Stazione di Solduno

Solduno
stazione ferroviaria
Solduno 151213.jpg
Localizzazione
StatoSvizzera Svizzera
LocalitàSolduno
Coordinate46°10′10.2″N 8°46′39.32″E / 46.1695°N 8.77759°E46.1695; 8.77759Coordinate: 46°10′10.2″N 8°46′39.32″E / 46.1695°N 8.77759°E46.1695; 8.77759
LineeDomodossola-Locarno
Locarno-Bignasco (1907-1965)
Tranvia di Locarno (1933-1960)
Caratteristiche
Tipofermata interrata
Stato attualein uso
Attivazione1991
Binari1

La stazione di Solduno della Ferrovie Autolinee Regionali Ticinesi (FART) è una fermata ferroviaria della ferrovia Domodossola-Locarno ("Centovallina").

StoriaModifica

La fermata è entrata in servizio nel quartiere di Solduno, a Locarno, nel 1907 con la ferrovia Locarno-Ponte Brolla-Bignasco. Nel corso del 1991[1][2] è stata posta in esercizio la fermata sotterranea.

Strutture e impiantiModifica

 
Vecchio fabbricato viaggiatori della stazione di Solduno conservato presso un albergo di Losone

La fermata è collocata tra i posti di blocco di Galleria e San Martino[3]. Una parte del fabbricato viaggiatori in uso fino al 1988 è conservata nel giardino di un albergo di Losone.

MovimentoModifica

La fermata è servita, in regime di fermata a richiesta, dai treni regionali della linea Locarno-Intragna/Camedo e viceversa nonché da un treno regionale Domodossola/Re-Locarno delle FART[4].

ServiziModifica

InterscambiModifica

  •   Fermata autobus

NoteModifica

  1. ^ Lunedì il ritorno della Centovallina nella galleria da Solduno a Muralto. «Il Dovere», 15 dicembre 1990, 10
  2. ^ Andrea Keller, Storia della ferrovia delle Centovalli, «Treterre», 1998, 30, 3 afferma tuttavia che la fermata sarebbe stata inaugurata il 17 dicembre 1990 contestualmente al resto delle opere inerenti alla messa in galleria della tratta tra San Martino e Locarno.
  3. ^ Hans G. Wägli, Bahnprofil Schweiz 2005, Diplory Verlag, Grafenried 2004, p. 72
  4. ^ Orario ufficiale Svizzera 2015 (versione PDF), quadro 620 (PDF), Ufficio federale dei trasporti. URL consultato il 3 gennaio 2015.

BibliografiaModifica

  • Hans G. Wägli, Bahnprofil Schweiz 2005, Diplory Verlag, Grafenried 2004, 142 p.

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