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Stele di Naram-Sin

Bassorilievo accadico celebrante la vittoria di Naram-Sin
Stele di Naram-Sin
Victory stele of Naram Sin 9068.jpg
Stele di Naram-Sin o della vittoria
Descrizione
Descrizione
Dimensionialtezza: 2 m circa
Periodoaccadico
(2250-2220 a.C. circa)
Luogo ritrovamentoSusa, Iran
Luogo conservazioneLouvre, Parigi

La stele di Naram-Sin, o stele della vittoria, è un bassorilievo su lastra di arenaria alta circa 2 m, che celebra il sovrano accadico Naram-Sin (2254-2218 a.C. circa).

Indice

RitrovamentoModifica

Risalente all'epoca accadica, la porzione principale della stele fu rinvenuta dall'archeologo Jacques de Morgan nel 1898 a Susa, oggi Sush, antica capitale dell'Elam sull'altopiano iranico, dove presumibilmente fu portata come trofeo di guerra da Shutruk-Nakhkhunte I, a capo dell'impero elamita[1].

Un bassorilievo simile, ritraente Naram-Sin, fu rinvenuto a pochi chilometri di Diarbekr, nel Pir Hüseyin.

La stele è conservata oggi presso il Museo del Louvre, a Parigi.

DescrizioneModifica

La stele celebra la vittoria di Naram-Sin, figlio di Manishtushu e padre di Shar-Kali-Sharri, contro i Lullubiti, un popolo che abitava i monti Zagros.

L'esercito accadico, collocato nella parte sinistra della stele, è composto da guerrieri che marciano in modo ordinato, il che è in netta contrapposizione con il caos che regna tra i guerrieri lullubi, nella parte inferiore destra della lastra, collocati a terra sul campo di battaglia roccioso e impervio per la natura montagnosa dei monti Zagros. Nel bassorilievo spicca la figura del sovrano, venerato dai suoi guerrieri come un dio, accompagnato dai due vessilliferi alla sua sinistra e reso divino dalla presenza di due astri sopra di lui.

Sebbene la stele sia rovinata nella parte superiore, essa ancora rivela chiaramente la gloria, l'orgoglio e la divinità di Naram-Sin. La stele sembra spezzare la tradizione usando disposizioni diagonali delle figure per comunicare la storia all'osservatore, sebbene registri orizzontali più tradizionali siano visibili sui frammenti più piccoli[2].

NoteModifica

  1. ^ (EN) Kleiner, Fred, Gardner's Art Through The Ages, Thomson-Wadsworth, 2005, p. 41, ISBN 0-534-64095-8.
  2. ^ (EN) Louvre ( Arts and Architecture), Köln, Könemann, ISBN 3-8331-1943-8.

BibliografiaModifica

  • G. Dorfles, C. Dalla Costa, M. Ragazzi, Arte e immagine. Arte nel tempo.

Voci correlateModifica

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