.[3] L'idea di creare un lungometraggio è data dallo stesso Lucas che, guardando alcuni episodi della serie sul grande schermo ha affermato: «Questo è bellissimo, perché non usiamo lo stesso team di lavoro e facciamo un film?».[43][46] Il lungometraggio, in realtà, è costituito dai primi episodi della serie che sarebbero dovuti essere trasmessi, integrati con delle scene create ex novo per legarli assieme.[47][48]

SceneggiatureModifica

 
Henry Gilroy, sceneggiatore e capo scrittore della prima stagione.

La serie è di tipo antologico, con diversi episodi autoconclusivi e slegati dalla storia di fondo,[49] focalizzati, come detto da Lucas, anche su personaggi minori come i Jedi Kit Fisto e Plo Koon, o le truppe dei cloni soldato.[50][42] Così come nella serie animata del 2003, anche in The Clone Wars, il protagonista è Anakin Skywalker.[42][26] Ogni episodio viene introdotto prima da un tema morale, soprannominato "La saggezza Jedi", e poi da un breve riepilogo che riassume allo spettatore ciò che è accaduto precedentemente.[49] Rispetto agli altri prodotti televisivi, dei quali Lucas forniva indicazioni sommarie o soggetti, The Clone Wars si differenzia in quanto il creatore della saga è stato maggiormente coinvolto nella stesura delle sceneggiature, collaborando attivamente con gli scrittori.[41]

Nel 2006, mentre la Lucas Animation iniziava i test d'animazione, il team di sceneggiatori della serie cominciò a stendere le prime bozze dei copioni, coadiuvati dallo stesso Lucas, che prese parte ad ogni fase di progettazione della serie (parte dell'episodio Jar Jar Jedi fu scritto dallo stesso regista[51]).[36] Nel maggio del 2007 alla Celebration IV, Catherine Winder rivelò che Lucas era maggiormente presente nelle sceneggiature, più che sulle scelte stilistiche e grafiche.[37] La figlia dello stesso Lucas, Katie, ha scritto numerosi episodi della serie: il primo è stato Atterraggio di fortuna, episodio della prima stagione.[52] Inoltre, nell'episodio Sfera di influenza della terza stagione da lei scritto, compare assieme ai fratelli e al padre sotto forma di avatar.[53]

Durante la produzione dell'episodio Sacrificio, ultima puntata della sesta stagione, il team della serie inizialmente ha chiamato il pianeta in cui si reca Yoda Korriban, ma la scelta definitiva è ricaduta su Moraband, che è stato preferito dallo stesso George Lucas.[54] Ha inoltre dato una grossa mano nella sceneggiatura dell'arco narrativo di Mortis della terza stagione.[23]

Anche se Paul Dini ha scritto diversi episodi della serie, ha anche proposto almeno due idee poi respinte per gli episodi: uno riguardava Jar Jar Binks che cerca di convincere il Senato Galattico che c'è vita su un oscuro pianeta, mentre l'altro episodio vedeva Anakin Skywalker e Padmé Amidala assumere un assassino Ewok.[55]

AnimazioneModifica

Il character designer Kilian Plunkett e gli altri artisti si basarono sui modelli dei personaggi in 3D,[6] sul design e sull'animazione della serie del 2003 per creare i nuovi personaggi, le creature e i pianeti del nuovo show.[56] I maggiori dubbi da parte del pubblico sulla nuova serie riguardano proprio l'aspetto dell'animazione. Le critiche derivano dal fatto che, anche se è in CGI, l'animazione non è molto realistica in quanto i personaggi vengono paragonati a marionette di legno. Lucas, a tale proposito, ha affrontato la questione di petto:

(EN)

«We didn't want to do photorealistic — photorealistic is what live action movies are. Animation is art. This is an art discussion – either you like photorealistic art, or you like something that tries to find the truth behind the realism. To me animation is about design and style. Our goal wasn't photorealism — we wanted to use computers as paintbrushes.»

(IT)

«Non volevamo fare animazione fotorealistica - fotorealistico è ciò ciò che sono i film live action. L'animazione è arte. Si tratta di una discussione sull'arte - o ti piace l'arte fotorealistica, o ti piace cercare la verità dietro il realismo. Per me l'animazione parla del design e dello stile. Il nostro obiettivo non era il fotorealismo - abbiamo voluto utilizzare i computer come pennelli.»

(George Lucas sull'animazione della serie[57])

A partire dalla terza stagione, la serie subisce un miglioramento dal punto di vista grafico;[22] inoltre dall'episodio Proposte di pace, i tre personaggi principali, Anakin Skywalker, Obi-Wan Kenobi e Ahsoka Tano, hanno un nuovo design e un nuovo abbigliamento facendo un passo avanti nella serie (si presume che siano trascorsi 1-2 anni).[58] Ahsoka appare più grande ed ha un abbigliamento totalmente nuovo, mentre Anakin e Obi-Wan hanno un look che più si avvicina a La vendetta dei Sith.[59][60] Dall'episodio Il maestro e l'apprendista della quinta stagione, Palpatine e Yoda, hanno avuto un nuovo design al fine di aumentare le prestazioni sulla modellazione del viso per scopi di animazione.[61] Palpatine indossa anche un vestito nuovo, lo stesso che porta all'inizio del film La vendetta dei Sith.[61]

Il penultimo e l'ultimo episodio della quarta stagione presentavano un logo di apertura rosso, a differenza del giallo standard della serie, per commemorare il ritorno di Darth Maul nella serie.[62] Nel 10º, 11º, 12º e 13º episodio della quinta stagione, il logo di apertura è stato modificato in un colore azzurro in onore dell'arco narrativo di R2-D2 e di altri droidi.[63]

CastingModifica

Il cast della serie riprende parte dei personaggi, e dei rispettivi doppiatori, del precedente show non canonico Clone Wars: Tom Kane, James Arnold Taylor, Anthony Daniels, Corey Burton e Terrence Carson tornano nei loro rispettivi ruoli di Yoda, Obi-Wan, C-3PO, Dooku e Mace Windu. Nuovi attori, già impegnati nel doppiaggio del film prequel The Clone Wars, sono stati ingaggiati per presentare la loro voce a personaggi ex novo, ma anche ad altri più vecchi, come Matt Lanter, nei panni di Anakin, Catherine Taber nei panni di Padmé, e Nika Futterman in quelli di Asajj Ventress, che sostituiscono rispettivamente Mat Lucas e Grey DeLisle (doppiatrice sia di Padmé che di Ventress). Uno dei nuovi doppiatori presenti nella serie è Phil LaMarr, che presta la voce al Jedi Kit Fisto.

Matt Lanter e Ashley Eckstein, rispettivamente doppiatori di Anakin Skywalker e Ahsoka Tano, riprendono il loro ruolo dal film The Clone Wars anche nella serie.

Anthony Daniels, storico interprete del droide C-3PO nella saga, confermò nel giugno 2006 di essere stato contattato per la serie,[64] mentre Ahmed Best, che nei prequel vestiva i panni di Jar Jar Binks, ha ripreso il personaggio nell'episodio Jar Jar Jedi.[65] Il 17 febbraio 2008, il sito TheForce.net rivela che la voce di Ahsoka Tano sarebbe stata quella di Ashley Eckstein.[66] Lo stesso giorno, il suo coinvolgimento nella serie è stato confermato.[66] Il montatore Matthew Wood, riprende il ruolo del Generale Grievous e dei droidi da battaglia dal film La vendetta dei Sith. L'attore Daniel Logan, interprete di Boba Fett nel film L'attacco dei cloni, torna a dare la voce al giovane cacciatore di taglie per la seconda stagione.[67]

Daniels, Wood, Best e Logan sono gli unici attori della saga a riprendere il proprio ruolo nella serie come personaggi ricorrenti (sebbene nel prequel cinematografico Samuel L. Jackson e Christopher Lee abbiano prestato le loro voci). George Lucas spiega che ciò è dovuto agli impegni degli attori, che gli avrebbero impedito di prendere parte allo show, e che lo stipendio avrebbe potuto rappresentare un ostacolo.[68] Samuel L. Jackson espresse interesse nel riprendere il ruolo del Jedi Windu nella serie, ma poté soltanto doppiare il prequel cinematografico. Anche Hayden Christensen affermò di voler tornare a interpretare il personaggio di Anakin Skywalker, ma aggiunse che nessuno lo aveva mai contattato per proporgli l'offerta.[69]

Al fine di rendere la voce dei cloni diverse l'una dall'altra, il doppiatore Dee Bradley Baker ha registrato ogni voce separatamente dando ad ognuno un tono diverso.[70] In seguito alla morte di Ian Abercrombie, doppiatore di Palpatine dalla prima alla quinta stagione, è stato Tim Curry a prendere il suo posto per la sesta.[71]

