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Starbucks
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Starbuckscenter.jpg
StatoStati Uniti Stati Uniti
Borse valoriNASDAQ: SBUX
ISINUS8552441094
Fondazione1971 a Seattle
Fondata daZoev Siegel, Jerry Baldwin e Gordon Bowker
Sede principaleSeattle (Washington)
Persone chiaveHoward Schultz chairman
  • Kevin Johnson CEO
  • Rosalind Brewer COO
SettoreCaffetteria
Prodotti
  • Starbucks Coffee
  • Seattle's Best Coffee
  • Frappuccino
  • Teavana
  • Starbucks Reserve
  • Evolution Fresh
  • Pasqua Coffee
  • Fatturato22,3 miliardi $[1] (2017)
    Utile netto2,8 miliardi $[1] (2017)
    Dipendenti330 000[2] (2018)
    Sito web

    Starbucks è una catena di caffè statunitense fondata nel 1971. Parte di essa è la più grande catena del suo genere al mondo, con 28 720 punti vendita in 78 paesi, di cui 12 000 negli Stati Uniti.

    I punti vendita di Starbucks vendono esclusivamente la propria marca di caffè (macinato o in grani), tè, bevande, pasticcini, utensili e macchine da caffè, ma l'obiettivo principale dell'azienda è quello di "fornire un'esperienza al consumatore", vale a dire offrire ai propri clienti un servizio unico che non troverà nei caffè di un'altra marca.

    Oltre al classico locale, Starbucks ha sviluppato un particolare concept store, la "Roastery"; la prima è stata aperta a Seattle nel 2013. Starbucks prevede di aprire 20 o 30 spazi simili, tra cui uno a Shanghai inaugurato nel dicembre 2017. Il gruppo prevede inoltre di aprire ulteriori "Roastery", ma con il marchio "Starbucks Reserve brand", con un logo diverso da quello dei caffè tradizionali. A Seattle e Shanghai è seguita, il 6 settembre 2018, Milano. Ulteriori aperture di questo concept sono previste a Chicago, New York e Tokyo.

    StoriaModifica

    Il primo negozio Starbucks fu aperto il 31 marzo 1971 a Seattle, da tre ragazzi che frequentarono l'Università di San Francisco: Jerry Baldwin, un insegnante di inglese, Zev Siegl, un insegnante di storia, e Gordon Bowker, uno scrittore. La svolta arrivò da un'idea di Howard Schultz, storico amministratore delegato, riconosciuto ormai come il vero fondatore della famosa catena. L'azienda prese il suo nome dal primo ufficiale di coperta di Moby Dick, dopo aver considerato i nomi di "Cargo House" e "Pequod", sempre presi dallo stesso romanzo. Inoltre sia Bowker che Terry Heckler, che possedevano un'agenzia pubblicitaria, pensavano che le parole che iniziavano con "st" davano più enfasi al nome stesso, tanto da aver creato un elenco con tutte le parole che iniziavano con "st". Dopo varie decisioni sul nome della nuova azienda, Bowker venne a sapere di una città mineraria, situata a Catena delle Cascate, chiamata "Starbo", che immediatamente gli fece ricordare il nome di "Starbuck". Bowker, in un'intervista, affermò: "Moby-Dick non aveva nulla a che vedere con Starbucks, era solo una coincidenza che dal suono si dava già un senso alla parola stessa". Durante questo periodo, l'azienda produceva solo chicchi di caffè interi, senza mai produrre il classico caffè da vendere. Gli unici caffè presenti nel negozio erano dei campioni gratuiti. Durante il loro primo anno di attività acquistavano i chicchi di caffè esclusivamente dalla Peet's Coffee & Tea, iniziando solo più tardi a comprarli direttamente dai coltivatori. Il primo negozio presso il 2000 Western Avenue di Seattle, dal 1971 al 1976, successivamente venne trasferito al 1912 Pike Place.

    Nel 1989 la catena contava già 46 punti di distribuzione negli Stati Uniti.

    TerminiModifica

    Seguono alcuni termini tratti dalla lingua italiana e usati in Starbucks per denominare alcuni prodotti. I tre iniziali sono un'invenzione di Starbucks, le ultime tre sono parole regolarmente usate per individuare tipi di caffè.

    DiffusioneModifica

    Alla data di marzo 2012 Starbucks arrivò anche in Europa e si contavano 19.435 Starbucks in tutto il mondo, di cui 12 781 nella madrepatria[3]. Attualmente Starbucks è presente in 67 Paesi[3]. In Europa le caffetterie Starbucks sono molto diffuse, soprattutto nelle grandi metropoli come Parigi, Madrid, Berlino o Londra, così come in molti centri minori.

