Storia di Porto Maurizio

1leftarrow blue.svgVoce principale: Porto Maurizio.

Qui viene descritta la storia della città di Porto Maurizio, dalla sua fondazione sino ai giorni nostri. Porto Maurizio è uno dei due borghi principali, insieme ad Oneglia, costituenti la città di Imperia, in Liguria, che ancora oggi ha un antico centro storico praticamente intatto, che occupa un promontorio roccioso sul mare, abitato da secoli.
Un tempo fervente luogo di produzione e commercio di olio d'oliva, Porto Maurizio è oggi soprattutto una cittadina turistica e di servizi, facendo parte del capoluogo della provincia di Imperia.

Le originiModifica

Il luogo era abitato dalle antiche popolazioni Liguri che furono sottomesse dalla Roma nel II secolo a.C..
La presenza di un promontorio roccioso sul mare, che ne rendeva facile la difesa, aveva contribuito alla fondazione di un insediamento proprio in questo sito.

Nella ripartizione dell'Italia operata da Augusto il luogo apparteneva alla Regio IX, che si estendeva da Nicaea (Nizza) fino alla foce del fiume Macra (Magra).

Porto Maurizio è di origine romana: il suo nome forse deriva da San Maurizio martire, santo della Chiesa cattolica capo della leggendaria Legione Tebea dell'antica Roma e patrono della locale chiesa.[1]

Una seconda ipotesi ricollega il toponimo alla dominazione bizantina e all'imperatore Maurizio.
Secondo altre ipotesi[2] (la documentazione disponibile è molto scarsa) il nome deriva invece da un "Portus Murisius" (cioè "Porto dei Mori"), in quanto intorno al 900 d.C. i Saraceni stabilirono in Provenza e Liguria varie basi. Alla loro cacciata questo nome, divenuto sgradevole, fu tramutato nel molto simile Mauritius, che nel dialetto locale si pronuncia in modo quasi identico, e si "inventò" la derivazione da S. Maurizio. A riprova di questa ipotesi, molti luoghi della zona hanno chiara origine araba.

L'Alto MedioevoModifica

Alla caduta dell'Impero romano d'Occidente, la Liguria divenne parte dei regni romano-germanici d'Italia.

La dominazione gotica dura fino alla riconquista nel 552, a seguito delle guerre gotiche, da parte dell'Impero romano d'Oriente che ne fanno un loro importante caposaldo marittimo. I Bizantini istituiscono la Liguria come Provincia Maritima Italorum; il ritrovato periodo di pace vi comporta una ripresa destinata a durare fino alla conquista longobarda di Rotari della Liguria nel 642[3].
Fa quindi parte del Regno longobardo nel Ducato di Liguria godendo di un'espansione commerciale, culturale e religiosa grazie all'amministrazione dei monaci benedettini di San Colombano, che fecero della Liguria e di questa zona una base religiosa dopo Bobbio, con la fondazione del monastero di San Martino dell'Isola Gallinara cui dipendevano i possessi ingauni[4].

Nel 773 il regno longobardo cade sconfitto dai Franchi guidati da Carlo Magno. La suddivisione dell'Impero carolingio comporta il passaggio della regione al Regno d'Italia.

Nel IX secolo la costa ligure comincia a subire il flagello delle aggressioni islamiche: i Saraceni devastano tutta la zona prelevando schiavi, saccheggiando centri abitati e distruggendo chiese e monasteri. A difesa della costa vengono via via erette torri di difesa e di avvistamento.

Nel X secolo la Liguria fa parte del Regno d'Italia e viene divisa in tre Marche: l'obertenga a est, l'aleramica al centro e l'arduinica, che comprende anche Porto Maurizio, a ovest.

Il borgo, feudo dei marchesi di Clavesana, riceve dai monaci benedettini, che erano ritornati in questa zona scendendo dai monasteri del basso Piemonte, l'impulso al terrazzamento del territorio e alla coltivazione dell'ulivo; monasteri sono presenti a Gavenola, Pieve di Teco, Santo Stefano al Mare e Taggia.

XII secolo: il ComuneModifica

Porto Maurizio si afferma come centro marinaro indipendente, liberandosi gradualmente sia dalla giurisdizione di Albenga sia da quella dei Marchesi di Clavesana, signori feudali di tutto il suo Comitato. Nel XII secolo e fino agli inizi del secolo successivo è libero Comune il cui territorio (in seguito anche chiamato Capitaneato di Porto Maurizio) è diviso in tre Terzieri:

  • Terziere di S. Maurizio: comprendeva il centro urbano di Porto Maurizio (u Pòrtu) con la zona costiera, le terre ed i borghi limitrofi (ville)
  • Terziere di S. Giorgio: era la parte dell'entroterra più vicina alla città e faceva capo al borgo di Torrazza (a Tuřàssa), oggi frazione del comune di Imperia.
  • Terziere di S. Tomaso: era la parte più interna dell'entroterra, facente capo al borgo di Dolcedo (u Dusséu), oggi comune indipendente.