Guest starModifica

Ron Perlman ha doppiato il personaggio del rigattiere alieno Gha Nachkt, nei due episodi La caduta di un droide e La stazione spia. George Takei, interprete del timoniere Hikaru Sulu nella serie originale di Star Trek, ha prestato la voce ad un nuovo personaggio, un nemoidiano di nome Lok Durd, nei due episodi Atterraggio di fortuna e I difensori della pace.[72] Michael York ha doppiato il personaggio del Dr. Nuvo Vindi negli episodi Il virus Blue Shadow e Il mistero delle mille lune.[73]

Seth Green, creatore della serie Robot Chicken, e Jaime King, entrambi appassionati della saga, hanno un ruolo come guest star nella seconda stagione.[74][75] Il cacciatore di taglie Dengar, è doppiato nella quarta stagione dall'attore Simon Pegg, interprete di Unkar Plutt nel film della trilogia sequel Il risveglio della Forza. Nei tre episodi della quinta stagione in cui compare, il professor Huyang è doppiato da David Tennant, noto per aver interpretato il "Decimo Dottore" in Doctor Who.[76]

Diversi sono gli attori della saga cinematografica che hanno fatto da guest-star per uno o più episodi: Liam Neeson torna a doppiare Qui-Gon Jinn nell'episodio I guardiani della Forza (nel quale appare sotto forma di fantasma di Forza)[77] e in Voci (in cui si sente come voce di Forza);[78] Pernilla August, interprete di Shmi Skywalker ne La minaccia fantasma e L'attacco dei cloni, torna a dare la voce a se stessa nell'episodio I guardiani della Forza; Mark Hamill, noto per il suo ruolo di Luke Skywalker, doppia Darth Bane in Sacrificio, puntata finale della serie.[79]

RinnoviModifica

La prima stagione, costituita da 22 episodi,[80] è completa, così come la seconda, la terza e la quarta. Il creatore della serie, George Lucas, ha affermato di voler produrre almeno cento episodi, per un totale di cinque stagioni, a prescindere dal gradimento del pubblico.[43][44] La serie è stata confermata per una seconda stagione, intitolata Rise of the Bounty Hunters, che ha debuttato nell'autunno del 2009, in America, mentre dal 16 aprile del 2010 è andata in onda in Italia su Cartoon Network.[81] La terza stagione, chiamata Secrets Revealed,[82] è andata in onda in America dal 17 settembre 2010. In Italia è andata in onda su Cartoon Network dall'8 aprile 2011[83] fino alla dodicesima puntata per poi essere completamente replicata su Boing, tranne per le ultime due puntate che sono state mandate in onda in anteprima su Cartoon Network.[84] La quarta stagione, chiamata Battle Lines,[85] è andata in onda in America dal 16 settembre 2011. In Italia è stata trasmessa su Cartoon Network dal 23 marzo 2012[86][87] fino all'undicesima puntata. Mentre la restante parte è andata in onda in orari e giorni diversi, durante l'autunno 2012. La quinta stagione, intitolata Who Will Fall?,[88] composta questa volta da 20 episodi, è stata trasmessa in America dal 29 settembre del 2012. In Italia viene trasmessa dal 10 maggio 2013.[89]

CancellazioneModifica

Dopo l'acquisizione della Lucasfilm da parte della The Walt Disney Company, è stata annunciata la chiusura della serie l'11 marzo 2013, dopo il finale della quinta stagione[90] e che la produzione attiva dei futuri episodi di Cartoon Network era cessata, ma che lo studio continuava la produzione su archi narrativi non ancora pubblicati.[91] Nonostante lo spettacolo fosse stato sostituito da Star Wars Rebels,[92] che ha continuato la storia di personaggi dell'epoca delle guerre dei cloni come Ahsoka Tano e Rex, i fan continuarono a chiedere episodi di The Clone Wars,[93] lanciando l'hashtag #SaveTheCloneWars. Nelle settimane successive alla cancellazione, sono stati mostrati filmati di episodi che avrebbero fatto parte della sesta stagione e saranno comunque pubblicati, nonostante la serie sia stata presa da Cartoon Network. Durante il panel "Secrets of Star Wars: The Clone Wars" alla Celebration Europe II, Filoni ha lasciato intendere che c'era la possibilità che la sesta stagione avrebbe potuto essere mandata in onda.[94]

L'11 ottobre 2013, Filoni ha annunciato che il suo team aveva completato la produzione dei rimanenti episodi di The Clone Wars e che sarebbero stati rilasciati all'inizio del 2014.[95] Il compositore Kevin Kiner, in un'intervista del 2014, ha rivelato che vi saranno in programmazione l'arco di Clovis più 10 episodi bonus della serie, che comprenderanno quattro archi narrativi: arco Clovis, arco sull'ordine 66, arco Sifo-Dyas, arco Yoda e due episodi come gran finale per la serie.[96] L'arco narrativo di Clovis, costituito da tre episodi intitolati Un vecchio amico, L'ascesa di Clovis e Crisi del cuore, doveva far parte inizialmente della quinta stagione ma è stato rinviato per vari motivi alla sesta. Il 12 ottobre 2013 Dave Filoni, tramite la sua pagina di Facebook, ha rivelato che gli episodi bonus saranno trasmessi nei primi mesi del 2014.[97] Il 22 novembre 2013 a Varsavia, in Polonia, si è tenuta una manifestazione a tema Star Wars. Gli organizzatori della manifestazione, il team di Star Wars: The Clone Wars insieme ad un rappresentante Disney hanno mostrato un trailer degli episodi bonus, che avrà un totale di 10 episodi messi in onda su Netflix dal 7 marzo e porta il sottotitolo The Lost Missions (Le missioni perdute).[98] Il 15 febbraio 2014 Super RTL, una rete televisiva tedesca, ha iniziato la messa in onda della sesta stagione[8] seguita il 7 marzo 2014 da Netflix.[9]

Al momento della cancellazione, erano in produzione gli episodi delle stagioni sei, sette e otto.[99][100] Nonostante ciò, il 25 settembre 2014 la Lucasfilm ha pubblicato una raccolta di materiale inedito denominata The Clone Wars Legacy, che raggruppa due archi narrativi da otto episodi incompiuti, bozzetti, concept-art e altre storie uscite sotto forma di fumetto (Darth Maul - Figlio di Dathomir) o romanzo (L'apprendista del Lato Oscuro).[101] Nel 2015, alla Star Wars Celebration, sono stati rilasciati quattro episodi incompleti (l'arco narrativo Bad Batch, parte del progetto Legacy), svariati bozzetti e altro materiale inedito.[101] A marzo 2016, Pablo Hidalgo ha dichiarato che erano stati pianificati tredici archi narrativi.[102] Alla Celebration nel luglio 2016 si è tenuto un panel, alla presenza del regista Dave Filoni, Pablo Hidalgo e Ashley Eckstein (doppiatrice di Ahsoka), durante il quale si è parlato delle storie mai raccontate della serie di Ahsoka dopo il suo addio all'Ordine Jedi nella quinta stagione.[103] Una di queste, avrebbe dovuto mostrare le vicende di Ahsoka e Rex durante il film La vendetta dei Sith.[104][105]

RevivalModifica

 
Il nuovo logo per il revival della serie, presentato nel luglio 2018.

Per celebrare il decimo anniversario della serie, il 26 giugno 2018 è stato stabilito che al San Diego Comic-Con ci sarà un panel dedicato a The Clone Wars[106] in cui saranno presenti Dave Filoni, la produttrice esecutiva Athena Yvette Portillo, il compositore Kevin Kiner e Matt Lanter (doppiatore di Anakin Skywalker), Ashley Eckstein (doppiatrice di Ahsoka Tano).[107] Il 19 luglio 2018 viene annunciato che la serie ritornerà nel 2019 con 12 nuovi episodi, alcuni di questi basati sull'assedio di Mandalore, e che verrà trasmessa su Disney+, nuovo servizio in streaming a pagamento della Disney.[108][109] L'annuncio è arrivato con un trailer per la nuova stagione e un poster che conteneva l'hashtag #CloneWarsSaved, che fa riferimento alla campagna di sostegno portava avanti dai fan.[108][110]

Il 12 agosto, Filoni ha dichiarato che non lavorerà direttamente su Star Wars Resistance, nuova serie animata di cui è il creatore, per concentrarsi sullo sviluppo degli episodi finali di The Clone Wars.[111] Numerosi doppiatori presenti nella serie, tra cui Matt Lanter, Ashley Eckstein, Dee Bradley Baker, hanno ripreso il loro ruolo. Nell'agosto 2018, Tom Kane ha confermato tramite il suo account Facebook di aver registrato le battute per cinque nuovi episodi del revival, anche se non ha confermato se riprenderà i suoi ruoli come narratore, Yoda o Wullf Yularen.[112] A partire dal 5 novembre 2018, la registrazione del doppiaggio è ancora in corso secondo Ashley Eckstein.[113]

