Storia del Regno Unito

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Il Regno Unito di Gran Bretagna ed Irlanda del Nord o, più comunemente Regno Unito, è uno stato che comprende Inghilterra, Galles, Scozia ed Irlanda del Nord.

L'atto di unione che nel 1707 fece nascere il Regno Unito

Il Regno di Gran Bretagna è nato dalla fusione del Regno di Scozia e del Regno d'Inghilterra nel 1707 quando, con l'Atto d'Unione, vennero unificati i parlamenti d'Inghilterra e Scozia.

Nel 1800, un nuovo Atto d'Unione, questa volta con il Regno d'Irlanda, sancì la nascita del Regno Unito di Gran Bretagna ed Irlanda, che continuò fino al 1922, quando venne proclamato lo Stato Libero d'Irlanda ed il Regno Unito raggiunse i confini attuali.

I primi anni del Regno Unito (1800-1837)Modifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Storia del Regno Unito (1701-1837).

Il 1º gennaio 1801 il Regno di Gran Bretagna e il Regno d'Irlanda si fusero in un'unica entità. Gli eventi che culminarono con questa unione partivano da ben lontano. Fin dal medioevo i normanni cercavano di sottomettere l'Irlanda. Nel Seicento ci fu una massiccia emigrazione di coloni inglesi e scozzesi, di fede protestante, che si stabilirono in Irlanda, specie in Ulster, andando a rimpiazzare i nativi irlandesi. Fin dal medioevo l'Irlanda fu sempre soggetta ai sovrani inglesi.

Dopo la ribellione irlandese del 1641 i cattolici furono esclusi a partecipare al voto per il parlamento irlandese. Alla fine del Settecento il parlamento irlandese, formato da protestanti, ottenne un elevato grado di indipendenza da Londra. Nel 1798 in Irlanda scoppiò una ribellione sostenuta dalla Francia, ma prontamente stroncata dall'esercito britannico. Nel 1800 i parlamenti di Gran Bretagna e Irlanda passarono l'Act of Union. Con questo atto i parlamenti di Gran Bretagna e Irlanda vennero sciolti per dare via a un parlamento del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda. Durante la guerra della seconda coalizione antifrancese la Gran Bretagna occupò gran parte delle colonie franco-olandesi. Con il trattato di Amiens il neocostituito Regno Unito dovette restituire alla Francia le colonie occupate. Nel 1805 la marina britannica con a capo l'ammiraglio Nelson inflisse una pesante disfatta alla Francia napoleonica. Con la vittoria a Trafalgar veniva sostanzialmente sancita la superiorità navale del Regno Unito. Nel 1808, con la guerra d'indipendenza spagnola, l'esercito britannico riuscì a scacciare i francesi dalla penisola iberica. Nel 1814-1815, insieme agli alleati austriaci, russi e prussiani, l'esercito del Regno Unito riuscì a sconfiggere la Francia napoleonica in maniera definitiva.

Durante lo scontro con la Francia napoleonica, in Nordamerica scoppiò una guerra tra gli Stati Uniti d'America e il Regno Unito. Sebbene nella storia degli Stati Uniti fu un evento di capitale importanza, in Gran Bretagna fu percepito come un evento marginale. Gli Stati Uniti riuscirono ad infliggere una serie di imbarazzanti disfatte alla marina britannica, all'epoca la più potente al mondo. Tuttavia i britannici riuscirono a respingere l'offensiva statunitense e anche a fare una scorribanda alla capitale Washington. Nonostante ciò il duca di Wellington capì che riportare sotto la corona britannica gli Stati Uniti, indipendenti da ormai una trentina di anni, era diventato impossibile. Il trattato di Gand mise fine alla disputa tra i due paesi anglosassoni. Il Red River venne ceduto dal Regno Unito agli Stati Uniti.

Dopo il congresso di Vienna la Gran Bretagna si trovò rafforzata, diventando la prima superpotenza coloniale. Giorgio IV, diventato reggente nel 1811 e poi re nel 1820, fu un sovrano debole, il suo potere venne esercitato in maniera piena dai suoi ministri. Nel 1830 ascese al trono Guglielmo IV, fratello di Giorgio, ma anch'egli fu poco impegnato in politica. Durante il regno di Guglielmo vennero poste alcune importanti riforme in materia di lavoro, tra cui la restrizione del lavoro minorile e l'abolizione dello schiavismo nelle colonie britanniche.