Dal XIII al XVI secoloModifica

 
La Repubblica di Genova

Porto Maurizio entra a far parte della Repubblica di Genova nel 1276, insieme a molti altri centri del Ponente Ligure. Vi si insedia il Vicariato della Riviera Occidentale che controlla il territorio da Savona fino a Ventimiglia.
Nel 1284 Porto Maurizio contribuisce con un nutrito contingente di nocchieri, balestrieri e vogatori alla flotta genovese impegnata nella battaglia della Meloria.

Nell'ambito della repubblica genovese ha inizio un florido periodo di vita commerciale e marinara, in cui la città diviene uno dei centri commerciali oleari più importanti del mar Mediterraneo rimanendolo fino alla Rivoluzione francese ed alla discesa in Italia di Napoleone Bonaparte.

Nel 1365 il poeta Francesco Petrarca, di ritorno da Avignone, soggiorna per qualche tempo nell'Oratorio degli Ospedlieri di San Giovanni nel borgo alla Marina.

Nel 1576 la vicina Oneglia è ceduta al dominio del Ducato di Savoia, interrompendo così la continuità del territorio della repubblica genovese.

XVII e XVIII secoloModifica

 
Porto Maurizio
vista da Levante
XVII sec. circa

Nel 1676 nasce in Porto Maurizio San Leonardo da Porto Maurizio (oggi patrono della città di Imperia): la sua casa al Parasio, trasformata in chiesa-museo, è tuttora visitabile e fornisce un'idea della vita di questo mistico del Seicento.

Durante questi secoli, fra un rovinoso passaggio di eserciti e l'altro, Porto Maurizio continua a far parte della Repubblica di Genova ed accresce il suo già importante ruolo nella produzione e nel commercio dell'olio di oliva, per il quale è noto in tutto il Mediterraneo. La quasi totalità di questi commerci si svolge appunto via mare, navigando sotto costa e difendendosi dai frequenti assalti dei pirati saraceni.
Il borgo fortificato originario necessariamente si espande ed è necessario costruire una seconda cerchia di mura in sostituzione della prima ormai insufficiente. Più tardi viene demolita anche questa, sempre per fare spazio all'ampliamento dell'abitato (vedi antiche mura e porte di Porto Maurizio).

Nonostante la vicinanza, i rapporti con la città di Oneglia che era sotto il dominio dei Savoia e di fatto territorio "straniero", rimasero sempre freddi (nel 1792 una flotta francese bombardò Oneglia, mentre Porto, neutrale, non fu toccata né intervenne).

Nella Campagna del 1797 Napoleone pone fine della storica Repubblica Genovese: Porto Maurizio entra a far parte della Repubblica Ligure come capoluogo della Giurisdizione degli ulivi.

XIX secoloModifica

 
Antica stampa del Fleury che mostra una veduta di Porto Maurizio all'inizio del XIX secolo (da notare il campanile del vecchio Duomo, poi demolito)

Nel 1805, la Repubblica Ligure e quindi anche Porto Maurizio, entrano a far parte dell'Impero Francese.

Alla caduta definitiva di Napoleone, il Congresso di Vienna del 1815 stabilisce che, come tutta la Liguria, il territorio imperiese venga annesso al Regno di Sardegna.

Nel 1818, Oneglia insieme a Sanremo e Nizza diventa capoluogo di provincia della Divisione di Nizza mentre Porto Maurizio viene nominato Capoluogo di Mandamento.

Dopo la cessione della provincia di Nizza alla Francia (1860) la città diventa il capoluogo della provincia omonima, che comprende la parte rimasta al Regno d'Italia[5].

Nel 1887, il suo centro storico è danneggiato da un tremendo terremoto, che rade al suolo anche le vicine Diano Marina e Bussana.

XX secoloModifica

L'espansione sia di Porto Maurizio che di Oneglia aveva da tempo aperto un dibattito sulla possibile unificazione delle due città, che si protrasse per anni fra proposte rifiutate da una e dall'altra parte, fino ad arrivare, nel 1923, all'unificazione effettiva[6] per decreto governativo.[senza fonte]

 Lo stesso argomento in dettaglio: Storia di Imperia.

NoteModifica

  1. ^ Gianni De Moro, Porto Maurizio fra Aristocrazia e Rivoluzione (1700 - 1801) Vol. I - Porto Maurizio nel Settecento, Ed. Circolo Parasio, 1978
  2. ^ Elio Baudo, I Benedettini a Porto Maurizio, Ed. Dominici, 1998
  3. ^ Frattanto il re Rotari conquistò tutte le città costiere dei Romani (i Bizantini, ndT) da Luni, in Tuscia, fino ai confini della Francia. Fonte: Paolo Diacono, Storia dei Longobardi, libro IV, 46
  4. ^ L'Isola Gallinara, il monastero di San Martino di Tours e il monaci benedettini di San Colombano sul portale saintcolumban.eu
  5. ^ R.D. 14 luglio 1860, n. 4176, art. 1
  6. ^ Regio Decreto 21 ottobre 1923, n. 2360
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