Il revival di The Clone Wars è stato oggetto di un panel alla Celebration di Chicago del 2019, tenutosi il 14 aprile.[114] Nel panel è stato confermato che Sam Witwer e Ray Park riprenderanno il ruolo di Darth Maul, rispettivamente come doppiatore e come interprete tramite motion capture.[115] Inoltre, Filoni ha scelto di cambiare l'aspetto di Maul per renderlo più simile a quello visto nel film Solo: A Star Wars Story.[116] Durante la produzione, molti dei modelli, incluso quello del Capitano Rex, sono stati ottimizzati e migliorati in base alla nuova tecnologia di animazione.[117] È stato confermato inoltre che il revival sarà composto tra tre archi narrativi da quattro episodi ciascuno,[118] e che includerà una versione con animazione completata dell'arco Bad Batch, inizialmente pubblicato incompleto all'interno del progetto Legacy.[117] L'arco sull'assedio di Mandalore, è stato progettato come la storia finale di The Clone Wars[119] e avrebbe dovuto mostrare Anakin, Ahsoka e Obi-Wan scontrarsi con Darth Maul per cercare di spodestarlo dal suo controllo sul pianeta Mandalore. Tuttavia, durante la battaglia, Anakin e Obi-Wan sarebbero stati chiamati via a causa di un'emergenza, il rapimento del cancelliere Palpatine da parte del generale Grievous, il quale aveva lanciato un attacco a sorpresa su Coruscant.[120] L'arco è stato nominato diverse volte in Star Wars Rebels,[121] serie canonica creata sempre da Dave Filoni andata in onda dal 2014 al 2018, e parzialmente adattato nel romanzo Ahsoka, nel quale compare in alcuni flashback.[120] L'autrice E. K. Johnston in seguito rivelò che le era stato chiesto di non scrivere nel libro scene d'azione sull'assedio di Mandalore, poiché a sua insaputa Lucasfilm stava lavorando alla stagione finale.[122]

Il 24 agosto 2019, alla convention Disney D23, viene annunciato che i nuovi episodi saranno rilasciati nel febbraio 2020.[12][123] Filoni, che ha scritto e diretto gli ultimi quattro episodi, rivela quindi che questa è la fine del serie e che non ci saranno più episodi dopo.[12] Ha affermato anche che questo "concluderà la storia che George Lucas e io abbiamo iniziato insieme. È la fine di qualcosa per cui mi sento davvero bene".[12]

ContinuityModifica

La serie fa parte del canone ufficiale annunciato dopo l'acquisizione della Lucasfilm da parte della Disney.[124] Il 25 aprile 2014, è stato annunciato che l'Universo espanso viene rinominato con il nome Star Wars Legends e che solo sei film della saga, The Clone Wars, il film omonimo e Star Wars Rebels sono considerati canonici.[124] Tuttavia, videogiochi, fumetti, romanzi o altri prodotti basati sulla serie, non sono considerati parte del "canone", con l'eccezione del fumetto Darth Maul - Figlio di Dathomir, il romanzo L'apprendista del Lato Oscuro e gli altri progetti originariamente sviluppati per la serie, ma che sono stati alla fine distribuiti.[125]

In precedenza Lucas si riservava comunque il diritto di modificare il canone nel corso della serie. Inoltre, venne consultato direttamente per quanto riguarda i personaggi principali.[37] Leland Chee, responsabile dell'Holocron continuity database, inserì The Clone Wars in un nuovo livello di canone, il T, inferiore a quello dei film (G), ma superiore a quello di tutti gli altri prodotti dell'Universo espanso (C e S), essendo comunque questa serie una produzione della stessa Lucasfilm.[126] Nel novembre 2006, Randy Stradley, editore e autore della Dark Horse Comics, incontrò la Lucasfilm Animation per discutere l'integrazione dello show con la serie a fumetti Clone Wars.[127]

 
Il regista e supervisore dell'animazione Dave Filoni ha affermato che non c'è un collegamento tra Clone Wars e questa serie.

Alla domanda se considerasse The Clone Wars come parte dell'Universo espanso, Dave Filoni ha risposto di tenere gran conto della continuità narrativa della saga, essendo lui stesso un fan, ma che Lucas considera canonici solo i film, le due serie animate sulle guerre dei cloni e la futura serie dal vivo e che quindi non tiene conto dell'Universo espanso costituito da giochi, fumetti e romanzi.[128] Tuttavia, molti elementi della serie sono stati cambiati, rispetto alla continuity della saga.[129] Rispetto alla serie omonima, Lucas decise di non fare indossare a Obi-Wan Kenobi gran parte della sua armatura da generale clone, in quanto non voleva che i Jedi venissero scambiati per i cloni.[129] In alcuni episodi Grievous, che appare con un'armatura diversa, è visto tossire spesso, nonostante questo problema respiratorio nacque durante la battaglia di Coruscant, in cui i suoi sistemi interni vennero danneggiati da Mace Windu,[129][130] così come lo stile di combattimento dei Jedi simile a quello visto nei film, che non ha quello della micro-serie animata più teso all'esagerazione delle loro abilità.[37]

Per quanto riguarda alcuni personaggi comparsi nei primi due capitoli della trilogia prequel, nella serie si conosce il loro futuro. Nell'episodio Tentativo estremo della terza stagione muore il Maestro Jedi Even Piell, comparso in Episodio I ed Episodio II.[131] Il sito StarWars.com, conferma il ritorno del Sith Darth Maul, sopravvissuto dopo lo scontro con Obi-Wan su Naboo in La minaccia fantasma.[132] Nella quinta stagione, nella puntata Il maestro e l'apprendista, muore la Maestra Jedi Adi Gallia, anch'essa già comparsa nei primi due capitoli.[133]

La Lucasfilm ha confermato che The Clone Wars non renderà fuori continuity la precedente serie Clone Wars, ma la espanderà e si incastrerà con essa, anche se dopo l'acquisizione della Disney è avvenuto l'opposto.

(EN)

«There’s never an implicit connection between the micro-series that Cartoon Network did previously and the series that we’re doing now. I personally as a fan never think of it as discrediting any of the other material, it’s just that other material is from a different point of view, a different look at the war and take on the war. It’s an ever-Expanding Universe in a lot of ways.»

(IT)

«Non c'è una implicita connessione tra la micro serie e il nostro show. Personalmente, come fan, non penso a screditare altro materiale: sono solo altre storie viste da punti di vista differenti. È un universo in continua espansione sotto molti aspetti.»

(Dave Filoni[128])

Colonna sonoraModifica

Star Wars: The Clone Wars (Original Soundtrack Seasons One Through Six)
ArtistaKevin Kiner
Tipo albumColonna sonora
Pubblicazione2014
Durata57:33
GenereColonna sonora
EtichettaWalt Disney Records

Inizialmente attribuita a Eric Rigler,[36] che compose diverse partiture, basandosi sulla tradizionale musica bulgara e irlandese (ma che non furono mai utilizzati),[134] la colonna sonora della serie venne in seguito affidata a Kevin Kiner, musicista che aveva già lavorato al prequel cinematografico dello show. Seguendo le indicazioni di Lucas, il compositore realizzò un tema musicale per ogni pianeta che compariva nella serie e diversificando i suoni con influenze musicali asiatiche, africane e incorporandole con la moderna musica elettronica.[134] Rielaborò inoltre alcuni dei brani comparsi nei film, scritti da John Williams, adattandoli al tono più leggero e incalzante della serie.[135] Ogni personaggio della serie, è stato per Kiner una fonte d'ispirazione per realizzare diversi percorsi musicali, in particolare i Jedi Luminara Unduli, Plo Koon e Ahsoka Tano.

