Stazione di Ponte d'Adda

fermata ferroviaria italiana
Ponte d'Adda
stazione ferroviaria
Pizzighettone - stazione ferroviaria di Ponte d’Adda.jpg
Fermata lato binario
Localizzazione
StatoItalia Italia
LocalitàPizzighettone
Coordinate45°11′04.2″N 9°47′26.66″E / 45.1845°N 9.79074°E45.1845; 9.79074Coordinate: 45°11′04.2″N 9°47′26.66″E / 45.1845°N 9.79074°E45.1845; 9.79074
LineePavia-Cremona
Caratteristiche
TipoFermata in superficie, passante
Stato attualein uso
GestoreRete Ferroviaria Italiana
Binari1

La stazione di Ponte d'Adda è una fermata ferroviaria posta lungo la linea Pavia-Cremona, a servizio del centro abitato di Pizzighettone.

StoriaModifica

Nonostante la linea fosse stata attivata nel 1866, la fermata fu realizzata fra il 1938[1] e il 1945[2] principalmente con lo scopo di servire l'attiguo stabilimento chimico e il deposito militare.

Strutture ed impiantiModifica

La stazione dispone di un piccolo fabbricato viaggiatori a due piani di cui solo parte del piano terreno è aperta all'utenza in quanto ospita una sala d'attesa. La visuale del fabbricato risulta oscurata da una lunga tettoia in lamiera che ricopre quasi interamente la bachina dell'unico binario presente.

Prima di essere trasformata in fermata, l'allora stazione disponeva di due raccordi, ancora visibili nonostante siano slacciati dalla linea e in stato di abbandono: uno con la caserma del Genio Civile, l'altro con l'attiguo stabilimento chimico Pirelli-ATA;

MovimentoModifica

La fermata è servita dai treni regionali di Trenord in servizio sulla tratta Codogno-Cremona-Mantova, e dai RegioExpress Milano-Cremona-Mantova.

ServiziModifica

La fermata dispone di:

  •   Sala d'attesa

CuriositàModifica

Curiosamente, non esiste alcuna località chiamata Ponte d'Adda. Tale nome fu scelto per distinguere la fermata dalla stazione di Pizzighettone, che serve la borgata di Gera, sulla sponda destra dell'Adda.

Il nome della fermata deriva dalla vicinanza con un ponte in ferro a tre travate che attraversa l'omonimo fiume. Tale ponte fu ricostruito, nella versione oggi visibile, nel 1952 dalle Officine Meccaniche di Pozzuoli.

NoteModifica

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