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Gli stati baltici o EstLaLia

Con il termine Paesi baltici, talvolta EstLaLia,[1][2][3][4] Repubbliche baltiche oppure Stati baltici (in estone Balti riigid, in lettone Baltijas valstis, in lituano Baltijos valstybės, in russo Приба́лтика) in senso lato, si fa riferimento alle tre repubbliche sulla costa orientale del Mar Baltico, ovvero Estonia, Lettonia e Lituania.[5]

EtimologiaModifica

Già in epoca zarista esisteva un nome convenzionale (Приба́лтика, traslitterato Pribaltika nell'alfabeto latino) che indicava le province dell'Impero russo che si affacciavano sul Baltico.[6] Successivamente, in epoca sovietica qualche scrittore (assai pochi invero) ha incluso nella definizione l'exclave russa dell'oblast' di Kaliningrad).[7][8]

Il termine “Paesi baltici”, infatti, usualmente non include tutti gli altri Paesi effettivamente bagnati dallo stesso mare, come Danimarca, Germania, Polonia, Svezia, Finlandia e Russia. Di rado, la Finlandia viene inclusa nella definizione.[9]

StoriaModifica

OriginiModifica

Le differenze identitarie a livello linguistico e culturale tra le tre entità statali trovano la loro ragion d'essere già nell'antichità. Varie popolazioni si erano già variamente insediate nel corso del Neolitico nella Lituania, Lettonia ed Estonia. I Balti, a cui si deve il nome della regione geografica, costituivano uno dei gruppi più numerosi nell'area: è stato difficile accertare storiograficamente l'origine di queste comunità, ritenute tradizionalmente indoeuropee e provenienti dall'Asia centrale. Ad insediarsi nella stessa zona geografica vi furono poi in epoche più o meno differenti pruzzi, jatvingi, scalvi, curi, seloni, semigalli, galindi, letgalli, lettoni, livoni, lituani e selonici. La prima citazione scritta su questi popoli è di Tacito nel suo Germania dove tra l’altro descrive la "via dell’ambra", via commerciale che univa l'Impero romano alle popolazioni baltiche (ne sono prova i numerosi ritrovamenti di monete romane).

Mentre l'Europa occidentale fu luogo di un periodo di profonde trasformazioni a seguito delle invasioni barbariche, più stabile fu la situazione nei Paesi baltici, in cui le diverse popolazioni, piuttosto che costituirsi assieme, preferirono conservare la propria conformazione tribale.

Ad interessarsi alle vicende relative ai baltici, furono i tedeschi del Sacro Romano Impero intorno all'anno 1000 (annali di Quedlinburg), tentando di descrivere la quotidianità e le regioni in cui tali popolazioni si erano stabilite.

MedioevoModifica

Fu solo due secoli dopo che nel più meridionale dei tre Paesi baltici si invertì la tendenza dissociativa delle comunità a favore di una costituzione unitaria dei diversi gruppi etnici: un simile evento, realizzato da Mindaugas, portò alla creazione del Ducato di Lituania. Nel frattempo, le popolazioni tedesche iniziavano a spingersi sempre più verso est. Contemporaneamente al periodo delle crociate per il possesso della Terra Santa, anche nei Paesi baltici iniziò a mettersi in atto il tentativo di cristianizzare quelle comunità che più di ogni altre si erano isolate dagli eventi storici che avevano riguardato il resto del continente, sulla spinta della Santa Sede. Fu per questo che sulla scia di quanto già precedentemente accaduto più a sud, si procedette a costituire degli ordini religiosi cavallereschi al fine di sottomettere anche territorialmente quelle terre che più volte avevano rifiutato la conversione (pacificamente) proposta da missionari cristiani. L'Europa nord-orientale finì per diventare luogo di feroci combattimenti che coinvolsero dapprima la Lituania e poi la Lettonia e l'Estonia per più secoli (si parla a proposito di tali conflitti di crociata livoniana). Intorno al 1300, il quadro politico vedeva il Granducato di Lituania, che si estendeva anche in parte dei territori ad oggi appartenenti alla Bielorussia e alla Polonia, oltre alla Confederazione della Livonia, gestita dall'Ordine di Livonia sotto l'approvazione dell'Ordine teutonico, il quale costituì lo Stato monastico per riuscire a gestire da vicino popolazioni che spesso si ribellavano alle condizioni tributarie imposte dai tedeschi. La Confederazione, dapprima formata dalla sola Livonia (regione che si estendeva dal golfo di Riga all'odierno confine tra la Lettonia e la Russia) si allargò all'intera Lettonia e, successivamente, anche al Ducato di Estonia, acquisito dalla Danimarca guidata da Valdemaro IV. I cavalieri di Livonia si occuparono nel corso del XII-XIV della città di Riga, il cui possesso fu conteso per secoli tra Arcidiocesi di Riga e Ordine, e della gestione di politiche estere con il confinante Granducato di Lituania, in fase di espansione. Frattanto, ad est iniziava ad affacciarsi un nuovo soggetto, il Granducato di Mosca che aveva mire espansionistiche verso ovest.