Il lavoro di Kiner fu valutato positivamente dalla critica, che apprezzò il tentativo del musicista di sperimentare con nuove tipologie di suoni. In particolare, l'episodio finale della prima stagione, Hostage Crisis venne accostato al lavoro svolto da Hans Zimmer e James Newton Howard su Il cavaliere oscuro.[136]

La colonna sonora della serie, chiamata Star Wars: The Clone Wars (Original Soundtrack Seasons One Through Six), è stata pubblicata il 10 novembre 2014 in versione digitale e il 6 dicembre 2014 come vinile dalla Walt Disney Records.[137]. Il suo rilascio è stato annunciato nel corso di un podcast da Kevin Kiner nel luglio 2014.[138] L'album contiene 28 tracce per un totale di circa 57 minuti e comprende musica da ogni stagione di The Clone Wars.[139] A parte un paio di titoli che sono stati messi a disposizione sul sito ufficiale di Kiner, questa è la prima uscita ufficiale della colonna sonora della serie, con l'eccezione di quella uscita per il film omonimo.[139]

  1. Ahsoka Saves Anakin – 2:12
  2. Plo Koon – 1:41
  3. Rodia – 2:23
  4. Padmé – 1:39
  5. Victory on Ryloth (insieme a Takeshi Furukawa) – 1:49
  6. Jedi Master Aayla Secura – 1:31
  7. Jedi Master Luminara – 2:07
  8. Anakin Wants Her Alive – 2:17
  9. Padmé and Ahsoka – 2:00
  10. Plo Koon Alone – 1:38
  11. Death of a Master (insieme a Takeshi Furukawa) – 1:26
  12. Maul, Savage and Viszla (insieme a Takeshi Furukawa) – 2:46
  13. Obi-Wan and Satine (insieme a Takeshi Furukawa) – 2:44
  14. Ventress the Nightsister – 2:35
  15. Kit Fisto Duels Grievous – 2:02
  16. The Clones – 2:29
  17. Youngling Jedi – 1:49
  18. Anakin and Padmé – 1:48
  19. Anakin Sees His Future (insieme a Matthew St. Laurent) – 2:28
  20. Darth Maul Breaks Obi-Wan – 1:54
  21. Maul and Savage Duel Palpatine (insieme a David G. Russell) – 2:52
  22. The Mandalorians of Death Watch – 2:20
  23. Jedi Eulogy (insieme a Takeshi Furukawa) – 1:08
  24. Rogue Jedi (insieme a Takeshi Furukawa) – 2:00
  25. Ahsoka’s Fall – 1:54
  26. Ahsoka Leaves – 2:22
  27. Duel In the Jedi Temple – 1:33
  28. Yoda's Journey Ends – 2:06

PromozioneModifica

La prima immagine promozionale rilasciata della serie, quella di Yoda animato in 3D, è stata proiettata alla Fiera del giocattolo del 2007.[140] Il 27 maggio 2007, il supervisore dell'animazione Dave Filoni e la produttrice esecutiva Catherine Winder hanno tenuto una presentazione alla Celebration IV, in cui è stato mostrato al pubblico il primo trailer, i poster ufficiali ed è avvenuta una discussione sul processo di produzione dei due anni precedenti alla creazione della serie.[4] Filoni e Winder hanno tenuto presentazioni simili alla Celebration Europe e al WonderCon del 2008. StarWars.com ha creato una nuova divisione del sito dedicato a The Clone Wars, che è stata regolarmente aggiornata con contenuti pertinenti, tra cui ultime notizie, video di dietro le quinte e post del blog di Pete Vilmur. Il giorno prima della messa in onda dell'episodio pilota Il duello, e per tutto il resto della prima stagione, sono state pubblicate settimanalmente dal sito StarWars.com delle brevi storie a fumetti che si collocano cronologicamente tra un episodio e l'altro,[141] considerate parte dell'Universo espanso.

DistribuzioneModifica

Negli Stati Uniti la serie, per le prime cinque stagioni, è stata trasmessa sull'emittente per ragazzi Cartoon Network,[1] e gli episodi vengono poi replicati su TNT.[142] Lo show è stato fino a pochi mesi dalla messa in onda senza una rete che lo trasmettesse. Lucas ha sempre ammesso di non avere piani in merito, sebbene molti pensassero che lo show sarebbe andato in onda, come il predecessore, su Cartoon Network.[24] Star Wars: The Clone Wars fu infatti proposta alla Fox e alla stessa Cartoon Network, che rifiutarono lo show, non essendone interessate.[24] Solo dopo aver visionato il materiale e alcuni episodi, la Warner Bros. (che distribuì anche il prequel cinematografico della serie) convinse Cartoon Network, emittente affiliata alla Warner tramite la Time Warner, di prendere in considerazione la messa in onda della serie.[24] Nell'estate del 2008 la rete accettò: Stuart Snyder, a capo della programmazione del canale, disse, in occasione della proiezione dei primi episodi, che l'unico posto dove voleva vedere The Clone Wars era Cartoon Network.[143]

La serie è andata in onda per la prima volta il 3 ottobre 2008,[1][144] in prima serata, inaugurando il blocco del venerdì sera, denominato d'azione, e comprendente serie incentrate sull'avventura e sul fantastico, come Ben 10 - Forza aliena e Batman: The Brave and the Bold. Tale programmazione è stata ideata per cercare di competere in termini di ascolti con i canali Nickelodeon e Disney Channel.[145] Il creatore della serie George Lucas, ha affermato di voler produrre almeno cento episodi, per un totale di cinque stagioni, a prescindere dal gradimento del pubblico.[43][44]

La sesta stagione, costituita da 13 episodi e annunciata in Germania il 14 gennaio 2014,[146] è stata trasmessa a partire dal 15 febbraio 2014 sul canale Super RTL.[147][148] Negli Stati Uniti invece, è stata rilasciata da Netflix a partire dal 7 marzo 2014, insieme al film e a tutte le cinque stagioni precedenti.[10] A partire dal 9 giugno 2014, la stagione è diventata disponibile in sette formati online, tra cui iTunes negli Stati Uniti e in Canada, Amazon, Google negli Stati Uniti e in Canada, Microsoft negli Stati Uniti e in Canada, Sony negli Stati Uniti e in Canada, Verizon e Vudu. Per il revival del 2019, i restanti episodi della serie saranno disponibili esclusivamente sul servizio di streaming Disney+.[108]

In Italia, la serie è stata trasmessa sul canale Cartoon Network dal 13 febbraio 2009.[2][149] Sul canale Boing invece, è andata in onda in chiaro.[149] Il 21 novembre 2015 la sesta stagione, doppiata in italiano, viene rilasciata su TIMvision, il servizio on demand di Telecom.[150][151] Il 3 ottobre 2016 tutte e sei le stagioni della serie vengono trasmesse su Netflix, anche doppiate in italiano.[152]

CensuraModifica

The Clone Wars è la seconda serie ad essere trasmessa su Cartoon Network (al di fuori di Toonami o Adult Swim) con un divieto PG (parents cautioned suggested), ossia visione consigliata ai minori di 10 anni in compagnia di un adulto o di un genitore, a differenza di tutti gli altri show del canale, contrassegnati con un divieto G (general audiences, visione permessa a tutti) da MPAA.

Nell'episodio Reclute, il personaggio di Echo ripete per due volte la parola "dannazione" durante la puntata. Nelle successive messe in onda la parola non viene pronunciata. L'episodio è comunque disponibile senza la censura sul sito ufficiale StarWars.com.[153]

Nel 14º episodio della quinta stagione, Ombre su Mandalore, è stata censurata su Cartoon Network una scena in cui Savage Opress decapita diversi leader del Sole Nero. Tuttavia, Pablo Hidalgo ha confermato che la scena sarà visibile per intero nella versione Blu-Ray e DVD della stagione.[154] Anche nell'episodio seguente, L'ombra della ragione, è stata censurata la scena in cui Darth Maul decapita Pre Vizsla, con la sua testa che avrebbe dovuto rotolare giù per le scale della sala del trono.[155]

Edizione italianaModifica

Il doppiaggio italiano è stato eseguito dallo Studio Emme, diretto da Fabrizio Temperini, con dialoghi di Giorgio Tausani. La serie televisiva mantiene gran parte delle voci presenti nei prequel cinematografici e nel film omonimo, salvo casi alcuni come Anakin Skywalker (doppiato nel film The Clone Wars da Francesco Pezzulli, stesso doppiatore ne L'attacco dei cloni e La vendetta dei Sith, sostituito da Marco Vivio), Mace Windu (dove Alberto Angrisano sostituisce Paolo Buglioni) e Dooku (Rodolfo Bianchi prende il posto di Omero Antonutti). Nel caso del Cancelliere Palpatine viene ripristinata la voce di Carlo Reali (già doppiatore del personaggio nei film La minaccia fantasma, L'attacco dei cloni e nella serie animata Star Wars: Clone Wars del 2005) sostituita per La vendetta dei Sith da Francesco Vairano.

Edizioni home videoModifica

DVD e Blu-rayModifica

 
I cofanetti in lingua originale della prima stagione di The Clone Wars.

