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Stazione di Siracusa Marittima

Siracusa Marittima
già Siracusa Porto
stazione ferroviaria
Siracusa Porto.gif
Stazione di Siracusa Porto. Vista dal mare a inizio XX secolo.
Localizzazione
StatoItalia Italia
LocalitàPorto di Siracusa
Coordinate37°03′49.72″N 15°17′19.38″E / 37.063811°N 15.288718°E37.063811; 15.288718Coordinate: 37°03′49.72″N 15°17′19.38″E / 37.063811°N 15.288718°E37.063811; 15.288718
Lineeferrovia Messina-Siracusa
Caratteristiche
TipoStazione in superficie, di testa
Stato attualeDismessa
Attivazione1892
Soppressione2004
DintorniDogana
Palazzo della posta
Ortigia

La stazione di Siracusa Marittima era la stazione ferroviaria terminale della linea Messina-Siracusa posta in corrispondenza del porto[1] della città di Siracusa.

StoriaModifica

 
Pianta di Siracusa del 1905 che riporta il tracciato ferroviario tra le stazioni cittadine
 
Stazione di Siracusa Marittima intorno al 1910 vista dal lato binari
 
Edificio principale, nel 2014, sede della Guardia costiera
 
Edificio lato mare con pensilina metallica

La stazione venne realizzata al km 313+850 della linea di Messina contestualmente alla realizzazione del prolungamento di 1.563 m tra la stazione di Siracusa città e le banchine del porto, allo scopo di servire il centro cittadino, al tempo costituito essenzialmente dall'abitato di Ortigia e il molo portuale interessato da notevole traffico marittimo. Il tronco ferroviario costituiva inoltre il completamento della ferrovia proveniente da Canicattì che serviva importanti centri abitati e aree di intensa produzione agricola che potevano avvalersi del porto di Siracusa per l'esportazione dei propri prodotti. La stazione venne inaugurata, con il nome di Siracusa Porto, contestualmente alla sezione di linea e aperta all'esercizio il 13 agosto 1892 dalla Società per le strade ferrate della Sicilia con ordine di servizio n. 9 del 31 luglio 1892[2]. Successivamente il nome venne cambiato in Siracusa Marittima (come attestato anche dai quadri orario FS del 1938)[3]. Il fabbricato originale, pur grande come dimensioni, era di aspetto poco elegante, più di grosso magazzino portuale; di forma rettangolare aveva il tetto spiovente che si prolungava ai due lati, mare e ferrovia, a mo' di tettoie. Venne ricostruito integralmente con uno stile più consono alla sua funzione negli anni trenta.

Nel 1930 il re Vittorio Emanuele III in visita a Siracusa inaugurò la stazione marittima.[4]

La stazione ebbe una rilevante frequentazione di viaggiatori anche in funzione dell'approdo nel porto di navi di linea transoceaniche e di collegamento con le colonie libica ed etiopica. L'orario ferroviario 1938-1939 prevedeva la partenza giornaliera di un rapido, di tre treni giornalieri diretti per Messina Marittima (con prosecuzione per il continente) e di un accelerato per l'intero percorso fino a Messina Centrale[3].

Il traffico di viaggiatori divenne esiguo alla fine della guerra in concomitanza con la crisi del porto e la perdita delle colonie africane. Dal 28 maggio 1961 la stazione fu disabilitata al traffico passeggeri e bagagli[5]. Venne del tutto soppressa alla fine degli anni ottanta ma rimase l'uso dei binari in regime di tradotta merci[6][7]. I fabbricati di stazione furono ceduti ed ospitano la Guardia costiera.

Il raccordo ferroviario di 1.563 m, Siracusa-Siracusa Marittima, venne dismesso definitivamente con decreto n. 19T del 23 giugno 2004 con decreto di autorizzazione del ministro delle infrastrutture e dei trasporti Pietro Lunardi emesso ai sensi dell'articolo 2 del DM 138T del 31 ottobre 2000 e in seguito ad istanza di rinuncia alla concessione all'esercizio della linea presentata dall'amministratore delegato di RFI S.p.A. dopo avere acquisito il parere favorevole della Regione Siciliana, del Ministero della Difesa, del Ministero dell'Economia e delle Finanze e infine, il 29 aprile 2004, della Direzione generale del trasporto ferroviario[8].