 
La regina Vittoria I

Tra il 1815 e la metà del secolo il Regno Unito non fu impegnato in alcun conflitto. Mentre in Prussia, Russia e Austria, all'epoca le grandi monarchie assolute del continente, i movimenti liberali venivano repressi anche nel sangue, nel Regno Unito le nuove idee liberali non vennero rigettate. Negli anni venti il Regno Unito non esitò a difendere la monarchia costituzionale portoghese e a riconoscere i nuovi stati sudamericani come entità indipendenti.

Età vittoriana: l'imperialismo britannicoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Età vittoriana.

Victoria salì al trono nel 1837 all'età di 18 anni, regnò fino al 1901 e vide la Gran Bretagna raggiungere l'apice del suo potere economico e politico. Furono sviluppate nuove entusiasmanti tecnologie come navi a vapore, ferrovie, macchine fotografiche e telegrafi, che resero il mondo "più veloce". La Gran Bretagna rimase di nuovo in gran parte inattiva nella politica europea, e non fu influenzata dall'ondata di rivoluzioni nel 1848. L'era vittoriana vide l'esaurirsi del secondo impero britannico. L'era è stata preceduta dall'era Regency e le succedette il periodo edoardiano.

Storici come Bernard Porter hanno caratterizzato l'era della metà del Vittoriano (1850-1870) come gli "anni d'oro" della Gran Bretagna. Vi erano pace e prosperità, poiché il reddito nazionale per persona era cresciuto della metà. Gran parte della prosperità era dovuta alla crescente industrializzazione, in particolare nel settore tessile e dei macchinari, nonché alla rete mondiale del commercio e dell'ingegneria che producevano profitti per i commercianti e gli esperti britannici di tutto il mondo. C'era la pace all'estero (a parte la breve guerra di Crimea, 1854-1856) e la pace sociale nel regno. Riforme in ambito industriale furono stabilite dal Parlamento. Il Mines Act del 1842 vietava l'impiego di ragazze e ragazzi di età inferiore ai dieci anni dal lavoro sotterraneo nelle miniere di carbone. La classe operaia ignorò gli agitatori stranieri come Karl Marx e si unì per celebrare la nuova prosperità. I datori di lavoro erano tipicamente paternalistici e generalmente riconoscevano i sindacati. Le aziende fornirono ai loro dipendenti servizi di assistenza sociale che vanno dalle abitazioni, alle scuole e alle chiese, dalle biblioteche, ai bagni e alla palestra. I riformatori della classe media fecero del loro meglio per aiutare le classi lavoratrici ad aspirare alle norme della "rispettabilità" della classe media.

C'era uno spirito di libertarismo, dice Porter, poiché le persone sentivano di essere libere, le tasse erano molto basse e le restrizioni del governo erano minime. Vi erano ancora aree problematiche, come rivolte occasionali, in particolare quelle motivate dall'anti-cattolicesimo. La società era ancora governata dall'aristocrazia e dalla nobiltà, che controllavano alti uffici governativi, entrambe le case del Parlamento, della chiesa e dei militari. Diventare un ricco uomo d'affari non era così prestigioso come ereditare un titolo e possedere una proprietà terriera. La letteratura andava bene, ma le belle arti scarseggiavano mentre la Grande Mostra del 1851 mostrava il valore industriale della Gran Bretagna piuttosto che la sua scultura, pittura o musica. Il sistema educativo era però ancora mediocre.

Imperialismo di libero scambioModifica

La Grande Mostra di Londra del 1851 dimostrò chiaramente il dominio britannico nell'ingegneria e nell'industria; che durò fino all'ascesa degli Stati Uniti e della Germania negli anni 1890. Utilizzando gli strumenti imperiali del libero scambio e degli investimenti finanziari, ha esercitato una notevole influenza su molti Paesi al di fuori dell'Europa, in particolare in America Latina e in Asia. Così la Gran Bretagna aveva sia un impero formale basato sul dominio britannico che uno informale basato sulla sterlina britannica.