Il 24 marzo 2009 è uscito, negli Stati Uniti, un DVD intitolato Star Wars: The Clone Wars - A Galaxy Divided, che contiene i primi quattro episodi della serie: Il duello, Missione di salvataggio, L'ombra della Malevolence e Attacco alla Malevolence.[156] Sono seguiti i singoli DVD con gli episodi della prima stagione: il 15 settembre è uscito il DVD Star Wars: The Clone Wars - Clone Commandos con gli episodi 5, 19, 20 e 21 (Reclute, Tempesta su Ryloth, Gli innocenti e Quell'ultimo ponte).[157] Il cofanetto della prima stagione è invece uscito ad autunno 2009, in formato Blu-ray Disc.[156][158][159]

Il 26 ottobre 2010 la Lucasfilm, in collaborazione con la Warner Home Video, mette sul mercato negli Stati Uniti il cofanetto della seconda stagione di The Clone Wars.[160] Il box è composto da quattro DVD, con i 22 episodi della serie e vari contenuti speciali, con scene tagliate, approfondimenti, commenti del regista Dave Filoni e ben 64 pagine di disegni e concept originali.[160] La versione in Blu-ray contiene in aggiunta i Jedi Temple Archive, che forniscono un ulteriore approfondimento e un ampio accesso ad una vasta gamma di materiali del “dietro le quinte”.[160] Il 18 ottobre 2011 è uscito il cofanetto in DVD Blu Ray della terza stagione.[161]

L'11 settembre 2012, è uscito Star Wars: The Clone Wars - Darth Maul Returns, DVD contenente quattro episodi della quarta stagione: Massacre, Bounty, Brothers e Revenge.[162] La stagione completa in DVD e Blu Ray è uscita negli Stati Uniti, il 23 ottobre 2012.[163] La quinta stagione invece è stata pubblicata il 15 ottobre 2013.[164] Inoltre, lo stesso giorno, è uscito anche il cofanetto in DVD e Blu Ray che racchiude le stagioni 1-5.[164] Il cofanetto della sesta stagione è uscito il 29 aprile 2015.[165]

La pubblicazione dei DVD in Italia, ha avuto una storia travagliata.[166] Il 18 settembre 2013 è stato rilasciato il DVD della quarta stagione.[167] Qualche mese dopo, il 5 dicembre, è uscito il cofanetto della quinta stagione in DVD. È uscito inoltre un cofanetto che racchiude le prime cinque stagioni, esclusivamente in DVD.

Stagione completa Date di uscita
Regione 1 Regione 2 (Italia) Regione 2 (Regno Unito) Regione 4
A Galaxy Divided (DVD) 24 marzo 2009[156] inedita 1º luglio 2009 24 marzo 2009
Clone Commandos (DVD) 15 settembre 2009[157] inedita 15 settembre 2009 23 settembre 2009
1a 3 novembre 2009[168] solo DVD 16 novembre 2009 18 novembre 2009
2a 26 ottobre 2010[160] solo DVD 15 novembre 2010 10 novembre 2010
3a 18 ottobre 2011[161] solo DVD 17 ottobre 2011 19 ottobre 2011
Darth Maul Returns (DVD) 11 settembre 2012[162] inedita inedita inedita
4a 23 ottobre 2012[163] 18 settembre 2013 22 ottobre 2012 31 ottobre 2012
5a 15 ottobre 2013[164] 5 dicembre 2013 14 ottobre 2013 30 ottobre 2013
1-5a (boxset) 15 ottobre 2013[169] 15 dicembre 2013 14 ottobre 2013 13 novembre 2013
6a 11 novembre 2014[165] inedita inedita 29 aprile 2015

AccoglienzaModifica

AscoltiModifica

Il 3 ottobre 2008, alla sua prima trasmissione negli Stati Uniti, The Clone Wars diventa la serie più seguita di sempre nella storia di Cartoon Network con una media record di quattro milioni di telespettatori.[13][170] Il detentore del record precedente era Ben 10 - Forza aliena, il 18 aprile 2008 con 2,9 milioni di telespettatori.[13] Il record di The Clone Wars è stato poi battuto il 13 settembre 2009 dal film tv Scooby-Doo! Il mistero ha inizio con 6,1 milioni di telespettatori.[171] Il resto della stagione scende al di sotto di tre milioni di spettatori, fino all'episodio finale, che segna l'introduzione del cacciatore di taglie Cad Bane, si risale a 3,29 milioni di spettatori.[172]

Successivamente, la seconda stagione ha avuto un impatto minore rispetto alla prima, con gli episodi La camera dei segreti e Il cristallo della memoria seguiti da 2,58 milioni di telespettatori.[173] L'arco finale della stagione ha registrato 2,76 milioni di spettatori.[174] La terza stagione, iniziata con due episodi, ha avuto 2,42 milioni di spettatori al seguito.[175] Tuttavia, il pubblico inizia a calare nelle puntate successive arrivando sotto i due milioni di telespettatori ma dall'inizio dell'arco di Mortis, si ritorna a 2,29 milioni di telespettatori.[176] Gli ascolti continuano ad essere ottimi, così come per l'episodio finale della stagione, che registra 2,31 milioni di telespettatori.[177]

Per la quarta stagione, i primi due episodi vengono visti da 1,93 milioni di spettatori, i peggiori esordi di stagione per la serie.[178] Durante l'intera trasmissione, la stagione resta inferiore ai due milioni, con l'eccezione della puntata finale che raggiunge 2,03 milioni di telespettatori.[179] La quinta e ultima stagione in onda su Cartoon Network, inizia con l'episodio Guerra su due fronti che realizza degli ascolti leggermente più alti dell'esordio della quarta, con 1,94 milioni di spettatori.[180] Fino al sedicesimo episodio, gli ascolti rimangono al di sotto di due milioni, ma con l'arco finale della stagione dedicato ad Ahsoka Tano, vengono attirati 2,18 milioni di spettatori.[181]

CriticaModifica

(EN)

«It's very Star Wars. It's not SpongeBob SquarePants but at the same time it's also not Family Guy. It didn't fit any of the molds that everybody had.»

(IT)

«È molto Star Wars. Non è SpongeBob SquarePants, ma nemmeno I Griffin. Non rientra in nessuno dei modelli di show comuni.»

(George Lucas[24])

La serie è stata accolta positivamente dalla critica. Sull'aggregatore di recensioni Rotten Tomatoes il film ottiene il 94% delle recensioni professionali positive basato su 13 critiche,[182] mentre su Metacritic ha un punteggio di 66 su 100 basato su 10 recensioni.[183] Sebbene il prequel della serie non sia stato ben accolto dalla critica,[184] uno dei primi episodi dello show, proiettato in anteprima per i giornalisti, ha ricevuto per la maggioranza pareri positivi.[185] L'Hollywood Reporter ha definito la serie «Uno degli show animati più fotorealistici mai prodotti», nonostante abbia criticato gli intermezzi comici dei droidi separatisti, giudicati troppo infantili,[186] mentre il sito TV.com da alla serie un 8.6.[187] John Scott Lewinski sul sito Wired.com recensisce positivamente la serie, sebbene abbia qualche riserva sui siparietti comici dei droidi da battaglia presenti in alcuni episodi. Definisce i cattivi «Ben congegnati e visivamente impressionanti, specialmente per quanto riguarda Grievous» e critica i molti fan della saga, delusi del fatto che la serie sia dedicata ad un pubblico giovane, che si sono dimenticati cosa sia Guerre stellari.[188] Il critico del Los Angeles Times Robert Lloyd definisce The Clone Wars «Una bagatella, breve e insipida, seppur colorata e fluida»,[189] mentre la rivista cinematografica Variety giudica la serie migliore dei tre prequel, ma critica la scelta di puntare ad target di pre-adolescenti:[190]

(EN)

«Those drawbacks persist, among them the inept comic-relief droid soldiers and Skywalker's teenage-girl sidekick, Ahsoka Tano, who seems to have been introduced to draw young girls into the show's demographic tractor beam. Apparently, nobody got "The Phantom Menace" memo that the Force and adorable, scampish tykes don't mix.»

(IT)

«I difetti di Lucas si palesano anche nella serie, che presenta i macchiettistici droidi e la padawan di Anakin, Ahsoka Tano, la quale sembra introdotta per tentare di approcciare anche le giovani ragazze allo show. Apparentemente, nessuno ha recepito il messaggio de La minaccia fantasma: la Forza e adorabili ragazzine scavezzacollo non vanno mischiate assieme.»

(Brian Lowry[190])
 
Cosplay di Ahsoka Tano.