Il periodo di maggiore apice della Confederazione fu nel XV secolo, quando l'Ordine di Livonia riuscì a raggiungere l'indipendenza dall'Ordine teutonico, entrato in una crisi irreversibile dopo la battaglia di Grunwald (1410). I conflitti che travolsero la regione della Lettonia e dell'Estonia con i russi nella guerra russo-livoniana (1480-1481), continuarono a rendere instabile la situazione politica.

Età modernaModifica

Mentre nel frattempo il Granducato accresceva la propria potenza (tanto da divenire nel XV-XVI secolo lo Stato più grande d'Europa), la Confederazione entrò in un lento declino che culminò con la dissoluzione dell'Ordine di Livonia a seguito della conversione al luteranesimo del Gran maestro Gottardo Kettler. La Lettonia e parte della Lituania divennero parte del Ducato di Curlandia e Semigallia, mentre l'Estonia fu subito assoggettata all'Impero russo. Tale espansione ad opera dei russi procedette e portò alla conquista della Lettonia nel corso del 1600. Sempre nello stesso secolo, l'Impero Svedese detenne il possesso di gran parte della regione baltica e delle coste sul mare omonimo per cento anni, fino alla Grande guerra del Nord (1700-1721).

Il Granducato di Lituania si fuse con il Regno di Polonia nel 1569, continuando ad esistere fino al 1795, anno di costituzione della Confederazione polacco-lituana.

1700-1800Modifica

Tutti e tre gli Stati baltici convenzionali, per duecento anni fino al 1917, entrarono a far parte dell'Impero russo come governatorati del Baltico[10]. Nel corso del 1800, gli Stati baltici seguirono quanto accaduto in altre regioni del continente e aderirono ai moti rivoluzionari, che contribuirono a creare un sentimento patriottico nelle popolazioni locali. Tale processo fece leva sulla lingua, sulle tradizioni e sulla cultura. Mosca cercò di reprimere tali movimenti anche con misure di grosso rilievo (si pensi al bando della stampa lituana).

XX secoloModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Occupazione sovietica delle repubbliche baltiche.

Parte del territorio dei Paesi baltici, durante la Prima guerra mondiale fra il 1917 e il 1918, venne invasa dall'Impero tedesco con l'Occupazione tedesca delle Province baltiche.[11][12] In seguito alla Rivoluzione Russa e alle vicende della prima guerra mondiale i tre Stati ottennero l'indipendenza, nel 1918, insieme al vicino Granducato di Finlandia.[13]

Dal 1940, le repubbliche baltiche vennero occupate dall'Unione Sovietica; gli Stati Uniti d'America, con la dichiarazione di Welles (23 luglio 1941), notificarono all'Unione Sovietica che essi non avrebbero mai riconosciuta come legittima tale annessione. Welles annunciò pure che il Governo degli Stati Uniti avrebbe continuato a riconoscere i Ministri degli esteri dei Paesi Baltici come inviati di un governo sovrano.[14]

La Dichiarazione rese possibile ai rappresentanti diplomatici degli Stati Baltici di finanziare le loro attività in vari altri Stati e di proteggere le proprie navi.[15] L'aver stabilito la politica di non riconoscimento consentì, dopo la guerra, a circa 120 000 profughi dagli Stati Baltici di evitare il rimpatrio nell'Unione Sovietica ed invocare dall'estero l'indipendenza dei loro paesi.[16][17]

Nel prosieguo della Seconda guerra mondiale, dal 1941 al 1944 furono occupate dalla Germania nazista e dal 1944 al 1991 furono nuovamente occupate e inglobate nell'Unione Sovietica (RSS Lituana, RSS Lettone, RSS Estone), che represse ogni ulteriore tentativo indipendentista, fino alla caduta della stessa Unione Sovietica nel 1991, quando sono finalmente riuscite a dichiararsi nuovamente repubbliche indipendenti, restaurando l'indipendenza sottratta, con pieno riconoscimento a livello internazionale.[5]