Russia, Francia e Impero ottomanoModifica

Una paura assillante era il possibile crollo dell'Impero ottomano. Si comprendeva bene che un crollo di quel Paese avrebbe scatenato una lotta per il suo territorio e probabilmente avrebbe fatto precipitare la Gran Bretagna in guerra. Per evitarlo, la Gran Bretagna cercò di impedire ai russi di occupare Costantinopoli e di impadronirsi degli Stretti Bospori, nonché di minacciare l'India attraverso l'Afghanistan. Nel 1853, la Gran Bretagna e la Francia intervennero nella guerra di Crimea e sconfissero la Russia a un costo molto elevato di vittime. Nel 1870 il Congresso di Berlino bloccò la Russia dall'imposizione del duro Trattato di Santo Stefano all'Impero ottomano. Nonostante la sua alleanza con i francesi nella guerra di Crimea, la Gran Bretagna non aveva fiducia nelle azioni del Secondo Impero di Napoleone III, specialmente quando l'imperatore costruì navi da guerra corazzate e iniziò a riportare la Francia a una politica estera più attiva.

Età edoardianaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Età edoardiana.

La regina Vittoria morì nel gennaio del 1901 e al suo posto ascese al trono Edoardo VII. Il breve regno di Edoardo, meno di dieci anni coincise con la Belle Époque.

Nei primi anni del Novecento, benché l'aristocrazia aveva ancora saldo il potere politico, le classi operaie iniziarono a organizzarsi sotto le unioni sindacali e iniziarono a rivendicare maggiori riforme di tipo sociale.. Nel 1900 venne fondato il Labour Party.

I conservatori, con a capo Arthur Balfour, rimasero al governo fino al 1906. Nelle elezioni di quell'anno vinsero i Liberali, in alleanza con i Laburisti. I governi liberali, nel quinquennio 1906-1911 approvarono una serie di riforme, come la regolamentazione dell'orario di lavoro, l'assicurazione nazionale e la nascita dello Stato Sociale. Nel 1911 riuscirono a ridurre il potere della camera dei Lord.

In politica estera il Regno Unito si avvicinò alla Francia con la stipula dell'Etente cordiale del 1904 e alla Russia con l'intesa anglo-russa del 1907. L'alleanza con la Francia e la Russia, sfociata infine nella Triplice Intesa, aveva l'obiettivo di fermare la politica aggressiva dell'Impero tedesco.

Prima guerra mondialeModifica

Il Regno Unito entrò in guerra nel 1914 a fianco della Francia e della Russia contro la Germania e l'Austria-Ungheria. Nei primi due anni di guerra il Regno Unito mandò solamente truppe volontarie al fronte francese, tuttavia dopo il 1916 venne imposta la coscrizione obbligatoria. Nel frattempo il primo ministro Asquith venne sostituito da David Lloyd George. Ormai avviata la mobilitazione di massa, la nazione diede i tutti suoi sforzi per sconfiggere la Germania. La Royal Navy britannica sconfisse la marina tedesca nella Battaglia dello Jutland del 1916 così la Germania iniziò a subire il blocco navale inglese e si vide costretta ad utilizzare massicciamente gli U-Boot contro tutte le navi che si trovavano in acque britanniche, comprese quelle dei paesi neutrali. Nel 1917 gli Stati Uniti entrarono in guerra a fianco del Regno Unito. Nel 1918 l'Impero Tedesco fu sconfitto dal Regno Unito e dai suoi alleati.

Nell'ambito della prima guerra mondiale è da ricordare la figura di Edith Cavell.

1918-1939Modifica

Lo storico Arthur Marwick vede una radicale trasformazione della società britannica derivante dalla Grande Guerra, un diluvio che spazzò via molti vecchi atteggiamenti e portò ad una società più equa. Vede il famoso pessimismo letterario degli anni '20 come fuori luogo, sostenendo che vi furono importanti conseguenze positive grazie alla guerra per la società britannica. Indica un'autocoscienza energica tra i lavoratori che ha rapidamente formato il Partito Laburista, l'arrivo del parziale suffragio femminile e un'accelerazione della riforma sociale e del controllo statale dell'economia. Vede un declino della deferenza verso l'aristocrazia e l'autorità consolidata in generale, e l'indebolimento tra i giovani delle restrizioni tradizionali sul comportamento morale individuale. Marwick afferma che le distinzioni di classe si sono ammorbidite, la coesione nazionale è aumentata e la società britannica è diventata più equa.