Dopo la sua introduzione nel film prequel della serie,[191] alcuni critici hanno trovato il personaggio di Ahsoka Tano molto fastidioso, prevedendo la sua morte prima che la serie fosse finita, in quanto lei non appare ne La vendetta dei Sith.[192][193] Con il tempo però il personaggio ha ricevuto numerosi consensi, diventando un punto di riferimento per gli spettatori più giovani.[192]Blastr ha detto che, superata l'immaturità iniziale di Ahsoka, col tempo diviene "un personaggio a tutto tondo e complesso in tutti i sensi".[193] io9 ha definito le storie di Ahsoka uno dei migliori aspetti di The Clone Wars, mettendo in evidenza il ruolo del personaggio, permettendo di esplorare gli aspetti della guerra e i difetti degli Jedi.[192] Secondo Tech Times, la maturazione e lo sviluppo di Ahsoka sono lo specchio della serie TV.[194]

Il sito IGN colloca la serie all'89º posto nella classifica delle più belle serie televisive animate di sempre, specificando che, nonostante The Clone Wars sia uno show recente, abbia un grande potenziale, come dimostrato dagli episodi Reclute e Velo dell'oscurità, giudicate le miglior storie mai viste nell'Universo espanso.[195] Eric Goldman, nelle sue recensioni sulle singole stagioni, ha assegnato alla prima un punteggio di 7.7,[196] alla seconda 8.5,[197] alla terza 7.5,[198] 8.2 alla quinta[199] e 8.5 all'ultima stagione.[200] Inoltre, tra i migliori episodi di sempre di The Clone Wars, Goldman ha inserito al terzo posto l'episodio Vendetta, al secondo Lealtà e tradimento della terza stagione, e al primo l'ultimo episodio della quinta stagione, Il Jedi sbagliato.[201] All'ultimo episodio della serie, Sacrificio, Goldman ha assegnato un voto complessivo di 9.0 su 10.[202] Il sito IMDb, in base alle recensioni degli utenti, ha dato alla serie un voto di 8.1 su 10.[203]

Davide Canavero, sul sito GuerreStellari.net recensisce positivamente la serie, scrivendo come sia particolarmente felice l'idea di porre Anakin al centro della serie, e non personaggi secondari o di contorno come era successo in alcuni prodotti televisivi legati alla saga del passato, e definendola molto vicina allo stile e al gusto dell'esalogia:[26] Secondo Canavero, "la serie, per quanto all'insegna dell'animazione per ragazzi, dell'azione e dell'ironia, si colloca non troppo lontano dai film stessi della saga."[26] Il sito italiano Telefilm Central recensisce positivamente The Clone Wars, preferendola sia alla trilogia dei prequel che alla serie del 2003. Rispetto a quest'ultima, secondo il sito «La lunghezza maggiore degli episodi ha permesso un miglior approfondimento dei personaggi. L'alternanza, inoltre, di episodi autoconclusivi e archi narrativi di due/tre puntate ha reso lo show più compatto».[204] Secondo il Nielsen Media Research, lo show ha avuto una media di quattro milioni di telespettatori.[13] La première della serie, costituita dai primi due episodi, è stata vista da 3.96 milioni di spettatori,[205] risultando il debutto più visto di sempre del canale, oltre ad essere il programma più visto nella sua fascia oraria.[13][81]

Nel 2014, il sito WatchMojo.com ha classificato Star Wars: The Clone Wars al settimo posto tra i migliori cartoni cancellati.[206] Tech Times ha dichiarato che mentre i film della trilogia prequel non sono riusciti a curare bene i personaggi, come Anakin Skywalker, in The Clone Wars c'è una migliore caratterizzazione.[207]

RiconoscimentiModifica

The Clone Wars ha ricevuto numerosi premi e nomination. Tra questi, la serie è stata presentata più volte agli Annie Award, ai Critics' Choice Awards e ai Daytime Emmy Award. L'episodio della prima stagione Il covo di Grievous ha vinto un Golden Reel Award per il miglior montaggio sonora in una serie animata.[208] La serie è stata nominata agli Saturn Award per la miglior serie televisiva via cavo.[209] Il 23 luglio 2010, presso il San Diego Comic-Con, Craig Glenday, direttore del Guinness dei primati, ha premiato il supervisore Dave Filoni, dichiarando Star Wars: The Clone Wars come "il più apprezzato sci-fi attualmente in televisione".[210] Ai 40° Daytime Emmy Award, il 16 giugno 2013, la serie ha vinto due Emmy Award alla presenza di George Lucas.[211] Il premio è stato consegnato dall'attrice Carrie Fisher, interprete della Principessa Leila nella saga, che ha espresso il suo entusiasmo gridando "Sì!" all'annuncio della serie vincitrice.[211] Inoltre, l'attore David Tennant vinse un Emmy per aver doppiato Huyang nella quinta stagione.[212] Nel 2014, la serie è stata nominata anche per quattro Emmy Award,[213] vincendone due.[214]

  • 2009 - 36° Annie Award
  • 2010 - 37° Annie Award
  • 2010 - Teen Choice Award
    • Miglior serie animata
  • 2011 - 38° Annie Award
  • 2012 - 39° Annie Award
    • Candidato - Miglior pubblico in una produzione televisiva animata
    • Candidato - Effetti animati in una produzione animata per Joel Aron
    • Candidato - Doppiaggio in una produzione televisiva per Nika Futterman come Asajj Ventress
    • Candidato - Doppiaggio in una produzione televisiva per Dee Bradley Baker come i clone trooper
    • Candidato - Montaggio in una produzione televisiva per Jason W.A. Tucker
  • 2012 - Critics' Choice Television Awards 2012
    • Candidato - Miglior serie animata
  • 2012 - PAAFTJ Television Award
  • 2012 - BTVA Award
    • Migliore nuova interpretazione vocale di un personaggio affermato a Sam Witwer come Darth Maul
    • Candidato - Miglior interpretazione in un ruolo narrativo per Tom Kane come narratore
    • Candidato - Migliore creazione vocale di un nuovo personaggio per David Tennant come Huyang
    • Miglior interpretazione vocale maschile in una serie televisiva - Azione / Dramma per James Arnold Taylor come Obi-Wan Kenobi
    • Miglior interpretazione vocale maschile in una serie televisiva in un ruolo di supporto - Azione / Dramma per Corey Burton come Cad Bane
    • Candidato - Miglior interpretazione vocale maschile in una serie televisiva in un ruolo di supporto - Azione / Dramma per Clancy Brown come Savage Oppress
    • Candidato - Miglior interpretazione vocale maschile in una serie televisiva in un ruolo di supporto - Azione / Dramma per Sam Witwer come Darth Maul
    • Candidato - Miglior interpretazione vocale femminile in una serie televisiva - Azione / Dramma per Ashley Eckstein come Ahsoka Tano
    • Miglior interpretazione vocale femminile in una serie televisiva in un ruolo secondario - Azione / Dramma per Nika Futterman come Asajj Ventress vinta
    • Candidato - Miglior interpretazione vocale in una serie televisiva in un ruolo da guest-star per David Tennant come Huyang
    • Candidato - Miglior cast vocale in una serie televisiva - Azione / Drammatico
  • 2013 - Critics' Choice Television Awards 2013
    • Candidato - Miglior serie animata
  • 2013 - 40° Annie Award
    • Candidato - Effetti animati in una produzione animata per Joel Aron
    • Candidato - Personaggio animato in una serie televisiva animata per Keith Kellogg
    • Candidato - Doppiaggio in una serie televisiva animata per Sam Witwer come Darth Maul
    • Candidato - Redazione in una serie televisiva animata per Jason Tucker
  • 2013 - 40° Daytime Emmy Award
    • Categoria eccezionale come programma animato
    • Candidato - Interprete eccezionale in un programma animato per Jim Cummings come Hondo Ohnaka
    • Interprete eccezionale in un programma animato per David Tennant come Huyang
    • Candidato - Interprete eccezionale in un programma animato per Samuel Witwer come Darth Maul
    • Candidato - Regia eccezionale in un programma animato per Dave Filoni, Kyle Dunlevy, Brian Kalin O'Connell, Steward Lee e Bosco Ng
    • Candidato - Eccezionale direzione musicale e composizione per Kevin Kiner
    • Candidato - Eccezionale missaggio del suono - animazione per David Acord e Cameron Davis
  • 2013 - Neox Fan Awards
    • Candidato - Miglior serie Neox Kidz
  • 2013 - BTVA Award
    • Miglior performance vocale maschile in una serie televisiva - Azione / Dramma per James Arnold Taylor come Obi-Wan Kenobi
    • Miglior interpretazione vocale femminile in una serie televisiva - Azione / Dramma per Ashley Eckstein come Ahsoka Tano
    • Migliore interpretazione vocale maschile in una serie televisiva in un ruolo secondario - Azione / Dramma per Sam Witwer come Darth Maul
    • Migliore interpretazione vocale femminile in una serie televisiva in un ruolo secondario - Azione / Dramma per Katee Sackhoff come Bo-Katan
    • Migliore interpretazione vocale femminile in una serie televisiva in un ruolo secondario - Azione / Dramma per Nika Futterman come Asajj Ventress
    • Miglior performance vocale maschile in una serie televisiva in un ruolo da guest-star per Ian Abercrombie come Darth Sidious
    • Migliore interpretazione vocale femminile in una serie televisiva in un ruolo da guest-star - Azione / Dramma per Kari Wahlgren nel ruolo di Letta Turmond
  • 2014 - 41° Daytime Emmy Award
    • Categoria eccezionale come programma animato
    • Eccezionale realizzazione personale in una serie animata per Christopher Voy
    • Candidato - Eccezionale realizzazione del missaggio del suono - animazione per Cameron Davis, David Acord, Frank Rinella e Mark Evans
    • Eccezionale realizzazione del montaggio del suono - animazione per Matthew Wood, Dean Menta, Jeremy Bowker, Erik Foreman, Pascal Garneau, Steve Slanec, Frank Rinella, Dennie Thorpe, Jana Vance e David Acord
  • 2014 - 41° Annie Award
    • Candidato - Miglior risultato, personaggio animato in una trasmissione televisiva animata per Keith Kellogg
    • Candidato - Miglior risultato, redazionale in una trasmissione televisiva animata per Jason W.A. Tucker
  • 2014 - BTVA Award
    • Candidato - Miglior interpretazione vocale maschile in una serie televisiva - Azione / Drammatico per Dee Bradley Baker come Fives
    • Candidato - Miglior interpretazione vocale maschile in una serie televisiva in un ruolo di supporto - Azione / Dramma per Tom Kane come Yoda
    • Candidato - Miglior interpretazione vocale maschile in una serie televisiva nel ruolo di ospite - Azione / Dramma per Bob Bergen nel ruolo di Lama Su
    • Candidato - Miglior interpretazione vocale maschile in una serie televisiva nel ruolo di ospite - Azione / Dramma per Mark Hamill nel ruolo di Darth Bane
    • Candidato - Migliore interpretazione vocale femminile in una serie televisiva nel ruolo di guest-star - Azione / Dramma per Jaime King come le sacerdotesse della forza
    • Candidato - Miglior cast vocale in una serie televisiva - Azione / Drammatico
  • 2015 - 42° Daytime Emmy Award
    • Candidato - Categoria eccezionale come programma animato
    • Candidato - Interprete eccezionale in una serie animata per Mark Hamill come Darth Bane
    • Candidato - Scrittura eccezionale in una serie animata per Christian Taylor
    • Candidato - Regia eccezionale per un programma animato per Dave Filoni, Brian Kalin O'Connell, Danny Keller e Steward Lee
    • Candidato - Eccezionale missaggio del suono – animazione per Cameron Davis, David Acord, Frank Rinella e Mark Evans
    • Candidato - Eccezionale montaggio del suono – animazione per Matthew Wood, David Acord, Dean Menta, Jeremy Bowker, Steve Slanec, Andrea Gard, Kevin Sellers, Dennie Thorpe e Jana Vance
    • Candidato - Eccezionale direzione musicale e composizione per Kevin Kiner

