Stato d'assedio

provvedimento giuridico eccezionale, deciso allo scopo di fronteggiare gravi avvenimenti di carattere interno
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Per stato d'assedio s'intende un provvedimento giuridico eccezionale, deciso dalle autorità allo scopo di fronteggiare gravi avvenimenti di carattere interno.

La proclamazione dello Stato d'assedio, generalmente causata da disordini sociali particolarmente gravi o diffusi, comporta la temporanea sospensione delle leggi di garanzia o della Costituzione di uno Stato, fino a giungere all'assunzione dei poteri civili da parte dell'autorità militare.

In Italia, durante i moti popolari del 1898, meglio conosciuta come la Protesta dello stomaco, venne proclamato lo stato d'assedio in alcune città; a Milano venne incaricato il generale Fiorenzo Bava Beccaris.

Casi di stato d'assedioModifica

  • 1862. Stato d’assedio promulgato il 20 agosto per fermare il tentativo garibaldini di conquistare Roma e tolto il 16 novembre dello stesso anno.
  • 1863. Primo stato d'assedio in Sicilia, seguito dalla missione del generale Giuseppe Govone.
  • settembre 1866. Stato d'assedio in seguito alla rivolta di Palermo, attuato dal generale Raffaele Cadorna, alla testa di due divisioni di fanteria, un reggimento di cavalleria ed una brigata di artiglieria.
  • 1º gennaio 1894. Proclamazione dello stato d'assedio in Sicilia. Il governo dà i pieni poteri, in qualità di Regio Commissario, al generale Morra, già Prefetto di Palermo.
  • 16 gennaio 1894. Proclamazione dello stato d'assedio in Lunigiana (Toscana) con pieni poteri al generale Heusch.
  • 7 maggio 1898. Stato d'assedio a Milano, con pieni poteri al generale Fiorenzo Bava Beccaris.
  • 9 maggio 1898. Estensione dello stato d'assedio alla provincia di Napoli e alla Toscana.
  • 2 gennaio 1909. Stato d'assedio a Messina. Pochi giorni dopo il disastro sismico del 28 dicembre 1908, viene destituito il Sindaco di quella città Gaetano D'Arrigo Ramondini, che viene sostituito dal Generale Francesco Mazza a cui vengono attribuiti pieni poteri. Durerà fino ai primi giorni del successivo mese di febbraio 1909.
  • 27/28 ottobre 1922. Possibile, ma di fatto non attuato, stato d’assedio per Roma: Nei giorni della Marcia su Roma, progettata dal capo dei fascisti Benito Mussolini, sarebbe bastato che il re, Vittorio Emanuele III, proclamasse lo stato d’assedio perché l’esercito venisse mobilitato contro i fascisti. Ma il re decide di non firmare il decreto presentato dall’allora presidente del Consiglio Luigi Facta. Permettendo così ai fascisti di Mussolini l’ingresso a Roma.

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