XXI secoloModifica

Attualmente sono repubbliche parlamentari indipendenti, dal 2004 sono membri dell'Unione europea e della Nato ma non della Comunità degli Stati Indipendenti come le altre ex repubbliche sovietiche. Pur avendo caratteristiche molto diverse tra loro, tra cui ad esempio le lingue,[18] gli Stati hanno spesso condiviso sorti uguali, soprattutto nell’ultimo secolo cadendo variamente in mano a teutonici e sovietici. Nel 1991, dopo l'indipendenza, la componente russa ha comunque continuato a persistere, popolando gli Stati con percentuali diverse.[19][20] Tutti e tre gli Stati hanno adottato l'Euro: l'Estonia dal 1º gennaio 2011[21], la Lettonia dal 1º gennaio 2014 ed infine la Lituania dal 1º gennaio 2015.

Le minoranzeModifica

In tutti e tre gli Stati permangono infatti forti minoranze russe, soprattutto in Lettonia.[22]

 
La regione baltica, con i Paesi baltici e con tutti gli altri Stati che lambiscono il Mar Baltico.

Da un punto di vista politico, linguistico e religioso sono entità differenziate. Ad esempio in Estonia viene parlata la lingua estone, appartenente al ceppo ugro-finnico, simile al finlandese e molto diversa dalle due lingue baltiche propriamente dette (lettone e lituano). Per questo motivo l'Estonia ambisce ad essere considerato più un Paese nordico. Come religioni, in Estonia e Lettonia sono presenti soprattutto la luterana, l'ortodossa e vi è una certa percentuale di atei, mentre in Lituania l'80% della popolazione si professa cattolica.

La popolazione ridotta e le dimensioni piccole hanno fatto sì che nel tempo vi fossero strette interrelazioni con gli Stati confinanti: la Lituania ha storicamente forti legami con la Polonia e l'Europa centrale; la Lettonia è maggiormente vicina alla Russia e si sta caratterizzando come area di transito fra tale Paese e il resto d'Europa; l'Estonia è culturalmente più legata alla Finlandia e alla Scandinavia, ma anche, per antiche tradizioni teutoniche, alla Germania.

DatiModifica

Bandiera Nome Superficie
(km²)
Popolazione
(ultima stima)
Densità
(ab./km²)
Capitale Moneta UE/Euro
  Estonia[23] 45.227 1.294.455 28 Tallinn euro    
  Lettonia[24] 64.559 2.070.371 32 Riga euro    
  Lituania[25] 65.300 3.043.429 46 Vilnius euro    
Paesi baltici 175.086 6.408.255 35 euro    

DemografiaModifica

La popolazione è misurata entro i limiti della città a livello nazionale da dati forniti da ciascun ufficio di statistica. Delle 30 città più grandi per popolazione dei paesi baltici, 15 sono lituane, 10 sono lettoni e 5 estoni.

 
1. Riga
Posiz. Stemma Città Popolazione Data
1.

 

  Riga 706.413[26]

1º gennaio 2010
2.

 

  Vilnius 560.192[27] 1º gennaio 2010
3.

 

  Tallinn 412.341[28] 1º dicembre 2010
4.

 

  Kaunas 378.943[29] 1º gennaio 2009
5.

 

  Klaipėda 184.657[30] 1º gennaio 2010
6.

 

  Šiauliai 133.900[31] 1º gennaio 2009
7.

 

  Panevėžys 113.653[32] 1º gennaio 2009
8.

 

  Daugavpils 104.857[33] 1º gennaio 2010
9.

 

  Tartu 84.747[34] 1º gennaio 2010
10.

 

  Liepāja 81.185[33] 1º gennaio 2010
11.

 

  Alytus 70.747[35] 1º gennaio 2009
12.

 

  Narva 65.886[36] 1º gennaio 2009
13.

 

  Jelgava 61.791[37] 1º gennaio 2009
14.

 

  Jūrmala 54.088[38] 1º gennaio 2009
15.

 

  Marijampolė 47.613[39] 1º gennaio 2009
16.

 

  Kohtla-Järve 46.060[40] 1º gennaio 2010
17.

 

  Pärnu 44.192[41] 1º gennaio 2010
18.

 

  Ventspils 42.644[42] 1º gennaio 2009
19.

 

  Mažeikiai 41.309[43] 1º gennaio 2009
20.

 

  Rēzekne 38.340[44] 1º gennaio 2009
21.