Opere derivateModifica

The Clone Wars LegacyModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: The Clone Wars Legacy.

Al momento della cancellazione di The Clone Wars nel marzo 2013, vi erano ulteriori 65 episodi in fase di sviluppo.[99] Tredici di queste puntate sono andate a comporre la sesta stagione, intitolata The Lost Missions, mentre le restanti non sono mai state completate.[215] Da maggio 2014, la Lucasfilm ha tuttavia reso disponibili alcuni di questi archi narrativi all'interno del progetto multimediale The Clone Wars Legacy.[216]

Un arco di quattro episodi avrebbe proseguito la storia di Darth Maul, spiegando anche perché fosse stato resuscitato nell'episodio 21 della quarta stagione. Gli episodi si sarebbero intitolati: The Enemy Of My Enemy, A Tale Of Two Apprentices, Proxy War e Showdown On Dathomir. L'arco è stato adattato in una miniserie a fumetti in quattro volumi Star Wars: Darth Maul - Figlio di Dathomir, scritta da Jeremy Barlow e illustrata da Juan Frigeri e pubblicata dal 21 maggio al 20 agosto 2014 dalla Dark Horse Comics. Questo fumetto, in quanto basato su un arco narrativo pensato per The Clone Wars, è l'unico appartenente al canone di Guerre stellari tra i fumetti Dark Horse.[101][217]

Due archi narrativi di quattro episodi ciascuno sono stati pubblicati sul sito ufficiale StarWars.com. Queste puntate, che hanno attraversato solo le prime fase di produzione, sono in forma di story reel, ma nonostante le animazioni siano incomplete, presentano doppiaggi, colonne sonore ed effetti audio. Il 25 settembre 2014 sono stati caricati sul sito gli episodi A Death On Utapau, In Search Of The Crystal, Crystal Crisis e The Big Bang, che costituiscono l'arco denominato Crystal Crisis on Utapau. Queste storie hanno luogo su Utapau e vedono Obi-Wan e Anakin indagare su un traffico d'armi che coinvolge i separatisti e su un cristallo Kyber.[101][218] L'arco Bad Batch è stato presentato il 17 aprile 2015 ad Anaheim, in California, all'interno della Star Wars Celebration e pubblicato sul sito il 29 aprile seguente. Comprende gli episodi The Bad Batch, A Distant Echo, On The Wings Of Keeradaks e Unfinished Business e si incentra su un commando speciale di clone trooper chiamato "Bad Batch".[219]

Un arco di otto puntate, Lethal Alliance, The Mission, Conspirators, Dark Disciple, Saving Vos - Part I, Saving Vos - Part II, Traitor e The Path, con protagonisti Asajj Ventress e Quinlan Vos e previsto per la settima stagione della serie televisiva, è stato adattato da Christie Golden nel romanzo Star Wars: L'apprendista del Lato Oscuro, pubblicato il 7 luglio 2015 dalla Del Rey Books.[101][220]

Universo espansoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Universo espanso (Guerre stellari).

FumettiModifica

Allo show televisivo è stata affiancata una serie a fumetti omonima che funge da tie-in, con disegni basati sullo stile grafico della serie televisiva, pubblicata in dodici volumi dalla Dark Horse Comics da settembre 2008 a gennaio 2010.[221] È stato inoltre pubblicato un volume, realizzato per il Free Comic Book Day del 2009, in cui compaiono i protagonisti di The Clone Wars a fianco di altri personaggi dei fumetti della Dark Horse.[222]

Sono state create, inoltre, delle brevi storie a fumetti, che si collocano cronologicamente tra un episodio e l'altro e venivano pubblicate settimanalmente sul sito ufficiale StarWars.com il giorno prima della messa in onda di ogni puntata.[141]

RomanziModifica

La Del Rey ha pubblicato una serie di cinque romanzi che ripercorrono le vicende del film d'animazione ed espandono gli eventi della serie TV.[223] I primi quattro volumi sono stati adattati in italiano dalla Edizioni Piemme.[224] Star Wars: The Clone Wars, scritto da Karen Traviss e pubblicato il 26 luglio 2008; The Clone Wars: La trappola dei Sith di Karen Miller, ambientato in concomitanza con gli episodi La caduta di un droide e La stazione spia e pubblicato il 9 dicembre 2008; The Clone Wars: Le vie della Forza di Karen Traviss il 19 maggio 2009; il 23 febbraio 2010 Clone Wars: Assalto al pianeta verde di Karen Miller; e il 6 luglio 2010 Clone Wars Gambit: Siege.