    Dal 6 settembre 2018, Starbucks è situata in tutti e 5 i continenti e in 79 Paesi e territori. Gli ultimi paesi in cui è arrivato Starbucks al 2018 sono Italia e Uruguay.

    America Oceania Europa Africa Asia

    L'assenza dall'Italia fino al 2018Modifica

     
    Palazzo Broggi, sede di Starbuck's Reserve Roastery

    Nonostante la grande diffusione mondiale, la catena non ha avuto punti vendita in Italia fino al 2018. Howard Schultz, presidente e AD della società, ha infatti sempre ritenuto che l'immagine di una caffetteria come Starbucks, che pure trae ispirazione dal modello sociale e commerciale dei caffè italiani, in Italia non funzionerebbe, dal momento che «agli italiani non piacciono le tazze di plastica, poiché essi non considerano neanche la possibilità di prendere il caffè fuori dal bar, bevendoselo mentre camminano o guidano»[4]. Tuttavia nell'ottobre 2015 alcuni media, tra cui il Corriere della Sera, rivelarono che Starbucks stava trattando con l'imprenditore Antonio Percassi per uno sbarco della catena nel 2016[5]. Questa notizia è stata poi confermata direttamente al giornale milanese da Schultz, che aveva previsto aperture di caffetterie Starbucks da giugno del 2018 partendo dal capoluogo lombardo[6]. Nel gennaio 2016 è uscito un comunicato stampa ufficiale sul sito della compagnia che annuncia l'apertura nel 2018 del primo Starbucks italiano a Milano; a scopo promozionale, la catena ha fatto installare in Piazza Duomo un giardino esotico, con palme e banani, che dovrebbe essere smontato dopo 3 anni.[7] Dopo alcuni rinvii, l'inaugurazione è avvenuta tra il 6 e il 7 settembre 2018, con la prima Roastery europea.[8]

    Il 20 novembre 2018 ha aperto, sempre a Milano, in corso Garibaldi il primo Starbucks arredato e caratterizzato con i prodotti con cui è normalmente conosciuto dalla sua clientela, raddoppiando pochi giorni dopo in via Durini.[9]; la gestione italiana prevede l'apertura di numerosi punti vendita in Italia, di cui 25 a Milano.

    Impegno socialeModifica

    Grazie all'aiuto delle associazioni Feeding America e Food Donation Collection, Starbucks dona tutto il cibo rimasto invenduto nei locali della catena, nelle località dove le associazioni sono presenti, alle persone in condizioni economiche disagiate[10].

    Galleria d'immaginiModifica

    NoteModifica

    1. ^ a b "Starbucks financial report 2017". NASDAQ.
    2. ^ (EN) Starbucks - Summary, Google Finance. URL consultato l'11 novembre 2015.
    3. ^ a b (EN) How many Starbucks are there?, loxcel.com, 9 aprile 2012. URL consultato l'11 novembre 2015 (archiviato dall'url originale il 28 settembre 2015).
    4. ^ (EN) Why Starbucks is not present in Italy?, innovationzen.com, 15 gennaio 2007. URL consultato l'11 novembre 2015.
    5. ^ Starbucks apre anche in Italia, corriere.it. URL consultato l'11 novembre 2015.
    6. ^ Mr Starbucks: «Il mio caffè conquisterà anche l'Italia>, su Corriere della Sera. URL consultato il 29 febbraio 2016.
    7. ^ Palme e Starbucks in piazza Duomo a Milano: tutti d’accordo?, su Milanocontemporanea.com. URL consultato il 23 febbraio 2017.
    8. ^ Starbucks Milano, l’abbiamo visto in anteprima, ecco come sarà: espresso, forno a legna e design, in Corriere della Sera. URL consultato il 6 settembre 2018.
    9. ^ https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/18_novembre_20/milano-garibaldi-centrale-starbucks-aprira-25-punti-vendita-13347cf2-ec90-11e8-9cc0-d189758894d5.shtml.
    10. ^ Starbucks To Donate 100% Of Its Unsold Food To People In Need boredpanda.com

    Altri progettiModifica

    Collegamenti esterniModifica

    Controllo di autoritàVIAF (EN141018612 · ISNI (EN0000 0001 2222 5399 · LCCN (ENno95039213 · GND (DE4633393-9 · NDL (ENJA00688759 · WorldCat Identities (ENno95-039213