Politica ed economia degli anni '20Modifica

Espansione dello stato socialeModifica

Due importanti programmi che ampliarono permanentemente lo stato sociale passarono nel 1919 e nel 1920 con un dibattito sorprendentemente breve, anche se i conservatori dominarono il parlamento. L'Housing Town Planning &c Act 1919 istituì un sistema di alloggi governativi che seguiva le promesse della campagna del 1918 di "case adatte agli eroi". Questo "Addison Act", intitolato al primo ministro della sanità Christopher Addison, richiedeva alle autorità locali di esaminare le loro esigenze abitative e di iniziare a costruire case per sostituire i bassifondi. Il Ministero del Tesoro ha sovvenzionato gli affitti bassi. In Inghilterra e Galles furono costruite 214.000 case e il Ministero della Salute divenne in gran parte un ministero dell'edilizia abitativa.

Il Partito ConservatoreModifica

Il ministero di Lloyd George si disgregò nel 1922. Stanley Baldwin, come leader del Partito conservatore e come Primo Ministro, dominò in quegli anni la politica britannica. La sua combinazione di forti riforme sociali e un governo stabile si è dimostrata una potente combinazione elettorale, con il risultato che i conservatori hanno governato la Gran Bretagna da soli o come componente principale del governo nazionale. Baldwin fu inoltre l'ultimo leader del partito conservatore a vincere oltre il 50% dei voti (nelle elezioni generali del 1931). La strategia politica di Baldwin era di polarizzare l'elettorato in modo che gli elettori potessero scegliere tra i conservatori a destra e il partito laburista a sinistra, schiacciando i liberali nel mezzo. La polarizzazione ebbe luogo e mentre i liberali rimasero attivi sotto Lloyd George, conquistarono pochi seggi e rimasero un partito secondario fino a quando non si unirono a una coalizione con i conservatori nel 2010. La reputazione di Baldwin salì alle stelle negli anni 1920 e 1930, ma si schiantò dopo il 1945 perché fu incolpato per le politiche di pacificazione nei confronti della Germania, e, come ammiratore di Churchill, ne fece un'icona conservatrice. I laburisti vinsero le elezioni del 1923, ma nel 1924 Baldwin e i conservatori tornarono con una larga maggioranza.

EconomiaModifica

Le tasse aumentarono drasticamente durante la Prima Guerra Mondiale e non tornarono mai ai loro vecchi livelli. Un uomo ricco pagava l'8% delle sue entrate in tasse prima della guerra e circa il 33% dopo. Circa il 5% del reddito nazionale ogni anno veniva trasferito dai ricchi ai poveri.

L'economia britannica fu poco brillante negli anni '20, con forti cali e alta disoccupazione nell'industria pesante e nel settore del carbone, specialmente in Scozia e Galles. Le esportazioni di carbone e acciaio si dimezzarono nel 1939 e la comunità imprenditoriale tardò ad adottare i nuovi principi del lavoro e della gestione provenienti dagli Stati Uniti, come il fordismo, il credito al consumo, l'eliminazione delle eccedenze di capacità, la progettazione di una gestione più strutturata e l'utilizzo di maggiori economie di scala. Per oltre un secolo l'industria navale aveva dominato il commercio mondiale, ma è rimasta in depressione nonostante vari sforzi di stimolo da parte del governo.

Alla fine degli anni Venti, la performance economica si era stabilizzata, ma la situazione generale era deludente, poiché la Gran Bretagna era rimasta indietro rispetto agli Stati Uniti nella classifica delle principali potenze industriali. Rimaneva anche un forte divario economico tra il nord e il sud dell'Inghilterra durante questo periodo, con il sud dell'Inghilterra e le Midlands abbastanza prospere negli anni Trenta, mentre parti del Galles meridionale e del nord industriale dell'Inghilterra divennero note come "aree in difficoltà" a causa di tassi particolarmente elevati di disoccupazione e povertà. Ciononostante, il tenore di vita continuò a migliorare man mano che i consigli locali costruivano nuove case per consentire alle famiglie, che alloggiaveno in baraccopoli, di vivere in abitazioni dignitose, con strutture aggiornate tra cui servizi igienici interni, bagni e illuminazione elettrica ora inclusi nelle nuove proprietà. Il settore privato ebbe un boom edilizio negli anni '30.

LavoroModifica

Durante la guerra, i sindacati furono incoraggiati e la loro affiliazione aumentò da 4,1 milioni nel 1914 a 6,5 milioni nel 1918. Raggiunsero il picco a 8,3 milioni nel 1920 prima di ricadere a 5,4 milioni nel 1923.