VideogiochiModifica

L'11 novembre 2008 è uscito Star Wars: The Clone Wars - L'era dei duelli, videogioco d'azione per Wii, sviluppato da Krome Studios e pubblicato da LucasArts. Il gioco, ispirato fedelmente agli eventi del film prequel e della serie, si presenta come una serie di duelli, legati tra di loro, nei quali i giocatori possono impersonare vari personaggi. I duelli si svolgono grazie all'utilizzo del Wii Remote, che viene usato per simulare i movimenti della spada laser.[225] Lo stesso giorno è stato distribuito Star Wars: The Clone Wars - Jedi Alliance, un videogioco creato e pubblicato dalla LucasArts per Nintendo DS, e ispirato agli eventi della serie TV.[226]

Il 6 ottobre 2009 è stato pubblicato Star Wars: The Clone Wars - Gli eroi della Repubblica, sviluppato dalla Lucasfilm Animation Singapore e dalla Krome Studios e distribuito dalla LucasArts. Il gioco è ambientato tra la prima e la seconda stagione della serie televisiva, e permette ai giocatori di vestire i panni di diversi Jedi o di clone trooper. I principali antagonisti del gioco sono il cacciatore di taglie Cad Bane e lo Skakoan Kul Teska, nonché il Conte Dooku.[227] Il 25 marzo 2011 è uscito il videogioco LEGO Star Wars III: The Clone Wars, quarto capitolo della saga videoludica sviluppata da LucasArts e Traveller's Tales, basato sulle guerre dei cloni e che narra le vicende della serie TV, del film e degli Episodi II e III della saga cinematografica. I principali antagonisti del gioco sono il Conte Dooku, la sua apprendista Asajj Ventress e il Generale Grievous.[228] Il 15 settembre 2010 è stato lanciato il MMORPG Star Wars: Clone Wars Adventures. Esso permetteva ai giocatori di creare e personalizzare degli avatar e di partecipare a una varietà di mini giochi, guadagnando così crediti per acquistare nuove armi, vestiti o veicoli. Il gioco è stato chiuso il 31 marzo 2014.[229] In Disney Infinity 3.0, videogioco Toys-to-life pubblicato nel settembre 2015, possono essere controllati alcuni personaggi della serie in formato action-figure, tramite tecnologia NFC. Ogni copia del gioco, contiene il playset "Twilight of the Republic", trama alternativa ambientata durante le guerre dei cloni, insieme a due personaggi iniziali, Anakin e Ahsoka.[230]

I personaggi della serie sono presenti anche nei giochi per cellulari rilasciati su Android e iOS, tra cui Star Wars: Galactic Defense,[231] pubblicato nell'ottobre 2014[232] Star Wars: The Heroes of the Galaxy, videogioco di ruolo pubblicato nel novembre 2015,[233] e in Star Wars: Force Arena, videogioco di strategia pubblicato a gennaio 2017.[234] Alcuni personaggi di The Clone Wars saranno aggiunti ad una prossima espansione DLC di Star Wars Battlefront II.[235]

MerchandisingModifica

Dal 2008 LEGO vende diversi prodotti basati sulla serie televisiva all'interno della linea tematica LEGO Star Wars: The Clone Wars.[236] Anche la Hasbro commercializza diversi prodotti derivati, tra cui giocattoli, pistole, spade laser e veicoli.[237] Il 26 luglio 2008 la Hasbro ha lanciato una linea di action figure, in cui ogni modello della linea è stato reso molto somigliante alla controparte del personaggio della serie. Le action figure basate sulla serie sono state commercializzate per circa cinque anni, sino alla fine della produzione nella primavera del 2013.[238] Tra il 2010 e il 2014, la Topps Company ha prodotto, solo in Europa, diverse serie di carte da gioco e figurine basate sui personaggi di The Clone Wars.[239] A partire da agosto 2018, sono stati messi sul mercato diversi Funko Pop! raffiguranti personaggi della serie tra cui Anakin, Obi-Wan, Ahsoka, Yoda e Cad Bane.[240]

Spin-offModifica

Il 24 novembre 2016, Pablo Hidalgo, membro del Lucasfilm Story Group, rivela che George Lucas stava prendendo in considerazione una serie spin-off per The Clone Wars mentre pianificava di vendere il franchise.[241][242][243] Inizialmente, gli episodi dell'arco narrativo della quinta stagione dedicato agli Iniziati Jedi, avrebbero dovuto essere uniti insieme a formare un potenziale film pilota per introdurre la nuova serie.[241][242][243] Dopo aver montato gli episodi, il film è stato proiettato alla Star Wars Celebration VI per incoraggiare genitori e bambini a venire.[241][242] Alla fine, Lucas rinunciò all'idea e decise di portare gli episodi sul piccolo schermo.[241][242][243]

NoteModifica

  1. ^ a b c d e (EN) Star Wars: The Clone Wars In Theaters and on Television in 2008, in StarWars.com, 12 febbraio 2008. URL consultato il 14 febbraio 2008.
  2. ^ a b Francesca Camerino, Star Wars: The Clone Wars - a febbraio su Cartoon Network, in TvBlog.it, 08 gennaio 2009. URL consultato il 17 gennaio 2009.
  3. ^ a b Due poster di Star Wars: The Clone Wars, in Badtaste.it, 16 luglio 2008. URL consultato il 23 ottobre 2008.
  4. ^ a b (EN) Meet the Producer and Director Of The Clone Wars at Celebration IV, in StarWars.com, 12 gennaio 2008. URL consultato il 4 ottobre 2008 (archiviato dall'url originale il 23 giugno 2008).
  5. ^ a b (EN) Robert Sanchez, NEW Animated Star Wars: Clone Wars Series Fully in Production!, in IESB.net, 29 gennaio 2007. URL consultato il 4 ottobre 2008 (archiviato dall'url originale il 29 febbraio 2008).
  6. ^ a b (EN) Pete Vilmur, Clone Wars Character Designer Kilian Plunkett, in StarWars.com, 05 ottobre 2007. URL consultato il 4 ottobre 2008 (archiviato dall'url originale l'11 giugno 2008).
  7. ^ (EN) Darren Franich, 'Star Wars' TV massacre! Lucasfilm cancels 'Clone Wars', indefinitely postpones 'Detours', su Entertainment Weekly, 11 marzo 2013. URL consultato l'11 marzo 2013.
  8. ^ a b (EN) "Star Wars: The Clone Wars" Season 6 Coming February 2014 in Germany, su toonzone.net, 24 gennaio 2014. URL consultato il 1º febbraio 2014.
  9. ^ a b (EN) Sar Wars: The Clone Wars – The Lost Missions now on Netflix, su starwars.com, 7 marzo 2014. URL consultato il 13 luglio 2016.
  10. ^ a b (EN) ‘Clone Wars’ Moves to Netflix, New York Times, 14 febbraio 2014. URL consultato il 14 febbraio 2014.
  11. ^ (EN) Star Wars: The Clone Wars “Bad Batch” 4-episode arc coming to Star Wars Celebration, su StarWars.com. URL consultato il 26 giugno 2016.
  12. ^ a b c d (EN) James Hibberd, Star Wars: The Clone Wars season 7 gets a premiere date, su Entertainment Weekly, 23 agosto 2019. URL consultato il 24 agosto 2019.
  13. ^ a b c d e (EN) Kimberly Nordyke, 'Clone Wars' a force for Cartoon Network, in Hollywood Reporter, 06 ottobre 2008. URL consultato il 13 ottobre 2008 (archiviato dall'url originale il 9 ottobre 2008).
  14. ^ (EN) Star Wars: The Clone Wars - Awards, su imdb.com. URL consultato il 18 giugno 2016.
  15. ^ (EN) Star Wars: The Clone Wars Chronological episode order, su starwars.com, 17 marzo 2014. URL consultato il 30 giugno 2015.
  16. ^ (EN) Star Wars: The Clone Wars - How to watch in chronological order, su IGN, 17 marzo 2014. URL consultato il 26 giugno 2016.
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  19. ^ (EN) Ahsoka Tano, su StarWars.com. URL consultato il 23 giugno 2016.
  20. ^ (EN) Clone Captain Rex, su StarWars.com. URL consultato il 1º agosto 2018.
  21. ^ (EN) Yoda, su StarWars.com. URL consultato il 1° agosto 2018.
  22. ^ a b (EN) George Lucas and Dave Filoni talk Star Wars: The Clone Wars, su scifinow.co.uk. URL consultato il 2 luglio 2016.
  23. ^ a b (EN) How involved was George Lucas in the production of The Clone Wars?, in reddit.com, 15 giugno 2016. URL consultato il 15 giugno 2016.
  24. ^ a b c d e f g h (EN) Dave Itzkoff, Free to Follow His Heart Right Back to ‘Star Wars’ (Page 1 of 3), in The New York Times, 29 giugno 2008. URL consultato il 7 ottobre 2008.
  25. ^ a b (EN) Ryder Windham, Star Wars: The Ultimate Visual Guide, Dorling Kindersley, 19 settembre 2005, ISBN 0-7566-1420-1.
  26. ^ a b c d Davide Canavero, The Clone Wars: introduzione alla serie, su GuerreStellari.net. URL consultato il 21 novembre 2008.
  27. ^ a b c d (EN) Frank Parisi e Gary Scheppke, The Art of Star Wars: The Clone Wars, Chronicle Books, 15 luglio 2009.
  28. ^ (EN) Patrick Cavanaugh, Dave Filoni Confirms 'Star Wars: The Clone Wars' Was Initially More Like 'Star Wars Rebels', 31 luglio 2018. URL consultato il 13 agosto 2018.
  29. ^ (EN) Star Wars Spectacular 2005, in StarWars.com, 12 luglio 2005. URL consultato il 7 ottobre 2008 (archiviato dall'url originale il 23 luglio 2005).
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