 

  Jonava 34.993[45] 1º gennaio 2009
22.

 

  Utena 33.240[46] 1º gennaio 2009
23.

 

  Kėdainiai 31.980[47] 1º gennaio 2009
24.

 

  Telšiai 29.764[48] 1º gennaio 2009
25.

 

  Ukmergė 28.659[49] 1º gennaio 2009
26.

 

  Visaginas 28.348[50] 1º gennaio 2009
27.

 

  Tauragė 27.662[51] 1º gennaio 2009
28.

 

  Jēkabpils 27.078[52] 1º gennaio 2009
29.

 

  Valmiera 26.963[53] 1º gennaio 2009
30.

 

  Ogre 25.818[54] 1º gennaio 2009

NoteModifica

  1. ^ Luigi Marco Bassani; William Stewart; Alessandro Vitale, I concetti del federalismo, Giuffrè, 1994, Milano, ISBN 978-88-14-05343-6, p.153.
  2. ^ https://www.atacama.it/Paesi-Baltici_info.htm
  3. ^ Politica ed economia, Editori riuniti riviste, 1992, vol.23. “(...) per una futura unione Baltica è stato finora proposto un nome, Estlalia”: https://books.google.it/books?id=FarqAAAAMAAJ&dq=estlalia+paesi+baltici&focus=searchwithinvolume&q=estlalia
  4. ^ “Estlalia, volevano chiamare quest’area, con l'idea di unificare le tre nazioni. Un po' come il Benelux, si pensava dovesse costituirsi un nuovo soggetto statale unico, \caratterizzarono la protesta baltica. Oggi solo in pochi si ricordano di Estlalia, un nome vuoto, senza alcun riferimento concreto sulla scena politica mondiale. Eppure, il mondo baltico resta insieme "uno e trino" e non è sempre semplice spiegare ad un pubblico non specialistico cosa propriamente s'intenda con questo dire sibillino”: https://www.repubblica.it/viaggi/2008/05/30/news/paesi_baltici_tracce_dell_impero-117036652/?refresh_ce
  5. ^ a b www.baltico.it
  6. ^ Miljan.
  7. ^ (EN) Leonid Karabeshkin, Christian Wellmann, The Russian Domestic Debate on Kaliningrad: Integrity, Identity and Economy, LIT Verlag Münster, 2004, ISBN 978-38-25-87952-5 p.16.
  8. ^ (EN) Olav Fagelund Knudsen, Stability and Security in the Baltic Sea Region, Routledge, 2013, ISBN 978-11-35-23289-4 cap.3.
  9. ^ (EN) Collins English Dictionary – Complete and Unabridged, 12ª ed., HarperCollins Publishers, 2014.
  10. ^ Giovanna Motta, Il Baltico: Un mare interno nella storia di lungo periodo, Edizioni Nuova Cultura, 2013, ISBN 978-88-68-12158-7, p.37.
  11. ^ Giovanna Motta, Il Baltico: Un mare interno nella storia di lungo periodo, Edizioni Nuova Cultura, 2013, ISBN 978-88-68-12158-7, p.82.
  12. ^ “Non mancarono episodi deplorevoli durante l’occupazione, quali ad esempio il c.d. Olocausto lituano.” Andrew Nagorski, Sulle tracce dei criminali nazisti, Newton Compton Editori, 2017, ISBN 978-88-22-70484-9.
  13. ^ Due dei tre Stati rientrarono nell'Ober Ost: a questo seguì la brevissima parentesi del Ducato Baltico Unito, Regno di Lituania, Ducato di Curlandia e Semigallia.
  14. ^ (EN) John Hiden, Vahur Made, David J. Smith, editors. The Baltic question during the Cold War, London, Routledge, 2008, p. 39. ISBN 978-0-415-37100-1
  15. ^ (EN) John Hiden, Vahur Made, David J. Smith, editors. The Baltic question during the Cold War, p. 42
  16. ^ (EN) John Hiden, Vahur Made, David J. Smith, editors. The Baltic question during the Cold War, London, Routledge, 2008. ISBN 978-0-415-37100-1, p. 43
  17. ^ Esten, letten und litauer in der britischen besatzungszone deutschlands. Aus akten des Foreign office = Estonians, latvians and lithuanians in the british occupation zone of Germany, in Jahrbücher für Geschichte Osteuropas, vol. 53, 2005, ISSN 0021-4019 (WC · ACNP).
  18. ^ Vedasi per approfondire lingua lituana, lingua lettone e lingua estone.
  19. ^ guide.supereva.it
