Stazione di Licata

stazione ferroviaria italiana
Licata
stazione ferroviaria
Localizzazione
StatoItalia Italia
LocalitàLicata
Coordinate37°06′21.4″N 13°56′16.85″E / 37.105945°N 13.938015°E37.105945; 13.938015Coordinate: 37°06′21.4″N 13°56′16.85″E / 37.105945°N 13.938015°E37.105945; 13.938015
LineeCaltanissetta Xirbi-Gela-Siracusa
Caratteristiche
Tipostazione in superficie, passante
Stato attualein uso
GestoreTrenitalia
Attivazione1881
Binari3
Dintornicentro storico, Porto di Licata

La stazione di Licata è una stazione ferroviaria di RFI e lo scalo ferroviario della città siciliana di Licata. È posta al km 199+873 della ferrovia Canicattì-Siracusa.

StoriaModifica

La stazione venne costruita nell'ambito della costruzione della ferrovia proveniente da Caltanissetta, iniziata dalla Società Vittorio Emanuele e realizzata successivamente dalla Società per le Strade Ferrate Calabro-Sicule, per connettere le aree zolfifere del nisseno e della Sicilia centrale con il porto per l'esportazione del minerale di zolfo estratto.

La stazione venne costruita in corrispondenza del centro abitato sulla sponda occidentale del fiume Salso. Dato che l'interesse maggiore era quello, commerciale, di far arrivare lo zolfo alle raffinerie della costa e al Porto di Licata, Canicattì e il comprensorio nisseno vennero collegati a partire dal febbraio 1881 con l'apertura dell'ultimo tratto, di 18 km di ferrovia, su Licata. Da tale data quindi anche i viaggiatori poterono raggiungere sia Caltanissetta e Catania che il capoluogo regionale Palermo.

Il 26 novembre 1888 venne infine realizzato anche il raccordo con il Porto di Licata e con i moli relativi[1].

Date le difficoltà economiche della Società Vittorio Emanuele che rallentarono i lavori si dovette ancora aspettare il 29 marzo 1891 perché Licata fosse collegata con la Stazione di Gela[2], a quel tempo, chiamata ancora Terranova di Sicilia e quindi in direzione di Siracusa.

Negli anni successivi si prospettò l'opportunità di costruire anche un collegamento più diretto con Agrigento, lungo la costa via Palma di Montechiaro, ma non se ne fece nulla e al suo posto ma con eccessivo ritardo nella costruzione venne realizzata una linea a scartamento ridotto e a cremagliera di bassa potenzialità che sopravvisse fino alla chiusura avvenuta negli anni cinquanta. Nel frangente tuttavia la stazione divenne un importante snodo con doppio scartamento e rimesse per le locomotive R.370.

La progressiva chiusura di molte miniere di zolfo ha prodotta la contrazione del traffico merci e viaggiatori relativo ma la stazione ha continuato ad avere un consistente traffico viaggiatori soffrendo tuttavia dell'eccessivo percorso ferroviario verso Catania dato che il collegamento tra Gela e Caltagirone non venne realizzato se non alla fine degli anni settanta quando ormai il traffico viaggiatori aveva consolidato la scelta di altre modalità di trasporto.

Il traffico viaggiatori costituito soprattutto da pendolari, impiegati o studenti, in genere diretti verso i centri vicini ma anche verso Caltanissetta è progressivamente diminuito in favore del trasporto su strada, pubblico ed individuale anche in conseguenza della diminuzione dell'offerta di orario con pochi servizi e orari poco favorevoli.

Il raccordo ferroviario di 1.473 m, Licata-Licata Porto, venne dismesso definitivamente con decreto n. 19T del 23 giugno 2004 con decreto di autorizzazione del ministro delle infrastrutture e dei trasporti Pietro Lunardi emesso ai sensi dell'articolo 2 del DM 138T del 31 ottobre 2000 e in seguito ad istanza di rinuncia alla concessione all'esercizio della linea presentata dall'amministratore delegato di RFI S.p.A. dopo avere acquisito il parere favorevole della Regione Siciliana, del Ministero della difesa, del Ministero dell'Economia e delle Finanze e infine, il 29 aprile 2004, della Direzione generale del trasporto ferroviario[3].

CaratteristicheModifica

La stazione insiste sulla direttrice ferroviaria Siracusa-Gela-Canicattì per la quale è stazione passante.

ServiziModifica

La stazione dispone di:

  •   Sala d'attesa

InterscambiModifica

NoteModifica

BibliografiaModifica

  • Nico Molino, La rete FS a scartamento ridotto della Sicilia, Torino, Edizioni elledi, 1985, ISBN 88-7649-037-X.

Voci correlateModifica