L'industria del carbone era sofferente; le migliori miniere erano ormai esaurite, aumentandone il costo. La domanda diminuì quando il petrolio iniziò a sostituire il carbone come carburante. Lo sciopero generale del 1926 fu un sciopero di nove giorni a livello nazionale di 1,3 milioni di ferrovieri, addetti ai trasporti, tipografi, lavoratori portuali e operai siderurgici a sostegno di milioni di minatori di carbone. I minatori avevano respinto le richieste dei proprietari per ore più lunghe e avevano subito la riduzione della retribuzione a causa del calo dei prezzi. La speranza era che il governo intervenisse per riorganizzare e razionalizzare il settore e aumentare la sovvenzione, ma tutti e tre i principali partiti si opposero allo sciopero. I leader del Partito Laburista non approvarono poiché il Comintern di Mosca aveva inviato istruzioni ai comunisti per promuovere aggressivamente lo sciopero. Lo stesso sciopero generale è stato in gran parte non violento, ma il blocco dei minatori continuò e ci furono manifestazioni violente in Scozia. Fu l'unico sciopero generale nella storia britannica, leader del TUC come Ernest Bevin lo consideravano uno sbaglio. La maggior parte degli storici lo considera un evento singolare con poche conseguenze a lungo termine. Il Trade Disputes and Trade Unions Act del 1927 rese illegali gli scioperi generali, tale atto fu in gran parte abrogato nel 1946. L'industria carboniera consumò il carbone più accessibile e con l'aumento dei costi la produzione scese da 2567 milioni di tonnellate nel 1924 a 183 milioni nel 1945. Il governo laburista nazionalizzò le miniere nel 1947.

La Grande DepressioneModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Grande depressione.

La Grande Depressione ebbe origine negli Stati Uniti alla fine del 1929 e si diffuse rapidamente nel mondo. La Gran Bretagna non aveva mai sperimentato il boom che aveva caratterizzato gli Stati Uniti, la Germania, il Canada e l'Australia negli anni '20, quindi la sua crisi fu meno grave rispetto a questi Paesi. Il commercio mondiale britannico diminuì però della metà tra il 1929 e 1933, la produzione dell'industria pesante è diminuì di un terzo, i profitti dell'occupazione precipitarono in quasi tutti i settori. Alla fine dell'estate del 1932 i disoccupati registrati ammontavano a 3,5 milioni e molti altri avevano solo un lavoro a tempo parziale. John Maynard Keynes, che non aveva previsto la crisi, disse: 'Non ci saranno conseguenze serie a Londra. Troviamo il futuro decisamente incoraggiante"

Le zone maggiormente colpite da problemi economici furono il nord dell'Inghilterra, la Scozia, l'Irlanda del Nord e il Galles; la disoccupazione raggiunse il 70% in alcune aree all'inizio degli anni '30 (con oltre 3 milioni di disoccupati a livello nazionale) e molte famiglie dipendevano interamente dai sussidi dello Stato.

Nel 1936, quando la disoccupazione era già calata rispetto agli anni precedenti, 200 uomini disoccupati fecero una marcia da Jarrow a Londra, nel tentativo di mostrare la difficile situazione dei poveri operai. Sebbene molto supportata dalla sinistra, la Jarrow Crusade (la marcia) segnò una profonda spaccatura nel Partito Laburista e non provocò alcuna azione del governo a beneficio dei lavoratori. La disoccupazione è rimasta elevata fino a quando la guerra non ha assorbito tutti i disoccupati. Il libro di George Orwell, The Road to Wigan Pier, offre una cupa panoramica delle difficoltà del tempo.

Tentativi di pacificazioneModifica

I ricordi degli orrori e delle morti della Prima Guerra Mondiale resero la Gran Bretagna e i suoi leader fortemente inclini al pacifismo nell'era tra le due guerre. La sfida venne dai dittatori, prima Benito Mussolini in Italia, poi Adolf Hitler di una Germania nazista molto più potente. La Società delle Nazioni si dimostrò una delusione per i suoi sostenitori: non fu in grado di risolvere nessuna delle minacce poste dai dittatori. Nel 1938 era chiaro che la guerra stava incombendo e che la Germania aveva l'esercito più potente del mondo. L'ultimo atto di riappacificazione avvenne quando la Gran Bretagna e la Francia sacrificarono la Cecoslovacchia alle richieste di Hitler nell'Accordo di Monaco del 1938, ma invece di essere soddisfatto Hitler minacciò la Polonia, e alla fine il primo ministro Neville Chamberlain lasciò perdere la pacificazione diplomatica e promise di difendere la Polonia. Hitler tuttavia siglò un accordo con Josif Stalin per dividere l'Europa orientale; quando la Germania invase la Polonia nel settembre del 1939, la Gran Bretagna e la Francia dichiararono guerra, il Commonwealth britannico seguì l'esempio di Londra.