  20. ^ Alcuni insediamenti costituiti dai sovietici sono ancora ad oggi popolati da maggioranza russa: è il caso di Visaginas, in Lituania, un centro urbano vicino alla centrale nucleare di Ignalina.
  21. ^ www.ilsole24ore.com
  22. ^ Un'analisi della situazione della minoranza russa è rappresentata da questo documento dell'Unione Europea sulla tutela della stessa.
  23. ^ Dati sull’Estonia: http://www.estonia.it/lettura/tiporicerca.asp?pid=813&catid=224
  24. ^ Dati Lettonia: https://knoema.com/atlas/Latvia
  25. ^ Dati Lituania: https://knoema.com/atlas/Lithuania
  26. ^ Table IE52:Resident Population by Region, City and District at the beginning of the year, csb.gov.lv.
  27. ^ Teritorija ir gyventojų skaičius. Požymiai: administracinė teritorija, statistiniai rodikliai ir metai Archiviato il 1º settembre 2010 in Internet Archive.
  28. ^ (ET) Tallinna elanike arv, su tallinn.ee, 1º maggio 2011. URL consultato l'8 maggio 2011.
  29. ^ 2001 Census - Lithuanian Government Department of Statistics Archiviato il 29 settembre 2007 in Internet Archive.
  30. ^ Population and workforce - Invest in Klaipeda Archiviato il 19 gennaio 2012 in Internet Archive.
  31. ^ Šiauliai Archiviato il 24 giugno 2011 in Internet Archive. su lithuaniatourism.co.uk
  32. ^ Panevėžio miesto savivaldybė, Lithuanian Department of Statistics. URL consultato il 17 ottobre 2009.
  33. ^ a b Cities and Towns of Latvia
  34. ^ Population by sex, age group and county, 1 January, Statistics Estonia, 22 aprile 2009. URL consultato il 26 settembre 2009.
  35. ^ Population of Alytus, Lithuania Archiviato il 29 novembre 2011 in Internet Archive.
  36. ^ (PDF) Narva in figures 2008", Narva City Government. accesso il 2009-11-12]
  37. ^ Population of Jelgava, Latvia Archiviato il 13 gennaio 2012 in Internet Archive. su Mongabay.com
  38. ^ Population of Jūrmala, Latvia Archiviato il 13 gennaio 2012 in Internet Archive. su Mongabay.com
  39. ^ Population of Marijampolė, Latvia Archiviato il 29 novembre 2011 in Internet Archive. su Mongabay.com
  40. ^ Population of Kohtla-Järve, Latvia Archiviato il 7 giugno 2012 in Internet Archive. su Mongabay.com
  41. ^ Population of Pärnu, Latvia Archiviato il 7 giugno 2012 in Internet Archive. su Mongabay.com
  42. ^ Population of Ventspils, Latvia Archiviato il 14 gennaio 2012 in Internet Archive. su Mongabay.com
  43. ^ Population of Mažeikiai, Latvia Archiviato il 29 novembre 2011 in Internet Archive. su Mongabay.com
  44. ^ Population of Rēzekne, Latvia Archiviato il 14 gennaio 2012 in Internet Archive. su Mongabay.com
  45. ^ Population of Jonava, Latvia Archiviato il 29 novembre 2011 in Internet Archive. su Mongabay.com
  46. ^ [ Population of Utena, Latvia] su Mongabay.com
  47. ^ Population of Kėdainiai, Latvia Archiviato il 29 novembre 2011 in Internet Archive. su Mongabay.com
  48. ^ Population by age of Telšiai - 2010 Archiviato il 25 novembre 2009 in Internet Archive.
  49. ^ Population of Ukmergė, Latvia Archiviato il 29 novembre 2011 in Internet Archive. su Mongabay.com
  50. ^ Population of Visaginas, Lithuania Archiviato il 29 novembre 2011 in Internet Archive. su Mongabay.com
  51. ^ Population of Tauragė, Latvia Archiviato il 29 novembre 2011 in Internet Archive. su Mongabay.com
  52. ^ Population of Jēkabpils, Latvia Archiviato il 13 gennaio 2012 in Internet Archive. su Mongabay.com
  53. ^ Population of Valmiera, Latvia Archiviato il 13 gennaio 2012 in Internet Archive. su Mongabay.com
  54. ^ Population of Ogre, Latvia Archiviato il 13 gennaio 2012 in Internet Archive. su Mongabay.com

BibliografiaModifica

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