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Stazione di Centocelle

stazione ferroviaria italiana
Centocelle
stazione ferroviaria
Centocelle - Stazione ferroviaria.jpg
La stazione di Centocelle in una foto storica, nei primi tempi di esercizio
Localizzazione
StatoItalia Italia
LocalitàRoma, zona Centocelle
Coordinate41°52′29.22″N 12°33′44.93″E / 41.874782°N 12.562481°E41.874782; 12.562481Coordinate: 41°52′29.22″N 12°33′44.93″E / 41.874782°N 12.562481°E41.874782; 12.562481
LineeRoma-Giardinetti
Diramazione Centocelle-Piazza dei Mirti dal 1927 al 1982
Caratteristiche
TipoStazione in superficie, passante
Stato attualeIn uso
Attivazione1916
Binari4 + 4 + altri DL e RL e deposito
InterscambiFermata di Parco di Centocelle della linea C, autobus urbani
DintorniParco di Centocelle (ex aeroporto di Roma-Centocelle)
Via Casilina
NoteDal 3 agosto 2015 capolinea temporaneo della linea da Roma a causa della chiusura al traffico del tratto Centocelle-Giardinetti
 
Mappa di localizzazione: Roma
Centocelle
Centocelle

La stazione di Centocelle è una stazione ferroviaria al servizio dell'omonimo quartiere romano posta lungo la Ferrovia Roma-Giardinetti (ex Pantano-Fiuggi-Frosinone).

Indice

StoriaModifica

 
Veduta della stazione dalla via Casilina con il nuovo fascio binari nel 1928

La stazione, originariamente composta solamente dell'area del vecchio impianto, venne costruita nelle immediate vicinanze dell'aeroporto omonimo e venne inaugurata contestualmente all'apertura del tronco Roma-Genazzano il 2 giugno 1916 della ferrovia Roma-Fiuggi-Alatri-Frosinone[1].

Il 28 aprile 1927 venne inaugurata la diramazione per Piazza dei Mirti[2], in servizio da quell'anno fino al 15 maggio 1982, giorno della sua soppressione[3]. Dopo la sua chiusura il tracciato venne limitato all'incrocio tra via delle Camelie e via Tor de' Schiavi e viene utilizzato saltuariamente come asta di manovra[2].

Nel 1973 il vecchio impianto venne sostituito da una nuova stazione, posta più verso il parco omonimo[4][5].

Nel 2008 l'ultimo tratto della Roma-Fiuggi-Alatri-Frosinone, il tracciato da Giardinetti a Pantano, già chiusa in precedenza per lavori di raddoppio da Grotte Celoni a Pantano dal 1996 al 1º marzo 2006[6], viene definitivamente chiusa all'esercizio e verrà riutilizzata due anni dopo per la linea C della metropolitana di Roma. Dal 3 agosto 2015 la stazione è divenuta capolinea temporaneo.

Strutture e impiantiModifica

La stazione si può suddividere in 4 aree: stazione nuova del 1973 adibita al servizio passeggeri, vecchia stazione, officine e deposito.

Stazione del 1973Modifica

L'impianto è composto da 3 banchine che servono due binari ciascuno, in modo da gestire meglio il servizio urbano[7]. Ad ovest della stazione è presente una piccola area con ruderi di edifici risalenti ai tempi dell'antica Roma. Su questa si possono riconoscere infatti diversi muri antichi dell'epoca.

In precedenza vi era un raccordo lato Fiuggi tra la vecchia stazione e la nuova, in seguito smantellato, mentre è rimasto in servizio quello lato Roma subito dopo l'uscita dalle banchine.

Stazione del 1916Modifica

Vi è inoltre tutta un'area situata a nord dell'intero impianto non aperta al pubblico e adibita alle sole manovre di servizio.

La vecchia stazione è situata pochi metri ad est, in direzione Giardinetti, composta da un fabbricato viaggiatori, un fabbricato per i servizi igienici e da tre banchine che servono i relativi tre binari; con i lavori di ammodernamento della stazione che hanno poi dato vita al nuovo impianto, è stato costruito accanto al vecchio fabbricato viaggiatori lato Fiuggi un edificio di controllo di tutto il piazzale binari dell'area, all'interno del quale venne collocato un Apparato Centrale Elettrico a Itinerari tipo UR della C.I. Westinghouse, assemblato con materiale già utilizzato della ferrovia Roma-Lido[7][8]. Oltre a questi tre ve ne è un altro sprovvisto di marciapiede. I binari della stazione sono esclusivamente utilizzati, essendo essa priva di traffico passeggeri, per il movimento dei vari rotabili prodotto dalle officine e dal deposito situati uno a sinistra e l'altro a destra del fabbricato viaggiatori. In passato disponeva in un piccolo scalo merci composto da un magazzino, un binario di raccordo e di un piano caricatore[9].

Dal 1927 fino al 1982 da qui si diramava un'asta a doppio binario per la fermata terminale di Piazza dei Mirti. In seguito alla soppressione la tratta venne smantellata e lasciata integra fino all'incrocio tra via delle Camelie e via Tor de' Schiavi. Il piccolo tratto, ancora avente l'elettrificazione ed utilizzato talvolta come asta di manovra per invertire i convogli, termina con un tronchino.