Seconda Guerra MondialeModifica

Il re Giorgio VI dichiarò guerra alla Germania nazista nel settembre 1939, dopo l'invasione tedesca della Polonia. Insieme alla Francia avevano più carri armati della Germania, ma meno aerei da guerra. Gli inglesi riuscirono nonostante la sconfitta a salvare il loro esercito da Dunkerque (così come anche i francesi), lasciandosi però dietro tutto l'equipaggiamento e le scorte di guerra. Winston Churchill intanto salì al potere, promettendo di combattere i tedeschi fino alla fine.

I tedeschi minacciarono un'invasione, che la Royal Navy era pronta a respingere; dapprima i tedeschi tentarono di raggiungere la supremazia aerea ma furono sconfitti dalla Royal Air Force nella battaglia in Gran Bretagna alla fine dell'estate 1940. Il Giappone dichiarò guerra nel dicembre 1941 e prese rapidamente Hong Kong, la Malesia, Singapore e la Birmania e minacciò l'Australia e India. La Gran Bretagna formò un'alleanza con l'Unione Sovietica (a partire dal 1941) e legami molto stretti con gli Stati Uniti (a partire dal 1940). La guerra fu molto costosa, è stata pagata con tasse elevate, vendendo attività e accettando grandi quantità di Lend Lease dagli Stati Uniti e dal Canada.

La mobilitazione totale della Gran Bretagna durante questo periodo si dimostrò fondamentale per vincere la guerra, mantenendo un forte sostegno dell'opinione pubblica. La guerra fu una "guerra popolare" che allargò le aspirazioni democratiche e produsse promesse di uno stato sociale postbellico.

La famiglia reale ebbe importanti ruoli simbolici nella guerra: si rifiutarono di lasciare Londra durante il Blitz e furono instancabili nel visitare truppe, fabbriche di munizioni, cantieri navali e ospedali in tutto il Paese. Tutte le classi sociali hanno apprezzato il modo in cui i reali condividevano le speranze, le paure e le difficoltà della gente comune.

Mobilitazione dell'internoModifica

Gli storici attribuiscono alla Gran Bretagna un record nella mobilitazione del fronte interno per lo sforzo bellico in termini di mobilitazione della maggior parte dei lavoratori, massimizzazione della produzione, assegnazione delle giuste competenze al compito giusto e mantenimento del morale e dello spirito delle persone.

Gran parte di questo successo fu dovuto alla mobilitazione sistematica delle donne, come operai, soldati e casalinghe, applicata dopo la coscrizione del dicembre 1941. Le donne hanno sostenuto lo sforzo bellico e hanno reso il razionamento dei beni di consumo un successo. Gli inglesi si affidarono con successo al volontarismo. La produzione di munizioniaumentò notevolmente ma la qualità di esse restò comunque alta. Gli agricoltori aumentarono l'area coltivata da 12.000.000 a 18.000.000 di acri (da circa 50.000 a 75.000 km²) e la forza lavoro agricola fu ampliata di un quinto, grazie in particolare all'esercito di terra femminile (Women's Land Army).

Stato socialeModifica

Il successo del governo nella fornitura di nuovi servizi, come ospedali e pranzi scolastici, nonché lo spirito egualitario, hanno contribuito al sostegno diffuso per uno stato sociale allargato. È stato sostenuto dal governo di coalizione e da tutti i principali partiti. Le condizioni di benessere, specialmente per quanto riguarda il cibo, migliorarono durante la guerra quando il governo impose il razionamento e sovvenzionò i prezzi degli alimenti. Le condizioni per l'edilizia abitativa però peggiorarono ovviamente con i bombardamenti, e l'abbigliamento cominciò a scarseggiare.

Le differenze tra le classi sociali si assottigliarono poiché i redditi diminuirono drasticamente per i ricchi e per gli impiegati, mentre le loro tasse salirono alle stelle, invece gli operai beneficiavano del razionamento e dei controlli dei prezzi.

La gente esigeva un'espansione dello stato sociale come ricompensa per i sacrifici di guerra del popolo, richiesta che fu soddisfatta.