Strutture e impiantiModifica

La stazione consisteva di un grande fabbricato viaggiatori con pensiline sia lato mare che lato binari. Era dotata di magazzino merci, piano caricatore, ponte a bilico e telegrafo. Venne prevista anche una piattaforma girevole da 5,5 m e la sagoma limite. La stazione era abilitata sia ai trasporti a piccola velocità che a vagone completo e per singoli colli[2]. La stazione era provvista di segnalamento fisso di protezione lato Siracusa centrale. Era presenziata da un capostazione.

Cessato il trasporto viaggiatori e la partenza di treni in orario da essa, venne disabilitata, eliminato il segnalamento di protezione e il fascio binari utilizzato a regime di manovra.

MovimentoModifica

Data la maggiore vicinanza a Ortigia, al tempo il centro cittadino di Siracusa, venne utilizzata sin dai primi anni di esercizio come origine di molti treni. L'orario ferroviario in vigore 1938-1939 prevedeva la partenza di quattro treni giornalieri, di cui tre di categoria superiore, un rapido (effettuato con le allora nuovissime automotrici ALn 56) alle ore 7:10 e tre diretti rispettivamente alle ore 13:40, 16:06 e 18:40 per Messina Marittima con proseguimento verso il continente; gli ultimi due avevano in composizione anche carrozze letto. Completava l'offerta un accelerato con partenza alle ore 7:20[3].

In senso inverso, l'intera linea Messina-Catania-Siracusa veniva percorsa da tre diretti provenienti dal continente (i primi due con carrozze letto) che giungevano alla stazione di Siracusa Marittima rispettivamente, alle ore 11:58, alle 13:35 e alle 17:55. Completava l'offerta giornaliera un accelerato in arrivo alle ore 8:20 proveniente da Catania[3].

L'orario invernale 1959-1960 (poco prima della soppressione del servizio viaggiatori) vedeva ancora 4 partenze dalla stazione Marittima: DD 58 per Messina e continente alle ore 6.50 (classificato rapido da Catania), Diretto 84 per Messina e continente alle ore 13.05 (vetture letto in composizione), DD 86 per Messina e continente alle ore 15.30 (vetture letto in composizione) e Diretto 88 per Messina e continente alle ore 18.30.

NoteModifica

  1. ^ www.trenidicarta.it Siracusa Porto, su www.trenidicarta.it. URL consultato il 15 luglio 2016.
  2. ^ a b Ordine si servizio n. 9 del 31 luglio 1892, in Alessandro Tuzza, Treni di carta
  3. ^ a b c d Orario Generale ferroviario Pozzo, quadro 405, del 4 dicembre 1938.
  4. ^ Vittorio Emanuele III visita Siracusa 1930 - La Sicilia in Rete 3.0, su lnx.lasiciliainrete.it. URL consultato il 17 luglio 2016 (archiviato dall'url originale il 26 luglio 2016).
  5. ^ Ordine di Servizio n. 92 del 1961, riportato in Francesco Ogliari, Dilettoso viaggio. Storia dei trasporti italiani volume 31°. Sicilia. Volume terzo (1940-1977), Cavallotti Editore, Milano, 1977, p. 1006
  6. ^ FO 152a, Norme e disposizioni di carattere generale, punto 3/e, p. 7.
  7. ^ Ferrovie dello stato, Orario generale di servizio, 153, maggio 1995-1997
  8. ^ Decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti

BibliografiaModifica

  • Antonietta Iolanda Lima, Dalla nazionalizzazione agli anni trenta ampliamenti e nuove realizzazioni in Sicilia, in Ezio Godoli, Antonietta Iolanda Lima (a cura di), Architettura ferroviaria in Italia. Novecento, Dario Flaccovio Editore, Palermo 2004, pp. 139–168. ISBN 88-7758-597-8.
  • Ferrovie dello Stato, Palermo, Orario generale di servizio, fascicolo 152a, valido dal 31 maggio 1981 al 28 maggio 1983

Voci correlateModifica

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