Di fronte al fabbricato viaggiatori è presente anche l'unica sottostazione elettrica superstite delle 8 originarie. Essa viene alimentata dalla rete ENEL a circa 7 kV che trasforma, per mezzo di raddrizzatori allo stato solido, nella tensione della ferrovia ossia di 1 650 V = e che distribuisce tramite tre linee, una per il tracciato lato Roma, un'altra per quello fino a Giardinetti e l'ultima per il piazzale dell'impianto[10].

Officine e depositoModifica

Il deposito, aperto intorno al 1916 e posto alla progressiva chilometrica 6+059 da Roma Laziali, ospita tutti i rotabili in dotazione alla linea oltre ad alcuni rotabili storici originari della STEFER come ad esempio tre carri merci (tra cui un carro chiuso usato ogni anno come "carro-presepe". Nel periodo natalizio esso viene trasportato dal deposito al capolinea di Roma Laziali e lì esposto), automotrici diesel da lavori, carrelli ed anche altre automotrici passeggeri della linea[10]. Fino al dicembre del 2000 nel deposito erano presenti inoltre anche numerosi rotabili dismessi e demolendi utilizzati in precedenza per il servizio extraurbano sulla linea, come ad esempio i complessi motrice e rimorchio delle serie 460 e 470, gli elettrotreni serie 800 e numerosi rimorchi. In particolare erano presenti due locomotori usati per manovre all'interno dello scalo o per eventuali soccorsi lungo linea, erano la motrice 434 per il servizio extraurbano e il locomotore 4[10]; entrambi nel 2006 sono stati prelevati insieme ad altri rotabili per poi essere posizionati definitivamente sul binario 1 della stazione di Colonna per l'esposizione permanente a fini museali.

Nell'area è anche presente l'impianto di lavaggio dei convogli e uno spazio riservato all'assemblaggio dell'armamento, dove è presente anche la rampa per l'immissione in linea del materiale rotabile.

Tutta quest'area è gemellata con le officine, poste nella radice ovest della stazione dove si effettua la manutenzione e riparazione dei rotabili ferroviari. I reparti si suddividono in elettrico ed elettronico, meccanica, motori, verniceria e magazzino ricambi. L'edificio dispone di 6 binari, quattro dei quali dotati di fossa d'ispezione, in grado di ospitare altrettanti treni.

MovimentoModifica

Ferrovia Roma Laziali-Centocelle 
         Roma Laziali
   Santa Bibiana
   Porta Maggiore
   Ponte Casilino
   Sant'Elena
   Villini
   Alessi
   Filarete
   Tor Pignattara
   Berardi
   Balzani
     Centocelle

Il traffico che influenza Centocelle è esclusivamente passeggeri e viene espletato dall'ATAC. Il servizio sulla linea dura dalle 5:00 alle 23:00[11].

InterscambiModifica

  •   Fermata autobus (linee ATAC)
  •   Fermata metropolitana (Parco di Centocelle, linea C)

NoteModifica

  1. ^ Ufficio Centrale di Statistica delle Ferrovie dello Stato, Prospetto cronologico dei tratti di ferrovia aperti all'esercizio dal 1839 al 31 dicembre 1926, Alessandro Tuzza, 1927, Trenidicarta.it. URL consultato il 6 febbraio 2014.
  2. ^ a b Dadderio (diramazione)
  3. ^ I servizi locali; il servizio urbano di Roma
  4. ^ Fondazione Ferrovia Museo Stazione di Colonna, p. 14.
  5. ^ Formigari e Muscolino, op. cit.
  6. ^ "Notizia flash" su "I Treni" n. 279 (marzo 2006), p. 9
  7. ^ a b La storica stazione di Centocelle e la ferrovia Roma-Fiuggi-Alatri-Frosinone in http://romacinque.altervista.org/
  8. ^ Formigari, Muscolino (2004), p. 363.
  9. ^ Si veda la foto nell'infobox della stazione. A fianco al fabbricato viaggiatori si può notare di sfondo il tetto del magazzino merci.
  10. ^ a b c Dadderio (depositi)
  11. ^ ATAC S.p.A., Azienda per la mobilità

BibliografiaModifica

Fonti a stampaModifica

  • Vittorio Formigari e Piero Muscolino, Tram e filobus a Roma. Storia dalle origini, Calosci, 1999.
  • Vittorio Formigari e Piero Muscolino, Le tramvie del Lazio: storia dalle origini, Calosci, 2004.
  • Rita Volpe, Centocelle: Roma SDO le indagini archeologiche, Rubbettino, 2004.
  • Stefania Ficacci, Tor Pignattara: fascismo e Resistenza di un quartiere romano, FrancoAngeli, Milano, 2007.
  • Fondazione Ferrovia Museo Stazione di Colonna ex linea Roma-Fiuggi, Collana di quaderni Roma-Fiuggi-Frosinone, storia di una ferrovia: Descrizione della linea parte prima, da Roma a Genazzano, Calocci Cortona, 2011, ISBN 978-88-7785-265-6.

Fonti webModifica

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Materiale fotograficoModifica