DopoguerraModifica

La Gran Bretagna aveva vinto la guerra, ma perse l'India nel 1947 e quasi tutto il resto dell'Impero negli anni '60. Discusse il suo ruolo negli affari mondiali e si unì alle Nazioni Unite nel 1945, alla NATO nel 1949, e divenne uno stretto alleato degli Stati Uniti. La prosperità tornò negli anni '50 e Londra rimase un centro mondiale di finanza e cultura, ma la Nazione non era più una grande potenza mondiale. Nel 1973, dopo un lungo dibattito e un iniziale rifiuto, entrò nel mercato comune.

Austerità (1945-1950)Modifica

La fine della guerra ha visto una vittoria schiacciante per Clemente Attlee e il Partito Laburista, sono stati eletti grazie alla promessa di maggiore giustizia sociale con politiche di sinistra come la creazione di un servizio sanitario nazionale, più alloggi del consiglio e nazionalizzazione di diverse grandi industrie. La Gran Bretagna dovette affrontare una grave crisi finanziaria e rispose riducendo le sue responsabilità internazionali e condividendo le difficoltà di un'"era di austerità". Grandi prestiti concessi dagli Stati Uniti e dal piano Marshall hanno contribuito a ricostruire e modernizzare le sue infrastrutture e le pratiche commerciali. Nonostante l'inverno del 1946 fu uno dei peggiori mai registrati il morale fu potenziato da eventi come il matrimonio della Principessa Elisabetta nel 1947 e il Festival della Gran Bretagna nel 1951.

NazionalizzazioneModifica

Gli esperti del partito laburista andarono negli archivi per trovare i piani dettagliati per la nazionalizzazione. Con loro sorpresa, non c'erano piani. I leader decisero di agire in fretta per mantenere lo slancio della vittoria schiacciante alle elezioni del 1945. Iniziarono quindi a nazionalizzare la Bank of England, l'aviazione civile, il carbone e Cable & Wireless. Poi fecero lo stesso con ferrovie, canali, trasporti pubblici, elettricità e gas. Infine nazionalizzarono anche le industrie del ferro e dell'acciaio, un caso speciale perché era un'industria manifatturiera. Complessivamente, circa un quinto dell'economia fu nazionalizzato. La procedura utilizzata fu sviluppata da Herbert Morrison, che come "Lord President" del Consiglio presiedette il Comitato per la socializzazione delle industrie. Seguì il modello che era già stato usato per stabilire società pubbliche come la BBC (1927). In cambio delle azioni, i proprietari delle società hanno ricevuto titoli di stato pagando bassi tassi di interesse e il governo ha assunto la piena proprietà di ciascuna società interessata, consolidandola in un monopolio nazionale. La direzione rimase la stessa, ma erano diventati effettivamente dipendenti pubblici che lavoravano per il governo.

Per i leader del partito laburista, la nazionalizzazione era un modo per consolidare la pianificazione economica nelle proprie mani. Non è stato progettato per modernizzare le vecchie industrie, renderle efficienti o trasformare la loro struttura organizzativa, non c'erano soldi per la modernizzazione, sebbene il Piano Marshall, gestito separatamente da pianificatori americani, costrinse molte aziende britanniche ad adottare moderne tecniche manageriali. I socialisti più radicali però rimasero delusi, poiché le industrie nazionalizzate sembravano identiche alle vecchie corporazioni private e la pianificazione nazionale era resa praticamente impossibile dai vincoli finanziari del governo. I capisquadra e i dirigenti erano le stesse persone di prima, con lo stesso potere sul posto di lavoro, non vi era alcun controllo dei lavoratori sull'industria. I sindacati hanno resistito agli sforzi del governo per stabilire i salari. Durante le elezioni generali del 1950 e del 1951, i laburisti raramente parlarono della nazionalizzazione dell'industria. Sono stati invece i conservatori a denunciare l'inefficienza e la cattiva gestione, e hanno promesso di invertire l'acquisizione dell'industria siderurgica e degli autotrasporti.

Indipendentismo irlandeseModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Irlanda nell'era moderna.

All'inizio del Novecento la "questione irlandese" era molto viva nel dibattito pubblico britannico. Si discuteva di dare una Home rule all'Irlanda. Tra l'Ottocento e il Novecento tre Home Rule bills furono respinti.

Voci correlateModifica

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